Come una scorreggia nella tempesta : Il Segreto Della Piramide D’Oro

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Bentornati, corridori, in uno di quegli articoli anniottantari che più anniottantari non si può. Uno di quegli articoli in cui esploro il meglio e il peggio di quella decade di orgoglio e vergogna, e durante i quali vi svelo gemme nascoste, trivia insospettabili, e personaggi iconici al limite dell’oltraggioso.
Oggi tocca a Il Segreto Della Piramide D’Oro, film che penso si sia fatto notare nella cultura popolare degli anni’80 come una scorreggia in un tempesta tropicale, e allora quale potrebbe essere stato il reale motivo per cui me lo sono andato a recuperare? Bella domanda, mio perspicace lettore. Ti rispondo subito.
Il Segreto Della Piramide D’Oro inizia con una scena allettante che lo avrebbe potuto rendere un film diverso, migliore. La scena si svolge presso un laboratorio per la sperimentazione dei fenomeni psichici, e dentro ci sono un variegato assortimento di paragnosti che vengono messi alla prova. C’è, poi, Cyndi Lauper e Jeff Goldblum, che qualche motivo di speranza te lo danno. Capirete, quindi, che lì per lì avessi concesso a Il Segreto Della Piramide D’Oro l’opportunità di essere una commedia ironica sui problemi degli psichicamente dotati; sulle responsabilità che implica esserlo; le difficoltà che incontra un ego umano fallibile nel gestire un dono soprannaturale. E invece… niente. Avevo creduto male.
Ho toppato anche stavolta.
E allora, visto che il film è quello che è, facciamola cantare la Cyndi, che quello le riesce bene.

 

Allora, dicevo che ne Il Segreto Della Piramide D’Oro c’è, per esempio, la donna che può parlare con la sua amichetta nell’altro mondo, ed è interpretata da Cyndi Lauper. Poi c’è l’uomo che può toccare un oggetto e raccontarti da dove viene, chi lo ha usato e per farci cosa. Quello è Jeff Goldblum. C’è anche il telepatico stronzo che ti azzecca le carte prima che tu le estragga dal mazzo, e il telecinetico che ti sposta i portaceneri col pensiero cagandosi addosso per lo sforzo. C’è pure uno che parla con gli animali tipo San Francesco! Insomma, corridori, i primi 15 minuti de Il Segreto Della Piramide D’Oro sono una vera figata. Con tutti questi para-tizi seduti intorno al tavolo della caffetteria nel Dipartimento per gli Studi Sul Paramormale che si rivelano essere persone normali, imperfette, egoiste. Ma allora cosa va storto, dopo? Ari-bravo lettore. Vedo che sei sempre tu a fare le domande più ficcanti. Beh, il fatto è che dopo il primo quarto d’ora una storia così promettente deraglia e viene sostituita da una versione stanca e demotivata di “All’Inseguimento Della Pietra Verde“, ecco cosa succede.
Una trama che pare telefonata dal Dipartimento Sceneggiature Generiche si sovrappone brutalmente e svolta col più banale dei McGuffin: dal niente, compare Peter Falk che arruola Goldblum e la Lauper. Vuole loro due perché sono i più forti, ovviamente, e li vuole per aiutarlo a ritrovare il suo giovane figlio disperso in Ecuador.
Naturalmente non esiste nessun figlio di Falk disperso in Ecuador. Lo spettatore lo intuisce subito anche grazie a una breve intro all’inizio del film in cui si vedono dei tizi arrampicarsi sulle Ande e sfrociarsi appena trovano un misterioso, antico faro incandescente fatto a forma di piramide, il quale sembra custodire dei segreti indicibili, e/o dei poteri, e/o dei tesori, e/o una civiltà del passato. Voglio dire, per tutta la durata del film non viene mai svelato a cosa serva e da dove provenga esattamente questa piramide. Nessuno lo sa, ma tutti ci vogliono arrivare per primi. Boh?

