In viaggio con papi ( Lost in TamarroLand )

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Daje retta a papà

Sei un abitudinario, e come dice Elio:

leggi la targhetta sopra l’ascensore:
qual è la capienza, quanti chili porta,
poi si apre la porta e non lo sai già più.

Tutte le volte che rientri a casa dalle vacanze, scarichi Giga e Giga di cartucce con dentro le immancabili fotografie. Cominci lentamente a reinserirti nella realtà e, come in iTunes, scatta la sincronizzazione automatica. Solo che la maggior parte delle volte ‘sta maledetta sincronizzazione fallisce. C’è sempre un’errore, un bug che impedisce alla procedura di terminare correttamente!
Che cos’è? Ti domandi.
Quel piccolo bug, insignificante e allo stesso tempo fastidioso, sono episodi osservati durante la permanenza in ferie.
Niente di ché. Istantanee, piccoli fotogrammi di vita reale che mandano in crash il sistema operativo della tua mente, innescando un loop infinito che ti costringe a pensarci e ripensarci, con un crescente senso di angoscia e disagio, ogni volta che rimembri il piacevole periodo appena terminato.

E allora eccoti a Parigi con la Signora Guidi.
Accalcandovi nella ressa vi siete guadagnati l’accesso alla grande sala dove è custodita nientepopodimenoche la Gioconda. Che ficata! Me l’immaginavo più grande però…
Gente da tutto il mondo è lì con il vostro stesso scopo, ammirare quel capolavoro. E in mezzo al vocio indistinto multilingue, dietro di te, con un marcato accento romano, riesci a sentire chiaramente qualcuno che grida:

“ ROBIII! VIE’ QUA CHE CE STA ER QUADRO CHE HA DIPINTO GALILEO!”

Non occorre che ti interroghi riguardo alla nazionalità di quella voce. Sono LORO. Sono tuoi compaesani. Sono…THE ITALIANS ( e ora dovrebbero partire i violini disperati, tipo la colonna sonora di BLOB )
Ma non basta.
Sempre con la signora Guidi, siete su un pullman che vi condurrà entrambi a Versailles.
Dal fondo del torpedone si ode un dibattito che rimarrà scolpito negli annali ( di che cosa non si sa ):

“ Ma tu ‘o sai come se chiama ‘a città ‘ndo è nato Dracula?”
“ VAN HELSING! “
“ Ma sei sicuro? “
“ Ah no, scusa. È vero. VAN HALEN! “

Infine sei a Gardaland, in tempi più recenti, e difatti ci stai con moglie e mini-lei, la tua famiglia. Nella grande piscina del resort, un nobile insegnamento si innalza rimbombando, oscurando tutte le altre voci, come una epica tradizione, un testimone che passa da padre in figlio:

“ RICORDATE ER MOTTO DE PAPA’ TUO: SE POI FREGA’, FREGA “.

Adesso che guardi le foto, alla luce di questi piccoli, fastidiosi accadimenti, ti domandi se gli italiani siano un popolo di coatti ignoranti o se viaggiare in compagnia della signora Guidi ti porti semplicemente sfiga

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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