Interstella 5555-The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem:Il progetto Matsumoto/Daft Punk

Interstella 5555-The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem

The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem

Da un po’ di tempo a questa parte la Francia a smesso di essere sinonimo di tor Effel, me uì, le gè son fè e la baghet sotto l’ascella. Da un po’ di tempo dire Francia significa provare un sottile senso di godimento pensando alla finale dei mondiali 2006 e ascoltare buona musica dance.
I galletti infatti possono vantare, oltre a Laetitia Casta, anche un ricco palmaresse di artisti e DJ estremamente attivi e innovativi che non si limitano soltanto a sparare cazzate sopra a basi pompate tutte uguali (tipo come facevano i nostri Eiffel 65 e molti altri). I DJ francesi sparano cazzate sopra a basi pompate molto elaborate e con suoni ricercati.
Tutto questo a fatto si che la terra del cugino Pierre fosse anche la patria di uno dei gruppi techno-pop più originali e sofisticati d’Europa. Alzate il volume, stanno arrivando i Daft Punk.

Prima di tutto, visto che il gruppo merita l’applauso con lancio di reggiseno, un breve preambolo va fatto in merito alle sue origini e a cosa ha prodotto prima:
I Daft Punk sono un duo techno/pop composto nel 1992 da Guy-Manuel de Homem Christo, che ha un nome adattissimo per fare l’arcinemico di Zorro, e Thomas Bangalter. Il nome Daft Punk venne scelto dai due solo nel 1994, quando pubblicarono un CD contenente i due pezzi “New wave” e “Alive”. Già dopo questo exploit si guadagnarono l’attenzione e i complimenti della stampa inglese specializzata ma rimasero lì, il popolaccio ancora li ignorava.
Il salto dalla nicchia alla ribalta lo fecero nel maggio 1995, con l’uscita del pezzo techno-dance-rock strumentale “Da funk”, che diede il via a una turnè in Francia ed Europa che riscosse un enorme successo.

Dovettero però aspettare fino al 1997 per riuscire a pubblicare il loro primo album “Homework”, che vendette circa due milioni di copie (di cui ben 50.000 esemplari vennero stampati in vinile per espressa volontà del duo. Bravi guaglioni Bbravi).
In quell’anno il successo dei Daft Punk divenne globale. Sia in America che in Europa si ballava al ritmo di “Around the world” e la regia dei loro video venne affidata a grandi professionisti come Micheal Godry e altri che ne fecero clip di culto.

Dunque i due Daft avevano finalmente fatto il grande botto, era inevitabile che le aspettative per il loro secondo album fossero enormi, e da qui arriviamo a trattare l’oggetto di questo articolo.
I Daft Punk decidono di affidare l’intera promozione video del loro secondo album “Discovery” al maestro del fumetto giapponese LEIJI MATSUMOTO, autore famoso e conosciuto per numerosi anime come “Star Blazers” , “La regina dei mille anni”, “Galaxy Express 999” ed il mito intramontabile di “Capitan Harlock”, e in più, tanto per dare un po’ di pepe a tutta l’operazione, decidono pure di “morire”.

L’anziano pescatore di favolli dietro è Leiji

Eh si. Ufficialmente muoiono nella loro forma organica il 9 settembre 1999 in seguito all’esplosione del loro amplificatore, ma vengono successivamente riportati in vita in forma artificiale. Infatti, dall’uscita dell’album “Discovery” in poi, il duo francese appare in pubblico sempre travestito da robot. FIGATA!
Da notare una chicca, la data della loro morte fisica non è stata scelta a caso. Il 9 settembre 1999 è il giorno secondo cui nell’anime di Matsumoto “La Regina dei Mille Anni”, il pianeta Lamethal si scontrerebbe con la Terra.

In fila alle poste per fare il vaglia

Non è comunque la prima volta che un autore giapponese si dedica alla realizzazione di videoclip musicali. Già Hayao Miyazaki (“Lupin III-Il castello di Cagliostro”, “Nausicaa nella valle del vento”, “La Principessa Mononoke” e uno scatonfo di altre bellissime produzioni) aveva firmato videoclip musicali animati, ma sempre nel circoscritto ambito del pop giapponese.

È di Miyazaki il video dei Pooh giapponesi!
Da questo punto di vista Matsumoto è il primo artista che varca i confini del suo paese anche in ambito musicale.
Ma analizziamo a fondo il progetto Matsumoto/Daft Punk.
L’intero album, che è composto da 14 tracce, è stato animato da Matsumoto e dal suo staff, costituendo un’unica storia fantascientifica sulla base della musica dei Daft Punk. Della suddetta opera Techno sono stati estratti in formato clip solo 4 video musicali che sono:
1)”One More Time
2)“Aerodynamic
3)”Digital Love
4)“Harder, better,faster, stronger
Tutti sono facilmente rintracciabili su You tube e addirittura il film completo “Interstella 5555” è disponibile QUI. I video raccontano la storia di un gruppo rock extraterreste rapito da dei crudeli produttori discografici intergalattici per essere poi utilizzato sulla terra.
A Cannes, l’opera di Matsumoto venne presentata nella sua interezza, raccogliendo tutti i video prodotti per l’album “Discovery” in un unico lungometraggio dal titolo “Interstella 5555-The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem”.
Un ganzissimo video amatoriale elaborato con sprites 8bit estrapolati da videogames è visionabile qui sotto.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Roberto Piccirilli ha detto:

    Forse sono uno di pochi, ma a me è piaciuto anche Tron Legacy, e la colonna sonora realizzata proprio dai Daft Punk a me piace da matti.

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