I selvaggi: La vita a forma di pallone da football

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Where's Huddles?

Where’s Huddles?

Hai le corsie disegnate nel giardino? Il tuo cane indossa elmetto e scarpette con tacchetti? Non ti preoccupare, sei il surrogato mal riuscito dei “Flintstones” e fai parte anche tu del pazzo mondo dei SELVAGGI.

No, é che certe cose succedono cosí, quando meno te lo aspetti. Cioé, tu sei lí che vai per la tua strada e a un certo punto vedi un tizio che ti somiglia tutto alla buonanima di tuo nonno, che a sua volta somigliava a Walter Matthau e…BANG! I vecchi fantasmi del passato vengono a farti il grattino alla porta e i vasi comunicanti del pensiero ti riportano in mente un vecchio cartone animato di Hanna & Barbera che guardavi quando eri piccolo. Inesorabilmente la musichetta della sigla non ti abbandona piú per tutto il giorno.

OH MY GOD!

Ti ricordi che nel lontano 1970 ne produssero solamente 10 episodi, per riempire il palinsesto estivo, con la speranza di riproporre la serie in pianta stabile nell’autunno successivo. L’esperimento non riuscì, e I SELVAGGI (“Where’s Huddles” era il titolo originale) non si rividero mai più sugli schermi, ma nel tuo cuore si ricavarono un posto speciale, insieme a NAPO ORSOCAPO, facendoti seriamente pensare di intraprendere la carriera di cartoonista o in alternativa, per ovvia affinità, lo spacciatore di crack.

Senza CRACK certi cartoni non possono essere concepiti. Mi rifiuto di crederlo.

Concentrato sulle strambe vicende di una improbabile squadra di football americano, I SELVAGGI narrava la storia del capofamiglia/quarterback ED HUDDLES e del suo compagno di squadra/vicino di casa, Bubba McCoy. Il vicino di casa che tutti vorrebbero, che soprattutto IO vorrei. Un concentrato ussurdo di steroidi e idiozia altamente manipolabile.

Bubba. L’amico inconsapevolmente molesto che tutti vorremmo

Proprio come Fred e Barney prima di loro, questi due amici si muovevano in un mondo tutto loro, dove il gioco del football dominava incontrastato. Vivevano in case che somigliavano a stadi e si spostavano su macchine fatte a forma di pallone da rugby e, contemporaneamente, non riuscivano ad evitare di essere coinvolti in bizzarre vicende, la maggior parte delle quali avevano come fine ultimo l’arrotondamento dello stipendio. Erano quindi americani ma con una forte connotazione napoletana intrinseca.
Questo perchè, presumibilmente, la loro squadra, i Rinoceronti, era solo una squadra del campionato semi-professionistico, e lo si deduceva dal fatto che, in alcuni episodi, gli atleti venivano pagati alla giornata, in contanti.
L’allenatore dei Rinoceronti urlava continuamente e aveva un nome che era tutto un programma, Mad Dog Maloney, ma in Italia non venne tradotto (misteri di UOTTEFAK il possente©), e il personaggio rimase l’ALLENATORE per antonomasia.
Co-protagoniste della serie, insieme a Ed e Bubba, erano anche le relative mogli, in particolare Marge, la moglie di Ed, che a casa pagava lo scotto delle tensioni che il marito accumulava sul campo e doveva tenere a bada il fastidiosissimo e subdolo vicino di casa Pertwee, che nei suo simpaticissimi atteggiamenti ti assomigliava tanto al tuo amico spacciatore sovrappeso, ma con i capelli e 1000 chili di meno.

Simpatico come una multa

La voce che spesso commentava le partite, nella versione originale americana, era di Dick Enberg. CHI? Era un vero commentatore sportivo, molto simile alla figura del nostrano Nando Martellini, mentre lo stesso Ed Huddles era disegnato, ma forse ve l’ho già detto prima, a immagine e somiglianza di un attore all’apice del successo in quegli anni, Walter Matthau.

Nonno da giovane in tutte le versioni

Nonno da giovane in tutte le versioni

Il doppiaggio originale di “Where’s Huddles” riunì molti dei doppiatori originali della serie “Flintstones”, compreso Mel Blanc e Jean Vander Pyl. CHI? Si vabbè, GENTE AMERICANA CHE DOPPIAVA. Questa riunione era ovviamente un tentativo di ricreare il successo del predecessore preistorico targato Hanna & Barbera, ma evidentemente non bastò per far rinnovare la serie. In Italia la voce di Ed Huddles fu prestata da “Haidettoamme?” Ferruccio Amendola.
In America “Where’s Huddles” detiene un primato. Fu la prima serie cartoon ad essere passata nella fascia oraria del “prime time”, cioè la sera dopo le 20.00. I Simpsons vennero 20 anni dopo.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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