Il mio Natale Goth : ho riguardato IL CORVO

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il corvo

Ieri notte mi sono rannicchiato sul mio divano della nostalgia e visto che il Natale incombe su tutti noi, ho deciso che fosse il momento giusto per una robusta dose di sana depressione goth.
Il MySky, illuminato dalle luci dell’albero, mi ha offerto uno dei suoi classici che avevo registrato ai tempi dell’IVA al 19%, e come per incanto mi sono ritrovato a guardare Il Corvo. Ma, ehi! Non sto parlando di un sequel, eh?! No, no. Stavo di fronte all’originale. Certo, per qualche tempo abbiamo corso il rischio di ritrovarci tra capo e collo un remake con Jason Momoa, ma al momento il pericolo sembra scampato. E comunque, per chi non lo sapesse, Il Corvo è la storia di Eric Draven (Brandon Lee), un musicista che ritorna dal regno dei morti un anno dopo la sua truce dipartita per vendicare il suo omicidio e lo stupro/omicidio della sua fidanzata avvenuti la sera prima del loro matrimonio. Cioè, avete capito che concatenazione di sfighe orribili? È roba che se hai vent’anni rischi di svenire. Purtroppo, adesso di anni ne ho 47 e svengo soltanto quando mi arriva la bolletta del gas, in ogni caso vi offro dei validi motivi per riguardarlo. Non è un capolavoro inarrivabile, certo, ma è ancora un buon film.

E ora sono cazzi, amico
 

Questo film ha 25 anni, ciò significa che ormai dovrebbe laurearsi e cominciare a cercare inutilmente un lavoro. È uscito nei cinema nel 1994 e da quei tempi i film basati sui fumetti hanno fatto molta strada. Risale a un tempo in cui il genere era agli albori, e non sempre quello che si vedeva in sala era degno di essere ricordato.
I bei soldoni profumati dei primi due X-MEN e della trilogia di SPIDERMAN erano ancora ben lontani, e prima di lui c’era stato il buon esordio del Batman di Tim Burton che però si era subito arenato nel pantano del dark con il suo sequel, e aveva indotto la Warner a rielaborare il personaggio in quel modo bambinesco e modaiolo che avremmo rivisto al cinema nel 1995 ad opera di Joel Schumacher.
Cosa dite? Qualcuno dalla piccionaia sta forse invocando il nome di SUPERMAN? No, niente da fare. Mi spiace. Quel franchise aveva già trovato una morte molto più dolorosa di quanto un DOOMSDAY qualsiasi potesse infliggergli con il suo quarto capitolo.
Così, in questo scenario di desolazione creativa, si decide di rivolgere l’attenzione a un piccolo fumetto indipendente dalla poetica oscura: Il Corvo di James O’Barr.

il corvo

Vittime. Non lo siamo tutti?

Ora, evito di perdermi snocciolando mille trivia che probabilmente trovereste nella maggior parte degli articoli sull’argomento dopo una veloce ricerca su google, e vi dico subito che il film regge ancora sotto vari punti di vista e per certi versi è ancora rilevante. Voglio dire, i musicisti sexy inguainati in abiti neri rappresentano ancora qualcosa per molti, vero? VERO? Spero di sì. Idem i ragazzini sbandati con le mamme che si drogano, giusto? E il crimine organizzato? Vogliamo parlare del crimine organizzato dalla faccia di cazzo di Michael Wincott che è un attore specializzato nel ricoprire i ruoli della faccia di cazzo? Sì, dai. Questo film ha ancora un suo perché. Poi non dovete dimenticare che abbiamo una donna brutalizzata fino alla morte e nessuno che riesca a consegnare i suoi stupratori/assassini alla giustizia. E c’è Ernie Hudson! No, dico: ERNIE HUDSON, il quarto ghostbusters sfigato che fa il co-protagonista con Brandon Lee.
Via, ragazzi. Vi tocca rivederlo.
Si, certo. La trama è quella che è. È un revenge movie schietto e semplice: c’è un uomo che vendica la brutale morte della donna che ama, punto. Ma il film è buio e sporco, poi piove sempre! Dai. È uno dei pochi film che è riuscito a sopravvivere agli anni ’90, non è poco.
Ben fatto, piccolo film a basso budget, ben fatto davvero. Bravo.

