Cartoline dal paradiso : la rece de il film dei Peanuts

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cutmypicToscana, Lucca – Incontro un amico al Comics e mi sottolinea il fatto che il film dei Peanuts, comunque lo si prenda, sarà una merdata totale.
«Se rimane fedele al cartone animato originale», mi dice puntando il dito cercando Allah, «ci ritroveremo una serie di scenette senza scopo che il pubblico moderno troverà noiosissime, e se tenta di propinare una nuova formula, rischia di far fuggire dalla sala tutta la fanbase»
Io su questo ragionamento c’ho rimuginato parecchio, e andando al cinema mi sono ritrovato a chiedermi perché, Craig e Bryan Schulz, il figlio e il nipote di Charles M. Schulz, abbiano pensato che il mondo avesse bisogno di un film dei Peanuts in 3D. In realtà ero nervoso, avevo paura che riproporre questi classici del fumetto in versione restyling computerizzato sarebbe stato solo l’ennesimo espediente per mungere la mucca piuttosto che un affascinante aggiornamento.
Ma i ragazzi Schulz avevano puntato su una formula semplice che noi scettici non avevano preso in considerazione. E qual’era la formula? Facile: sincerità, innocenza e buoni sentimenti. Con questa hanno potuto scrivere a Charles, il creatore di uno dei fumetti più amati di tutti i tempi, una bellissima lettera d’amore. Forse questo film non soddisferà i critici, ma perlomeno riempirà il cuore del pubblico. Andatelo a vedere.

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Era una notte buia e tempestosa quando, il 12 febbraio del 2000, Charles Schulz passò oltre per incontrare l’architetto. Quando accadde aveva già disegnato ben 18.000 strisce a fumetti dei Peanuts pubblicate su 2600 quotidiani diversi in 75 paesi, raggiungendo una pletora di circa 300mila lettori nel corso di 50 anni di onorata carriera. Charles, in vita, era sempre stato molto geloso del suo lavoro, rifiutando caparbiamente di utilizzare gli assistenti inchiostratori, qualsiasi tipo di aiuto per i testi, e giurando che, quando il momento della sua disconnessione dalla matrice sarebbe avvenuto, il mondo non avrebbe più letto nuove strisce dei Peanuts. Di fatto, sarebbe finito tutto nella tomba insieme a lui.

Ma prima di parlare di questo film e di quanto di buono ci abbia trovato dentro, facciamo un balzo indietro nel tempo chiedendoci: perché questo fumetto è così popolare da mezzo secolo? Come hanno fatto gli amabili personaggi di Schulz a fare breccia nel cuore di così tante persone?
Ve lo spiego subito.
I Peanuts erano un fumetto ingannevole. Sembravano roba da bambini, ma non lo erano. La loro accogliente ambientazione di periferia, la confortevole e affettuosa confusione che regnava tra le sue strisce, in realtà trasmettevano delle verità scomode sulla solitudine dell’esistenza sociale. I personaggi, anche se divertenti, potevano suscitare discussioni incredibilmente profonde sul come sopravvivere da essere umano decente in un mondo amaro. Per questo molti fans, alla notizia di un film in CGI a distanza di 15 anni dalla morte del suo creatore, hanno visto questa mossa come la perfetta ricetta per il disastro e una fonte di indignazione per legioni di moltitudini, ma con mio grande sollievo, sono lieto di annunciare che questo è un fedele, meticoloso, e amorevole omaggio alla testa pelata più amata del mondo (Yeah!).
Questo è un film che ti abbraccia, #VUTTANA se lo fa, e dopo che lo ha fatto sei tu che desideri abbracciarlo a tua volta.

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“Snoopy & Friends – il film dei Peanuts”, così come è stato tradotto qui da noi, gode di una storia molto semplice che vede protagonista Charlie Brown, un ragazzino bollato come il più grande imbecille del quartiere, e i suoi sforzi per convincere una nuova ragazzina, appena arrivata in città, che lui è più di quanto la sua brutta reputazione gli impone di apparire. Ovviamente, non occorre che vi dica che quella ragazzina non è altro che la famigerata “ragazzina dai capelli rossi” protagonista di innumerevoli storie in cui il nostro Charlie Brown/ Fantozzi cercava inutilmente di fare colpo sulla sua personale signorina Silvani di pelo fulvo.

