I trent’anni di DRAGON’S LAIR: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Già avevi celebrato i Laserdisc video games con un articoletto comparso qui, sul Topolinia Daily, ma giusto adesso ti accorgi che quest’anno sono esattamente 30 inverni che il capostipite è in giro a farsi giocare e allora qualche parolina a riguardo la devi dire per forza. Ma prenditi un attimo di pausa e riordina le idee. L’anno è il 1983 e sei un adolescente brufoloso e goffo. Per quattro anni, dopo l’avvento di Space Invaders, hai spadroneggiato in sala giochi bulleggiandoti delle tue abilità con gli amichetti, ma adesso è arrivato un nuovo gioco in città. Alla vista è veramente, ma veramente sfavillante, e da i suoi altoparlanti una voce inglese con tono epico proclama una cosa che tu ovviamente non capisci per un cazzo ma significa all’incirca così:
«DRAGON’S LAIR. Un’avventura fantasy dove diventi un valoroso cavaliere, in una missione per salvare la bella principessa dalle grinfie di un crudele drago…»
Ma aspetta. Non ci vogliono 200 lire per giocarci, bensì 500! MINCHIA! Quel gioco deve essere proprio bello! – pensi.
Metti dentro 500 sudatissime lire della tua paghetta settimanale, e questo è MALE. MOLTO MALE.
Dragon’s Lair è un video animato di undici minuti mascherato da videogioco e tu, con quell’unico pezzo da 500, ne sei già diventato schiavo. Come tanti in fila dietro di te, non puoi più fare a meno di infilarci monetine per arrivare a vedere il lieto fine.
Con questo post ricordi, per sommi capi, la nascita, l’esplosione, e la decadenza del Laser Video Games per eccellenza: DRAGON’S LAIR. E il tutto arriva ai bulbi oculari dei lettori dopo essere stato vagliato e vidimato dal dottor Dokrobei dei laser giochi, uno dei massimi esperti di DL attualmente deambulanti su questa palla di fango, IGOR MAGGIORELLI.

Dragon's Lair Flyer Front

Dragon’s Lair Flyer Front

Dragon's Lair Flyer Back

Dragon’s Lair Flyer Back

L'apparenza.

La trama vuole che tu sia Dirk l’audace, un cavaliere eroico che entra in un castello per salvare la principessa Daphne.

All’inizio lei squittisce «Salvami!», e tu la devi inseguire attraverso il labirintico castello. Un joystick controlla il movimento in 4 diverse direzioni: destra, sinistra, su e giù. Premendo l’unico bottone, si sguaina la spada e si colpisce. Flash colorati e musichette danno suggerimenti sul percorso da seguire o le creature da uccidere.

Se non ci si muove al momento giusto, o non si riesce ad uccidere una creatura per tempo, il giocatore muore e deve ripetere la scena da capo. Grazie tanto amico giocatore. Si prega di depositare un’altra monetina.

Boia dè. Che saporaccio.

Boia dè. Che saporaccio.

La cruda realta'.

Al di fuori del Giappone, Dragon’s Lair è stato il primo Arcade realizzato su laser disc e questo forse potrebbe essere un motivo per il fatto che fosse così costoso. I lettori di supporti laser erano il top per la qualità di riproduzione dei filmati, e funzionavano al meglio quando il film era riprodotto dall’inizio alla fine ma, saltando continuamente da una scena all’altra, venivano stressati pesantemente ed erano portati a guastarsi.

Quando il lettore iniziava a malfunzionare, durante il gioco, effettuando le scelte sia con il joystick che con il tasto spada, si poteva verificare un leggero disallineamento nella visione del filmato. Molto spesso si assisteva a dei blackout troppo prolungati tra una scena e l’altra. Questo perché il frequente salto di posizione sul laser disc portava velocemente il tubo a gas dei lettori a scaricarsi, solitamente dopo 600 ore nelle prime versioni del gioco arcade. È per questo che pochi cabinati originali sono sopravvissuti fino ad oggi senza opportune sostituzioni.  Oltre a questo, a causa della sporcizia che si accumulava, ogni anno avevano bisogno di una pulizia completa delle ottiche e della relativa taratura.

Il cabinato originale euro

Dragon’s Lair dava l’illusione della scelta, ma tutto il progresso nel gioco era preimpostato e lineare. Non c’era modo di deviare dalla storia, saltare a un punto nuovo, o semplicemente fermarsi un attimo per raccogliere i pensieri: si doveva seguire il copione e morire in modo che un altro stupido consumatore venisse dopo per perdere le sue 500 lire. Se tutto andava bene, giocavi per 11 minuti (esattamente 10 minuti 11 secondi) e poi la partita era finita comunque, e per arrivare a tanto dovevi memorizzare una serie di mosse che potevi imparare da un giocatore che aveva giocato prima o guardando gli altri giocatori arrivare all’agognato successo. Più spesso, il gioco era assai più breve perché non riuscivi proprio ad eseguire i movimenti spada/direzione con il giusto tempismo.
Quando morivi, il disco tagliava su una o più scene di morte predefinite, portando il fragile lettore laser un passo più vicino alla sua fine. Che di per sé poteva anche essere un risultato positivo per garantire il futuro dei veri videogiochi.


L'origine.

Questo arcade era essenzialmente un cortometraggio di Don Bluth, l’animatore che aveva lasciato la Disney pochi anni prima e che aveva appena finito il suo più brillante film d’animazione “Brisby e il segreto di NIMH“.

In questa foto un Don Bluth molto CASA KEATON, direi.