 

Che durante la lavorazione de Il Corvo si consumò una delle tragedie che scosse le fondamenta di Hollywood a livello legale, lo sapete tutti, no? Brandon Lee, il protagonista, muore a causa dello scarso livello di sicurezza sul set e scoppia un casino grosso come il Grand Canyon. Viene fuori che l’addetto al controllo delle armi quel giorno non c’era perché non era pagato per essere presente tutti i giorni delle riprese, e questo fa sì che Brandon si becchi un frammento di proiettile dritto nell’addome, gli si perfori l’aorta, e muoia in chirurgia poche ore dopo a causa di una massiccia perdita di sangue. Ricordo di essere stato uno dei tanti ventiduenni scioccati e rattristati dalla notizia, e penso che per quelli come me, abbastanza vecchi da ricordare il momento, è ancora un evento traumatico tutt’oggi; i film non dovevano essere reali, erano film, cazzo! Men che meno le morti in essi rappresentate. Per tutti gli altri abbastanza giovani da aver appreso questo accadimento di seconda mano, beh, siate felici perché dopo quell’infausto evento a Hollywood i livelli di sicurezza furono elevati a strandard altissimi. Guardate questo film come una testimonianza storica di quando le regole per salvare le vite dei lavoratori erano applicate alla meno peggio.

 

Il Corvo prende in prestito tutta la sua estetica dalle band Goth/Dark degli anni ’80 come i THE CURE, non a caso James O’Barr ne è un acceso fan, ma invece di indossare il cappuccio di Batman, il suo Eric Draven è truccato con il volto della commedia e sorride mentre ti toglie la vita. È un film allegramente goth. Ci ritrovi tutti i classici temi gotici: morte, cimiteri, cattedrali, notte, pioggia, paranormale, ecc. Ci sono anche strizzatine d’occhio all’opera di Edgar Allan Poe (altro riferimento di O’Barr ), con un particolare aggancio al racconto omonimo “THE RAVEN”. Ma nonostante abbracci quei temi secolari con entusiasmo, Il Corvo è un film che riesce a rimanere molto dinamico, anche visivamente, intendo. Il regista, Alex Proyas, prova molte cose e non ha paura di osare. È così che ci regala una delle scene più tirate e suggestive mai viste con lo showdown nel nascondiglio di Top Dollar, a mio avviso poi  spudoratamente ripresa da Christoper Nolan ne Il Cavaliere Oscuro. In più, quelle cazzo di luci flashanti sono un dettaglio sempre presente che lega insieme tutto il film e rende vive le scene di azione. L’atmosfera è tutto, e Alex Proyas crea qualcosa di unico.
Su tutto questo si va a incastonare un ottima colonna sonora: “Big Empty” degli Stone Temple Pilots fu un grande successo, e anche la cover dei Nine Inch Nails di “Dead Souls” dei Joy Division è bella potente. Inoltre, i Cure firmarono il tema ufficiale. Aaah, bei tempi quelli, per me e per i miei amichetti amanti della musica dark e industrial.

 

Vedere Il Corvo dopo così tanto tempo è stato in qualche modo piacevole. La storia è quanto di più semplice ci possa essere e capisco che per quelli con un bagaglio di revenge movies sulle spalle possa essere non tanto coinvolgente, però, dall’alto del mio status di spettatore imbozzolato sul divano, posso dire che è ancora divertente indulgere in una folle fantasia di vendetta compiuta in quella maniera. La maggior parte del film è ancora ben fatto e artisticamente coinvolgente. Non sorprende che abbia acquisito lo status di cult generazionale per quelli che negli anni ’90 andavano in giro con le camicie di flanella e gli anfibi ai piedi. Ovviamente, dispiace sempre per la tragica morte del figlio di Bruce Lee che, sono sicuro, avrebbe goduto di questo trampolino di lancio per proiettarsi nella Hollywood dei budget grossissimi. Ma dopo tutto questo, Il Corvo resta un film gotico che mette le cose al suo posto, e non ha paura di osare prendendo decisioni audaci mentre mette in scena immagini ossessionanti. È un film ormai leggendario che, proprio perché tragicamente segnato, impostò più in alto lo standard qualitativo degli adattamenti dai fumetti. Alla fine, atmosfera, musica, costumi, azione, tutto fila ancora e 25 anni sono passati in un battito d’ali ( di corvo).
E voi? Quando lo avete visto l’ultima volta? Forse è il caso di rinfrescarvi la memoria.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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6 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    Aggiungo: Halloween 1994, tutti erano vestiti da Corvo.