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Ragioniera Silvani, ufficio sinistri della Megaditta

E qui troviamo una delle prima differenze con il fumetto: in quest’ultimo il volto della ragazzina dai capelli rossi non è stato MAI mostrato, tutt’al più Schulz la disegnava di spalle.
Comunque, i ragazzi della Blue Sky Studio hanno trovato un equilibrio visivo impressionante, coniugando in maniera ineccepible i disegni originali di Charles Schulz e la CGI contemporanea. Ci sono addirittura scene che incorporano entrambi gli stili allo stesso momento, e mostrano il grande sforzo del team creativo nell’intento di preservare il fascino nostalgico delle opere originali.

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Ma voi vi chiederete: è una cosa da bambini? Ci troveremo davanti un prodotto con la statura intellettuale dei MINIONS? Beh, no. Siete salvi, cari corridori. C’è una meravigliosa innocenza in “Snoopy & Friends”, un’innocenza che oggigiorno è diventata una specie di anomalia a Hollywood. È un film innocente come il pubblico che sceglie di vederlo, e questo sarà sicuramente una buona notizia per tutti quei genitori che vogliono portare i loro figli di 5/8 anni al cinema. Non ci sono ammiccamenti a un pubblico di età superiore o cervellotici ragionamenti, nè citazioni a opere più mature. Questo film conosce perfettamente il suo pubblico e rimane nel suo splendido recinto.

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Pallottole su EuroDisney

Concludendo, sarà impossibile per voi non cogliere tutto l’ossequioso rispetto e l’amore che Bryan e Craig Schultz hanno messo nel realizzare quest’opera. È un amore da tifosi sfegatati. E sarà altrettanto impossibile non capire che i momenti migliori del film sono stati recuperati pescando dagli archivi dei vecchi fumetti. Le nuove aggiunte, e ce ne sono, sono comunque altrettanto divertenti e sincere come il materiale originale, e gli appassionati riconosceranno in questo delle oneste intenzioni.
Con così tanti punti a favore posso dirvi che “Snoopy & Friends – il film dei Peanuts” può essere facilmente considerato come uno dei migliori film d’animazione dell’anno. Godetene.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

2 Responses

  1. Ste84 ha detto:

    Sapevo di questo film ma la notizia era passata nella mia mente tra l’indifferenza e lo scetticismo senza lasciare troppe tracce. Leggendo questa tua recensione invece devo dire di essermi un po’ commosso. Sul serio. Non leggo una striscia dei Peanuts da almeno 15 anni, forse anche di più, e in genere me li ero davvero “dimenticati”, non so neanche io perché. Hai avuto il merito, assolutamente non da poco, di avermi ricordato cosa questo fumetto ha significato e continua a significare per me, è stata davvero una dolce e gradita (ri)scoperta. Ecco perché mi piace leggere il tuo blog 😉

    • Simone Guidi ha detto:

      È stata una gradita riscoperta anche per me. Una cosa quasi commovente e, soprattutto, inaspettata. Ero un po’ scettico quando sono entrato al cinema. Schulz aveva lasciato detto chiaramente che non avrebbe voluto più nuovi fumetti dei Peanuts una volta che lui fosse morto, e adesso la sua stessa famiglia contribuiva a portarli addirittura al cinema con la scusa: «Lui ha detto fumetti. Noi stiamo facendo un film». E invece, guarda, per me è stato bellissimo. Proprio B-E-L-L-I-S-S-I-M-O. Ora non so se anche i più giovani potrenno apprezzarlo con la stessa euforia, d’altronde io mi sono ricordato i fumetti e i cartoni che lessi e vidi da piccolo, IL DIARIO SCOLASTICO, cristo, IL DIARIO. Chi non lo ha avuto il diario di Charlie Brown? Insomma, mi ha riportato a galla un sacco di ricordi ed emozioni che solo una persona della mia generazione può percepire così veemente. Ed è stato bello perchè non è solo un’operazione nostaglia. È lui! È Charlie Brown, proprio come me lo ricordavo e con tutta l’innocenza che quel fumetto sapeva trasmettere.
      Grazie per i complimenti Ste, mi fanno un gran piacere. 🙂

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