I video sporcaccioni degli anni ’80 che a rivederli adesso ti fanno quasi tenerezza 2

d3Uelà. Riapre le porte l’antro del vecchio sporcaccione e, come anticipato nella prima parte di qualche mese fa, ci sono ancora molti video sporcaccioni da poter mostrare, basta solo trovare il tempo per fare il punto e aver voglia di riassaporare quelle pulsioni animalesche tipiche della pubertà.
La verità era che i videoclip promozionali e i filmati in generale erano stati elementi marginali nel mondo della musica per gran parte del ventesimo secolo, ma poi accadde qualcosa di impensabile e totalmente imprevedibile per tutti: arrivarono gli anni ’80.
Nel corso di quella decade questi mini-film incontrarono una massiccia diffusione ed ebbero sempre più rilevanza a livello promozionale. I videoclip venivano mostrati nei locali pubblici ed entravano nel salotto di casa grazie alla nascita di emittenti televisive dedicate, e addirittura si potevano acquistare su videocassetta VHS per goderseli ogni volta che si voleva. Alcuni artisti seppero sfruttare a pieno questo nuovo mezzo, rendendo i loro video più accattivanti tramite l’iniezione di una severa dose di sesso. Si andava dal semplice videoclip peperino pieno di ammicchi, alle fantasie softcore tempestate di nudità. Niente atti espliciti, per carità, ma tanto bastava per alzare un gran polverone e beccarsi il divieto dalla censura. E allora rivediamoceli ‘sti video, che un po’ di gnocca fa sempre bene. Venite sporcaccioni. Andiamo.

Duran Duran -

Il video di “Girls On Film” dei Duran Duran è uno degli esempi più fulgidi di video sporcaccione. Mentre la band si esibisce, varie modelle vestite di lingerie si succedono facendo la passerella fin dentro un ring di pugilato, dove interpetano via via siparietti sexy.
Al tempo i Duran Duran si stavano ancora facendo un nome ed erano per lo più sconosciuti negli USA, poi ti spararono fuori questo “Girls On Film” e una versione edulcorata del video venne consegnata alla rotazione quotidiana di MTV. Fu un successone. Talmente grande che la versione integrale venne rilasciata in formato VHS (con le ragazze che fanno la lotta nel fango e la famosa scena delle due tipe che si prendono a cuscinate mentre stanno a cavalcioni del palo ricoperto di schiuma da barba), per essere acquistata dai genitori che non avevano alcuna idea del perché i loro figli adolescenti e brufolosi l’avevano aggiunta alla lista di Natale.

 

Olivia Newton John -

Quando nel 1981 Olivia Newton-John se ne venne fuori con il singolo dance-pop “Physical”, traumatizzò un’intera generazione. La gente se la ricordava educanda e innocente insieme a John Travolta mentre piroettava in “Grease”. Tempo 3 anni ed era diventata una viziosa insegnante di ginnastica che frustava una manica di ragazzi cicciuti per farli tornare in forma.

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Sandy, tesoro, con un bacio non si resta incinta.

Olivia sognava i suoi grassi clienti trasformati in manzi oliati e col paccone nello slip. Mentre camminava in mezzo a loro ne accarezzava la pelle cantando di essere un “animale”. Alla fine però c’era la cruda realtà.

 

Frankie goes to Hollywood -

In quanto a strategia di marketing i “Frankie Goes To Hollywood” non erano secondi a nessuno. Dovevano sempre e comunque essere provocatori, e lo fecero fin dall’inizio con il loro primo singolo “Relax”, che con i suoi non tanto velati inviti ad eiaculare fece un successone mondiale.
In un’epoca in cui PRINCE era in vetta alle classifiche, la quasi-pornografica “Relax” ci stava tutta. Il paradosso era che i due frontman della band erano apertamente gay, così l’immaginario erotico della band e dei loro manifesti virava sempre e spudoratamente all’omosessualità.
Il primo video originale di “Relax” venne bandito dalla BBC e da praticamente qualsiasi altra emittente televisiva planetaria, proprio perchè ritenuto troppo smaccatamente gay. I Frankie dovettero correre ai ripari facendo un secondo video, un po’ meno gaio, che si svolgeva in uno pseudo-bar a tema antica Roma, dove uomini pelosi frizionavano banane e lottavano tra loro, mentre un imperatore gonfio si faceva radere. Oltre alla semplice sfacciataggine, il clip di “Relax” celebrava la lussuria gay in un modo che sembrò radicale, e che al tempo venne giudicato addirittura rivoluzionario dalla cultura omofoba dominante (e Reaganiana) della metà degli anni ’80.

 

Dwight Twilley -

Dwight Twilley qui da noi non se lo filò nessuno, e la sua “Girls” ricavò solo qualche passaggio di straforo su quella bellerrima emittente che era VIDEOMUSIC. Io di quel video me ne ricordo ancora, soprattutto perchè era in puro stile “Porky’s”. Durante il filmato veniva riproposta la classica scena della doccia di quel famoso teen movie sporcaccione, solo in versione pari opportunità: i ragazzi sbirciavano le ragazze, ma anche le ragazze sbirciavano i ragazzi. Sbircia che ti risbircia, gli spettatori si trovavano davanti agli occhi almeno due paia di ROBERTI niente male, e le signorine potevano apprezzare il bel gluteo di ragazzi muscolosi e anche no. Un video palesemente fatto per cavalcare la moda delle sexy teen-comedy di quegli anni.

 

Madonna -

E qui adesso il gioco si fa pesante perchè entra in ballo uno di quei calibri che non si posso ignorare se si argomenta di anni ’80. La signora Ciccone era già popolarissima quando rilasciò questo video che si incuneò come un piede di porco a sconquassare l’immaginario erotico di un’esercito di adolescenti tra qui il sottoscritto. Sì perchè, diciamola tutta, ce lo siamo fatti venire a punta a suon di guardare e riguardare ‘sto video. E se eravamo SANI come potevamo fare altrimenti? C’era Madonna che si esibiva in un peep-show club, con indosso il suo celebre bustier di Jean-Paul Gaultier con le punte d’oro che poi diventò uno dei suoi look più famosi! Alla fine del video, balla e bacia sulla bocca un ragazzino che tutti noi avremmo voluto essere, e poi scappano insieme, mentre il proprietario del locale esclama: “Ritorna, ritorna Madonna… abbiamo ancora bisogno di te”. Era un sogno erotico che bloccava la crescita, faceva venire i brufoli e rendeva ciechi.

Mi fermo qui. A presto per gli sporcaccioni degli anni’90, forse.

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