Josie e le Pussycats: Il fascino discreto di una donna con la coda

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josie Se le donne avessero la coda sarebbe più facile acchiapparle? Certo che si. Su questo assunto ci avresti anche scommesso sopra e lo sai perchè? Perchè eri piccolo e loro erano solo un cartone animato. Perchè VERAMENTE credevi che tre belle ragazze scosciate, leopardate e con la coda, potessero andarsene in giro per il mondo tranquillamente senza correre il rischio di essere aggredite e sodomizzate a sangue da un esercito di maschi arrapati capeggiati da SAURON in persona.
Eri ancora innocente quando, seduto con le gambe incrociate sul tappeto davanti alla TV, dimenavi la testa al ritmo delle canzoni, e non sospettavi neanche lontanamente che il loro muscoloso autista ALAN doveva avere la forza interiore di un monaco zen per riuscire a stare insieme ad una sola di quelle 3 tope, senza che le altre se lo montassero a turno ogni sera.
Adesso sei grande, hai famiglia, le rate del mutuo e l’alopecia da stress. Lo sai benissimo che se una donna se ne va in giro leopardata e desnuda dalla mattina alla sera, o è una professionista che si impegna con passione per risollevare il “PIL” o è un’incosciente che ama smodatamente il rischio.
Ciò nonostante continui a dimenare la testa alle loro canzoncine. Com’è strana la vita vero? Il tempo passa e a quarant’anni uno si accorge che JOSIE E LE PUSSYCATS erano veramente ganze.

Josie non è sempre stata la cantante di un gruppo dal nome felinico/fottente. Alla fine degli anni ’60, era semplicemente “Josie”, la stella del proprio fumetto ARCHIE che ne raccontava le avventure in compagnia della sua migliore amica, Melody. Il suo arrivo sui palcoscenici rock è dovuto a una di quelle sommatorie di azione/reazione che sta alla base di una sana ricerca del denaro facile.
I fumetti ARCHIE erano esclusivamente mirati al pubblico dei teen-ager e ospitavano una pletora di personaggi Ggiovani che facevano cose Ggiovani e affrontavano i problemi dei Ggiovani. Da queste serie fumettose furono tratti diversi adattamenti cartooneschi. Alcuni furono dei successi e altri anche no. In quel particolare momento storico, si parla del 1968, impazzava alla radio una band che si chiamava i “The Archies”. Erano sostanzialmente un gruppo musicale immaginario e costruito a tavolino, tipo “Alvin and the Chipmunks” per intenderci (ma anche i più fintissimi Milli Vanilli, via) , composto da personaggi dei fumetti ARCHIE.
I “The Archies” non esistevano realmente, i loro pezzi venivano composti e suonati da musicisti professionisti ingaggiati all’occorrenza, ciò nonostante conobbero il successo internazionale grazie al singolo “Sugar Sugar”.

Si, lo so. A sentirle adesso ‘ste cose ci si chiede come sia potuto succedere ma credetemi, se fate le opportune proporzioni, anche gli “One Direction” non sono poi così differenti.
Comunque, visto che i “The Archies” stavano guadagnando vagonate di paperdollari, i dirigenti della ARCHIE COMICS ritennero opportuno imbarcare il più ampio numero dei loro personaggi in un’avventura musicale e pensarono che Josie e Melody dovessero avviare un loro proprio gruppo. Così nacque “Josie and the Pussycats”, il fumetto.

Josie e le sue tope (O gattine? Scegliete voi) fu un fumetto di successo che venne stampato dal 1968 al 1982, ed ebbe un grosso seguito di fan. Fu inevitabile per gli studios “Hanna & Barbera” trarne una serie animata da mandare in onda il sabato mattina e che debuttò nel 1970.

A Josie, che faceva la cantante, e Melody, che faceva la bionda CRETINA che suonava la batteria, veniva affiancata una nuova ragazza di colore di nome Valerie, la quale in quanto nera, era brava nella complicatissima arte di suonare il tamburello. Per quei tempi era una rivoluzione. Nessun personaggio nero era mai apparso prima in un cartone animato e anche se suonava il tamburello, beh, perlomeno non era muscoloso e moriva subito come succede nei film di oggi.
Josie era la leader del gruppo, Valerie era l’intellettuale e Melody faceva ridere in quanto CRETINA. Il palestrato Alan aveva i due ruoli di autista della band e ragazzo di Josie. Alexander Cabot III era il manager inetto e vile della band, e sua sorella Alexandra aveva l’indispensabile ruolo della gelostronzissima che tramava all’infinito per rubare a Josie sia Alan che il controllo del gruppo. Lei era la caricatura di Dick Dastardly e come tale aveva il suo Mattley nel malizioso gatto Sebastiano. Insieme, il gruppo viaggiava per il mondo suonando allegramente e risolvendo misteri alla “Scooby-Doo”.


È interessante notare che nella pianificazione del cartone era compreso anche un congruo sviluppo dal punto di vista musicale. Era stato progettato che un vero e proprio gruppo dovesse essere messo insieme per suonare le canzoni nei cartoni animati, e quelle stesse canzoni sarebbero state vendute sul mercato discografico.

In quel gruppo la voce di Melody venne prestata da Cherie Moor.
Dice: e chi caspita è Cherie Moor?
Una bella donna che qualche anno dopo avrebbe preso il nome d’arte di Cheryl Ladd e sarebbe andata a investigare con gli angeli di Charlie.

La biondina rimpiazzone di Farrah Fawcett in Charlie’s Angels

Dopo due stagioni in giro a cantare e risolvere misteri, il lavoro della ragazze su questa terra sembrava apparentemente finito. Niente di più falso. Nella stagione successiva, nel 1972, le ragazze con la coda e tutta la loro allegra brigata vennero riconcettualizzate e spedite in tour nello spazio infinito. La nuova serie si chiamava “Josie and the Pussycats in Outer Space”.

Purtroppo, le avventure spaziali durarono solo 16 miseri episodi e la loro era si chiuse per riaprirsi solo nel 2001, quando venne realizzato un film live-action SUPERFLOP che poco aveva di memorabile se non la bellissima Rosario Dawson tra le protagoniste.

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End nao ledis en gentlemen, godetevi questo straordinario tributo di Cartoon Network a Josie e le sue tope in diverse salse musicali. Io voto per la versione KISS.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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