  2. Starfox Mulder ha detto:

    Ricordo di averlo visto al cinema e ricordo di averlo rivisto un anno dopo in classe (alle medie) perché un professore non si presentò e dovevamo passare due ore in qualche maniera. Da allora non ricordo rewatch significativi ma ne ho una vivida rimembranza acustica (aka: tutte le canzoni mi son rimaste in testa).

    • Simone Guidi ha detto:

      La colonna sonora è uno dei pilastri su cui viene edificato tutto il film. A mio parere è una bomba, ma credo che per un ascoltatore patito di quel genere di musica sia veramente il top del top. A riguardo ho da raccontare un piccolo aneddoto della mia vita:
      Al tempo la comprai in versione CD ( fu una spesa importante perché il mercato musicale era ancora prevalentemente in vinile/nasto) e ne rimasi folgorato. Il mio problema era che pur avendo il CD, non avevo nessun lettore adeguato in auto (il posto dove prevalentemente ascoltavo musica) così mi feci la classica cassettina da ascoltarmi ovunque (anche in macchina). Dopo qualche settimana, una mia amica mi chiede in prestito l’album e io gli do il CD originale e me ne dimentico subito dopo. Per anni dimentico di averglielo dato, anzi, mi dimentico proprio di averlo comprato in formato CD! Un bel po’ di tempo dopo mi si fotte pure la cassettina, e io rimango senza la colonna sonora del corvo.
      Dopo quasi 15 anni, la mia amica cambia casa e mette su una vendita di vecchie cianfrusaglie che altrimenti avrebbe buttato. Io, ovviamente, mi ci fiondo, e mentre sto lì a guardare dei vecchi CD di cui intenderebbe sbarazzarsi, pesco quello de IL CORVO. «Quanto vuoi per questo?» Le chiedo. «AH, no. È tuo! Mi sono sempre dimenticata di restituirtelo. Prendilo pure.»
      Cazzo. Dopo 15 anni avevo di nuovo tra le mani la colonna sonora de Il Corvo!

  3. Ste84 ha detto:

    Mamma mia cosa mi hai fatto ricordare… Non lo vedo da quasi 20 anni, ovvero da quando ero in un periodo sentimentalmente molto turbolento e in fissa con certa roba “anni ’90 che più anni ’90 non si può” come appunto Il Corvo, i NIN, Marilyn Manson, Alice In Chains, ecc. Ecco, tutto quell’immaginario goth\industrial\grunge\nichilista nel quale sguazzavo in quegli anni è qualcosa che oggi sento lontanissimo e totalmente alieno, ed è una sensazione che ogni anno che passa si fa sempre più forte. Sarà perché legato a un periodo della mia vita che considero fondamentalmente buttato via e che, di conseguenza, mi provoca sempre dei grandi rimpianti, ma è tutta roba con la quale oggi faccio molta fatica a rapportarmi. Magari tra altri 20 anni, se avrò fatto pace con me stesso, sarò di nuovo pronto a vedermi Il Corvo o a sentire The Downard Spiral, per il momento passo.

    • Simone Guidi ha detto:

      Sono d’accordo. Certe canzoni sono perfette da ascoltare se le si incastona in un determinato periodo della vita, altre, invece, sono buone a tutte le età. Le note e l’immaginario tutto de Il Corvo è pienamente fruibile quando stai attraversando quel periodo in cui sei senza bussola, vai avanti per tentativi ( spesso fallimentari) ed hai ancora una fortissima predisposizione/voglia di innamorarti di qualcosa o qualcuno. Non che questa voglia scompaia con il passare degli anni, quello no, solo diventa più lenta e stanca. La voglia preferisce rimanere svaccata sul divano a guardare quello che succede piuttosto che mettersi in gioco per diventare essa stessa motore di quello che ti potrebbe accadere. Da voglia di innamorarsi diventa voglia di disimpegnarsi, che non si sa mai, che magari è meglio soli che male accompagnati, che tanto alla fine è uguale, che due palle, che c’è alla TV?
      Comunque concordo con la tua percezione dolorosa di alcuni periodi della nostra vita. Io ho diversi anni che mi mancano nel calendario, ma non perché sia lo scemo del villaggio, eh?! Mi mancano perché a livello sub-conscio li devo aver rimossi.
      Oh, i casi sono due: A) O è un meccanismo di difesa mentale. B) O sono state le canne che ho fumato e mi sono fottuto un bel po’ di Terabytes neuronali.

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