A volte succedeva che una sequenza venisse riprodotta in ordine inverso, da sinistra a destra, causando confusione nel giocatore che aveva memorizzato un altro pattern, ma nel complesso i colori erano sontuosi, le stanze del castello erano intriganti e dettagliate, e le creature del male una strana combinazione di sciocco e spaventoso. Certo, erano le immagini quelle che catturavano l’attenzione del giocatore, non la giocabilità, ma da quel punto di vista il lavoro era impeccabile.


I porting.

Versioni console non sono mancate. Quasi tutte le macchine che si affacciarono sul mercato, dal 1983 in poi, ebbero la loro conversione di DL. Per NES uscì una versione nel 1990 e “Dragon’s Lair 3D: Return to the Lair” arrivò sul mercato nel 2002, per un’ampia varietà di piattaforme.
C’è anche un emulatore gratuitamente scaricabile, DAPHNE, che imita alla perfezione il gioco arcade. Funziona con il file immagine o direttamente con il disco laser originale, il ché rafforza il fatto che Dragon’s Lair sia più film che gioco. Come bonus, l’emulatore DAPHNE permette di giocare ad altri giochi che seguirono la scia di DL nella laser-era .

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Nel 2010 una versione iOS è stata lanciata da Electronic Arts, e sembra che ci sia un documentario in programma per il 30 ° anniversario di quest’anno. Ma forse il modo migliore per vivere l’esperienza Dragon’s Lair è nella forma di corto animato, e per questo basta guardare i suoi 11 minuti su YouTube.

Ma veniamo dunque alle curiosità:

1) La caratterizzazione della principessa Daphne si è basata sulle foto di Marilyn Monroe pubblicate su Playboy.

Prendi la manza

2) Per mancanza di soldi, il doppiaggio dei personaggi venne effettuato dagli stessi disegnatori.

3) Nella versione prototipo, Dragon’s Lair era molto più interattivo e aveva più scene per ogni stanza. Il problema era che la tecnologia che lo supportava veniva iperstressata e il lettore laser era facilmente portato a rompersi. Per questo si decise di ridurre il gameplay all’indispensabile. Sempre nel prototipo, era possibile arrivare alla conclusione della scena finale tramite altri percorsi e non uno soltanto.

Scene tagliate

4) Durante la progettazione, il problema del lettore laser venne superato sostituendo l’originale PR (lentissimo) con un LDV 1000 (velocissimo). Grazie all’implementazione di quest’ultimo modello fu possibile realizzare anche SPACE ACE.

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5) Il cartone animato è stato prodotto con il sistema standard, quindi con celle disegnate e colorate a mano.

6) Il gioco venne disegnato dalla Don Bluth Studio ma venne programmato da Rick Dayer. Tutti si ricordano i bei disegni di Bluth, pochi conoscono Dayer.

7) Dragon’s Lair II era già pronto nel 1985, ma non fu fatto uscire a causa della caduta del mercato. La pellicola venne stoccata in malo modo e si persero alcune parti. Nella sequenza iniziale è possibile notare anche degli strappi. Venne portato nelle sale giochi solo nel 1991 dalla LELAND, che non era altro che la CINEMATRONICS rinominata.

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8) I laser games non si dimostrarono quel toccasana dell’industria videoludica che tutti speravano. Furono un fenomeno estemporaneo e già nel 1985 tutti i progetti videoludici laser ( o quasi ) furono bloccati. Moltissimi laser games non vennero mai alla luce. Bisogna però riconoscere che se non fosse stato per alcuni giochi famosi come PAC-MAN e Dragon’s Lair, il sistema si sarebbe bloccato molto prima. Anche i flipper erano in declino mostruoso e ripartirono con prodotti decenti solo nel 1988.

9) Dragon’s Lair II nel 1991 ebbe un successo molto tiepido anche se ampiamente preventivato. Dopo tanto tempo nessuno si aspettava che i laser games potessero tornare alla ribalta. Risvegliò l’attenzione del pubblico per il personaggio (reso ridicolo e non più eroico come nel primo episodio) ma l’hardware si guastava spesso perchè costruito a risparmio. Il filmato era già pronto da 6 anni, bastò sistemarlo un pochetto. Il mobile era uno standard della Leland di allora, e la scheda madre era una IMB PS2 modificata. Il lettore era un sony 1450 ( il medesimo dei sistemi ALG ) poi sostituito con un SA 91. Il gioco, di per sè, non ebbe un successone. Era praticamente SPACE ACE del 1983 con alcune mosse in più (diagonali).

10) Il famigerato film di Dragon’s Lair, “Dragon’s Lair: The Legend”, molto probabilmente non uscirà mai. La storyboard e la sceneggiatura sono pronti dal 1985 ma lì rimangono senza finanziatori a credere nel progetto. Doveva raccontare del passato di Dirk e di come aveva incontrato Daphne. I toni sarebbero dovuti essere molto dark.

Nella storia dei videogiochi, Dragon’s Lair è spesso considerato l’ultimo grande videogioco del periodo d’oro degli arcade. Nel 1983 dette una concreta mano a tutta l’industria videoludica quando arrivò a fatturare circa 3,2 miliardi di dollari con le console da casa. Nessuno si sarebbe mai aspettato che, appena 2 anni dopo, quella stessa industria chiudesse l’anno con 100 modestissimi milioni di dollari. Dopo il crollo, il successivo aumento delle console domestiche (in particolare Nintendo) fu una delle ragioni principali del tracollo degli arcade, ma Dragon’s Lair rimane comunque un tassello inamovibile della storia dei videogiochi.

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