Il polpo alla gola di Zerocalcare e la buonanima di Andrea Pazienza

TEMPO DI LETTURA: 4 minuti

Il polpo alla gola

Io in gioventù di fumetti ne leggevo tanti. Ne leggevo così tanti da non sapere più dove metterli. Ne leggevo talmente tanti che, appena partii per il servizio di obiezione a Piombino, mia madre ne approfittò per irrompere nella mia cameretta e fare un repulisti generale, buttandone via un bel po’. Fu un barbaro SACCO DELLA CAMERETTA che mi costò i primi 100 numeri ORIGINALI di Alan Ford, e 5 anni di vita quando, con la prima licenza, me ne accorsi.
Poi con l’età ho gradatamente smesso, sviluppando molti altri interessi collaterali che mi hanno distratto dai fumetti, certo, ma non me li hanno mai fatti perdere di vista definitivamente.
Per cui nel 2012, quando sento dire frasi tipo “Zerocalcare è il nuovo Andrea Pazienza“ mi si drizzano i capelli ( che fortunatamente ce li ho ancora tutti…IO ) e comincio a grattarmi. Capirete che un paragone del genere è a dir poco coraggioso, e di conseguenza mi scatta l’orticaria mista a quello stesso disagio interiore che può provare uno che si sente dire: “ Federico Moccia è il nuovo Alighieri “, o robe del genere.
Ma chi sarà mai questo Zerocalcare? Da dove viene? Dove va? Quanti chilometri fa con un liro? E come si permette di turbarmi la memoria di quello che è stato il genio assoluto del fumetto italiano?
Mi toccherà per forza leggerti, Calcare. E se lo faccio io, ti leggo TUTTO.

Essendo un autore giovanissimo ( classe 1983 ), Zerocalcare è emerso dalla palude degli esordienti da circa una paio d’anni, grazie al suo blog personale sul quale pubblica, ogni lunedì, una storia a fumetti di 3/5 tavole. La sua carriera professionale mainstream è quindi molto breve, ma questo non gli ha impedito di conseguire un clamoroso successo di vendite.
Il suo primo albo: “ La profezia dell’armadillo “, mi ha fatto una buona impressione, però non era niente di sofisticato. È una raccolta di alcune storie, precedentemente apparse sul suo blog, ma inserite in un contesto più ampio che in pratica le unisce, dandogli una direzione e anche una certa profondità. Nella sua interezza un buon lavoro, divertente quanto basta, pieno di citazioni anni ’80 e trovate divertenti prese dalla vita di tutti i giorni.

Lo stereotipo del padre italiano

Bravo Calcare, uno a zero per te. Ma non basta. Decisamente ancora non basta per farmi dire che sei il nuovo Pazienza. Mi dispiace. Riprova e sarai più fortunato.
E difatti lui, che è un ragazzo sveglio, ci riprova. Quest’anno al Lucca comics & games 2012, ha presentato il suo secondo albo: “ Il polpo alla gola”. La sua prima storia lunga. Il banco di prova dove in molti, io compreso, lo attendevano.
Ovviamente non ho pensato neanche lontanamente di avvicinarmi allo stand della BAO PUBLISHING per comprarlo, dato che il clima tutt’intorno era tipo NEW YORK quando il mastro di chiavi e il guardia di porta si unirono. Si, insomma, la solita storia di tutti gli anni: cani e gatti che vivono insieme…isteria di massa, e quelle cose lì.

Le paranoie dell’adolescente

Quindi tramite il mio fedele spacciatore di fumetti truculenti, sono riuscito lo stesso ad ottenerlo in prestito fiduciario illimitato gettandomi nella lettura e…ho ritrovato il Calcare dell’armadillo, con il suo tratto semplice e vagamente manga, le sue gag che sembrano lampi nella notte, le citazioni, il magone latente che ogni tanto si affaccia durante la storia per ricordarti che è sempre lì, la tecnologia, l’attualità, i ricordi, i simboli, i miti, le fobie, il tutto gettato dentro un enorme frullatore azionato alla massima velocità, per produrre, alla fine, un cocktail denominato ZEROCALCARE. Io quel cocktail l’ho bevuto e mi è piaciuto una cifra.

Il più bel momento della giornata

Grande Calcare, come  Mourinho hai segnato la triplete e il Guidi rimane a zero TITULI.
Però, però , però, però…da qui a dire che sei l’erede di Pazienza ancora ce ne passa, ancora  manca quel valore aggiunto che ti serve per vincere il titolo mondiale.
Lo ammetto, hai diversi punti in comune con Paz.
Anche tu hai creato un tuo linguaggio, un tuo personale modo di esprimerti dalle caratteristiche fresche, capace di insediarsi nella fantasia del lettore e di toccare ogni totem e tabù. Riesci anche tu a calibrare un umorismo mai fine a se stesso, mai regalato, di frequente amaro ma sostanzialmente incapace di essere vera tristezza. Anche tu emergi da un background esplicitamente sinistrorso, popolato di pensieri e parole tipici degli anni di piombo, di sprangate, musica punk, centri sociali e fascisti contro comunisti.
I compiti a casa li hai fatti Calcare. Per i contenuti posso darti la sufficienza, ma per quanto riguarda la forma come si fa? Hai ancora tutto da dimostrare! Non bastano certo questi due albi per surclassare lo ZANARDI di Paz. E Zanardi è stato soltanto UNO dei tanti tasselli che compongono il mosaico artistico di Andrea Pazienza.
Come si fa, io e te, Calcare? Mi toccherà continuare a leggerti e attendere i tuoi albi, tanto per non far svaporare l’ebrezza del tuo buonissimo cocktail.

Intanto però ricordiamoci cosa è stato capace di fare Andrea pazienza con un barattolo di vernice e UN PENNELLO DA IMBIANCHINO.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Roberto ha detto:

    Simone, sottoscrivo tutto quello che dici di Zero e di Paz: anch’io ho un passato di lettore feroce di fumetti, prima Il Mago, poi Linus e Alterlinus, per arrivare a Cannibale, Il Male e Frigidaire: anche per me Andrea è stato IL maestro nell’arte a strisce, il cantore della mia generazione (sono del 61), ed anch’io sto apprezzando l’opera di ZC, promette bene il ragazzo – anche Makkox è un bel tipo, sto seguendo anche lui – manca una rivista adeguata in Italia, speravo nel Canemucco ed in Animals ma sono durati poco, i tempi d’altronde sono in preda ad una barbarie culturale totale…

    • Simone Guidi ha detto:

      Oh bene. Mi fa sempre piacere leggere di qualcuno che ha condiviso le mie stesse passioni. Siamo animali in via di estinzione sai? 😉
      Capisco quando parli di barbarie culturale. Ormai sembra che se uno vuole vendere in Italia si debba per forza BONELLIZZARE. Fortunatamente non é il caso di Calcare. Quello che mi lascia basito sono le nuove generazioni, i Ggiovani che scoprono ZC e lo idolatrano come un semi-dio, poi magari gli chiedi se hanno mai letto Pazienza e questi ti rispondono: ” No. Non mi piace come disegna “. 😯
      Lo so che questo é un discorso da vecchio babbione peró era per diri che ZC é un bravo autore ma piú che altro sembra essere anche una moda del momento.
      L´unica cosa da fare é vedere cosa produrrá in futuro. Lo scopriremo solo vivendo 😉

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