«Vi rivelo una cosa, ma tenete il segreto: questo film non sarà un successo al box office»

Una volta che la coppia Goldblum e Lauper si trova nelle vicinanze di questo coso piramidale in cima alle montagne, accadono cose strane. Ad esempio: 1) Le conversazioni con Peter Falk assomigliano sempre più ai vecchi dialoghi di Groucho Marx, però più brutti e imbarazzanti.  2) Sia Goldblum che la Lauper passano moltissimo tempo a guardarsi con gli occhi spalancati e dirsi robe tipo: «Ah. Ma allora vuoi dire che…» e parte uno spiegone. 3) Scattano un sacco di equivoci che fanno palesemente intuire allo spettatore l’affinità della coppia e il fatto che a fine film finiranno a letto insieme. Insomma, corridori, non occorre che le trame dei film siano misteri della fede, ma nella scrittura de Il Segreto Della Piramide D’Oro non c’è mai stato un momento in cui qualcuno ha pensato di nascondere qualcosa, e sono pronto a a scommettere che l’ha fatto credendo di essere sulla strada giusta. Perché il punto è proprio questo, il film non riesce a fornire ai due protagonisti nulla da fare, nulla di cui ci si possa sorprendere o dalla quale essere anche solo distratti. La sceneggiatura di Lowell Ganz e Babaloo Mandel è una serie di eventi senza senso che si alternano a conversazioni immotivate.

«Aaah. Ma allora vuoi dire che…»

Cyndi Lauper è qui alla sua prima prova attoriale come interprete principale di un film, e sostanzialmente si distingue per essere sé stessa. Cioè, non è che si sia sforzata troppo, eh?! Sylvia Pickel, la protagonista del film, è Cyndi Lauper, e su questo non ci piove. Pure il guardaroba è lo stesso! Goldblum, invece, ci prova con più impegno. È un attore abbastanza intelligente e tra una leccata di labbra e uno sguardo intenso sembra capace di dire o fare quasi tutto. Appare comunque un po’ sprecato nel suo ruolo di Nick Deezy, e a parte gli sguardi intensi, appunto, sembra non avere molto altro da offrire.
Chiariamoci, corridori, il debutto della Lauper popstar è l’interesse principale nel guardare questa commediola altrimenti dimenticabile. Il film è uno di quei casi in cui attori accattivanti, scrittori divertenti, e un regista esperto non riescono assolutamente a creare un momento comico memorabile, ed al regista Ken Kwapis non veniva chiesta la luna. Voglio dire, nel decennio 80 un film come Ghostbusters ha dimostrato a tutti che si poteva realizzare una commedia sugli investigatori del paranormale rendendola divertente e commercializzabile, lo stesso vale per “All’Inseguimento Della Pietra Verde” che ha segnato la tendenza per i cloni di Indiana Jones in salsa romantica. Qui, però, con una trama così inutile, una regia così poco brillante, e senza quel tipo di battute comiche per stimolare gli intrecci romantici, ne risulta un film incredibilmente inconsistente. Nonostante la sua premessa spirituale e i nomi in ballo, la brillantezza resta sempre una chimera.

 

Non occorre che vi dica che Il Segreto Della Piramide D’Oro è stato un flop critico e commerciale. Poco ha pesato la presenza di Ron Howard nel ruolo di produttore, il quale, proprio quell’anno, stava collaborando con George Lucas dirigendo Willow. I fan di Cyndi Lauper potrebbero ricordarselo meglio per la canzone “Hole in My Heart (All the Way to China)”, che la cantante registrò come colonna sonora, ma a parte quello non ha molto che lo renda memorabile.
Come film, rimane una curiosità storica che vale la pena rivisitare a scopo didattico, con il piglio di un viaggiatore del tempo dedito a carpire i meccanismi dell’umorismo cheap in bocca a un cast tutto sommato simpatico. Negli anni ’80, i film come Il Segreto della Piramide D’Oro comparivano e scomparivano come lucciole nei primi giorni d’estate. A riguardarli adesso ci si chiede chi possa averli fatti, chi possa averli visti, chi possa ricordarsene, e tutte queste domande ce le poniamo nel 2019, quando molto probabilmente lo stesso Jeff Goldblum, già nel 1993, si chiedeva quale fosse il titolo di quello strano film che aveva girato sulle Ande.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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3 Responses

  1. MikiMoz ha detto:

    Ahaha, io non lo ricordavo affatto, è uno di quei tanti casi tipicamente 80’s dove una star di qualcosa (musica pop, in questo caso) finiva in un film dalla trama semplicissima.
    Non ti nego che però lo vedrei, eh. Serve proprio un canale apposito, in tv, per queste perle 🙂

    Moz-

    • Simone Guidi ha detto:

      Yes. Anch’io la penso come te. Ci vorrebbe una canale apposito per questo tipo di film, anche perché negli ’80 ne venivano prodotti TANTI! Era una roba che adesso non ci si crede. Cmq Il Segreto della Piramide D’Oro non è così terribile. Il suo grande problema è che non ha un sapore. Lo guardi sogghignando senza mai riuscire a ridere, poi finisce e ti domandi cosa ti ricorderai della visione: ti resta in mente solo il fatto che c’era Cyndi Lauper.

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