Iron Man 3: La recensione ritardata (come chi la scrive)

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Iron Man 3

Hai vinto la tua battaglia, sei andato a vedere IRON MAN 3! Una volta lasciata la figlia ai nonni, tu e tua moglie siete saliti in macchina e siete andati a vedervelo di domenica, allo spettacolo dei ragazzetti delle 15.00 e non vi sembrava vero. Emozionati come in una fuitina d’amore. Dopo la prima curva vi siete guardati. In macchina regnava quelle cosa che ormai non vi appertiene più perché ve l’ha espropriata una bellissima bambina di quasi 3 anni. IL SILENZIO.
Ti è venuta quasi voglia di deviare e infrattarti in una vietta angusta tra i campi per fare le sporcellate con la moglie. Non perché le sporcellate con la moglie non le fai, ma così…tanto per rinverdire i vecchi tempi andati di quando il testosterone scorreva a fiumi senza il regolatore genitoriale.
Ma poi hai desistito, non ci si può fermare. Bisogna andare di volata da Tony Stark che lui non aspetta nessuno.

Questo irresistibile guascone

E così vi siete accomodati in due posti tra le prime file e ve la siete goduta, sorbendovi anche il trailer di 2 titaniche cazzate in arrivo che sono: “Hansel & Gretel”, con i due protagonisti con delle improbabili mitragliatrici a paletti di frassino e dei  completi in pelle da far invidia a Matrix Reloaded, plus, “Fast & Furios 6” dove c’è THE ROCK talmente grosso che l’hanno ripreso SEMPRE col grandangolo e dove uno sboronissimo carro armato col turbo sfonda tipo…TUTTO!

That’s why the invented 16:9

Allora ecco che inizia. Sei carico di aspettative, ne hai sentite di tutti colori a riguardo. Il vecchio regista dei 2 film precedenti, Jon Favreau, che non sarebbe stato più regista ma soltanto attore nella parte del responsabile della sicurezza Happy Hogan, e soprattutto il nuovo regista, Shane Black, che te lo ricordavi come il palestrato più scarso e nerd del gruppo nel film PREDATOR.

Quando si dice averci la faccia di uno che muore subito

Quando si dice averci la faccia di uno che muore subito

Poi c’è anche quel fatto che di solito il terzo capitolo di una trilogia è sempre il più loffio di tutti, e un sacco di altre paranoie. Ma intanto il film si lascia vedere e ritrovi il solito Tony Stark, forse un filino “Overcloccato”, ma è sempre lui. Ritrovi la sua villona a picco sul mare che poi dopo ce la mandano per davvero a PICCO, e ritrovi tutto quello che di sboronissimo è sempre stato visto nei film di Iron Man ma con un particolare che rimane sempre al centro di tutta la narrazione: IL DIVERTIMENTO.
Si, perché se tu dovessi usare una definizione per descrivere tutto il film, diresti che «IRON MAN 3 DIVERTE». E sarebbe anche abbastanza problematico indulgere a ulteriori considerazioni perché penseresti sempre che «IRON MAN 3 DIVERTE». Non ci sono altri modi per descriverlo al meglio. Non c’è verso. Non si esce di lì.
Proprio per questo non piacerà a tutti gli estimatori di quel tipo di supereroismo che alcuni si azzardano a definire “serio”, tipo i fan del Batman di Nolan, e non piacerà neanche ai fedelissimi del fumetto, che lo troveranno troppo sopra le righe.
IRON MAN 3 però funziona, proprio perché fa ridere, proprio perché ha in sè tutti quegli stereotipi della cinematografia amerrigana di intrattenimento, tipo il bambino con il padre scappato e la mamma cameriera che diventa amiconissimo del protagonista e lo aiuta nella sua lotta contro il male. Un supercattivone tipo BIN LADEN che dalle parti dello Zio Sam ha sempre il suo appeal, e tante, ma tante battute da cinepanettone che lo rendono il sequel naturale è un po’ scemo di THE AVENGER.
Insomma, alla fine sei uscito dal cinema non rimpiangendo gli 8 euri del biglietto, e questo è già abbastanza in tempi come questi. Tony Stark è a fine contratto con la Marvel ma, al termine del film, nella scena dopo i titoli di coda più inutile del mondo, ti è stato comunque detto che ritornerà, probabilmente in THE AVENGERS 2. Tu sei fiducioso, anche perché non riusciresti mai a immaginarti un Iron Man con il volto diverso da quello di Robert Downey Junior. Sarebbe come voler fare un film dei PIRATI DEI CARAIBI senza Johnny Deep nel ruolo di Jack Sparrow. Allora tanti saluti a Tony Stark e al suo IRON MAN 3.

A proposito, ma di cosa parlava IRON MAN 3? Boh? Però faceva tanto ridere…

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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