Joysticks – Porci con le ragazze: In sacrificio per voi in mezzo a un mare di tette

JoysticksA questo giro devo ringraziare un po’ di gente. Non era facile reperire questo film. Sul tubo c’è in inglese, il torrente non è pescoso e anche col mulo non c’è verso di arrampicarsi. L’ho trovato in VHS sulla baia (dei porci, in questo caso) e allora abbiamo fatto colletta tra noi debosciati del retro. A sperperare i loro soldini ci hanno pensato Marco Marabelli di Retrogamehistory, Emiliano Buttarelli di Retrogame Machine, Andrea Pastore del Dizionario dei Videogiochi, e il sottoscritto a fare da gran burattinaio del Trash. Grazie a tutti ragazzi. Grazie perchè questo è veramente un film di MERDA e se da solo mi fossi sbattuto così tanto  per procurarmelo, poi mi sarebbero venuti i sensi di colpa e non me la sarei mai perdonata. Invece in questo modo posso condividere la responsabilità con altri e risollevarmi un pochino la coscienza. Vi dico solo una cosa: Questo è il primo vero film ispirato ai videogiochi e a confronto “Super Mario Bros” è come fosse “Apocalypse Now” di Coppola, però c’è una coppietta che limona duro in uno scannatoio sovrastato da un cabinato di Pac Man, e allora mi sa che lo dovete vedere.

Nel 1981, uscì al cinema un gran filmone chiamato “Porky’s” che, di fatto, dimostrò senza ombra di dubbio una verità incontrovertibile: ai brufolosi degli anni ’80 piaceva un fracco vedere le donne nude con le poppe grandi e i culi a mandolino.

 

Dopo quella drammatica rivelazione, una miriade di registi si precipitarono a capitalizzarci sopra, producendo più film possibile in cui le tette delle donne giocassero un ruolo fondamentale. Sempre nello stesso periodo, il mondo intero veniva contagiato dalla febbre dei videogames, e anche con quelli i brufolosi ci pestarono giù duro. Ecco quindi che arrivò provolone a proporre l’idea del secolo: «E se facessimo un film zeppo di figa e videogames? Sai dopo che successo!?»
Provolone, con la sua brillante idea, contribuì a portare a una generazione di sbarbati il film “Joysticks”, tradotto nell’Italia trash di Pierino e la Fenech come “Porci con le ragazze”.  Una commediola sciatta che nel 1983 si proponeva di incentrare sulle tette strusciate sui pannelli di controllo dei cabinati tutto il succo della sua inconcludente trama.

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Sopra: La prontezza di riflessi

Ovviamente, nella terra dove i poliziotti ti crivellano di colpi per sicurezza PRIMA di chiederti i documenti, la parola “Joystick” era usata con un doppio senso di nerchia, ma per noi in Italia certe sottigliezze erano superflue e quindi andammo direttamente al sodo intitolando il masterpiece “Porci con le Ragazze”. Lo facemmo così. D’istinto. Giusto per togliere ogni dubbio a chi se lo fosse fatto venire.
La trama del film era tanto sordida quanto zeppa di classici luoghi comuni e personaggi improbabili:

Jeff è il belloccio di ruolo, responsabile della sala giochi di suo nonno mentre il vecchio è fuori città. Nessuno sa perché ma, pur essendo il gestore, Jeff si rifiuta di giocare con i suoi videogiochi. La sala giochi di Jeff è frequentata dall’umanità più stereotipata di quella che si può incontrare dopo un’uscita in discoteca oggigiorno. Abbiamo il Nerd con gli occhiali e il maglioncino che si chiama EUGENE ( tipico, no?). Il grasso orco scorreggione, DORFUS, bravo solo a giocare ai videogame ed evidente clone di Bluto Blutarsky. Il gruppo di neri che fa da carta da parati e viene inquadrato due-volte-due per contratto. Il delinquente con evidenti origini sudamericane e scagnozzi, poi, ovviamente, una marea di figa che tira fuori le tette con il più futile pretesto e costituisce il nerbo della pellicola.
In mezzo a questo branco di fighe c’è Patsy, la figlia del Signorotto locale, Mister Rutter, che oltre ad essere maiala è anche una delle afecionados della sala giochi. Proprio per questo motivo il suo malvagio padre si adopererà per far chiudere il locale durante tutta la durata del film. Ovviamente non ci riuscirà e i buoni vinceranno, pronti a tornare in sala giochi per giocarsi la prossima partita. GAME OVER.

A onor del vero sapevo che questo film era piuttosto scadente però, a suo vantaggio, si può dire che entro i primi cinque minuti dall’inizio, lo spettatore ha già visto ben due paia di tette, e poi gente…poi c’è KING VIDIOT.

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He’s the man. He’s VIDIOT

King Vidiot è un giovane punk ossessionato dai giochi arcade. Come si può facilmente dedurre dal suo pseudonimo è un perfetto idiota e, di conseguenza, chiaramente avantissimo rispetto al suo tempo. Adotta un look che è una poverata di Marilyn Manson e viaggia scortato dalle sue groupies che si muovono e comportano come robot. Ha inoltre un debole lussurioso per gli uomini mal travestiti. I suoi due obiettivi nella vita sono di avere un cabinato arcade personale a disposizione e farsi una selvaggia cavalcata in sella a bolidi tipo questi qui sotto:

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A questo punto, dopo quanto detto, vi starete chiedendo se vi stia prendendo per il sedere o meno. Beh, avete il diritto di farlo, il film è abbastanza strambo, ma questo è quanto. Qui ci sono quasi esclusivamente tette e videogiochi. That’s all. Ma guardandolo più attentamente si scopre che una sua particolarità il film ce l’ha.
Se infatti “Il piccolo grande mago dei video games” è stato un marchettone per Nintendo, e se “La finestra sul delitto” lo è stato per Atari, “Porci con le ragazze” è un mega marchettone per i giochi arcade in generale, e per la Midway Games in particolare, la quale concesse l’uso dell’immagine di “Pac-Man” e “Satan’s Hollow”, nonché l’anteprima del suo nuovo gioco “Super Pac-Man” che sarebbe stato rilasciato qualche mese dopo.

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Quanto detto finora è però irrilevante. Dopo un’attenta e lunga valutazione posso dire che questo film va visto per i seguenti motivi:

1) Strip Video Gaming: Sfidona tra due ragazze e un ragazzo a un gioco tipo AMIDAR. Chi perde si spoglia!

2) La colonna sonora di apertura del film, il brano “Totally Awesome Video Games“. Ascoltarla è come sorbirsi un concentrato tipo pappa reale di quanto più anniottantissimo si possa ricavare da un tubo al neon incrostato di lacca. Ho pure trovato il link di una band che ne fa la cover. È bellissima. Eccolo QUI.

3) Seni esposti in sala giochi.

4) Uso gratuito di Pac-Man come siparietto inter-scena

5) Uso molesto di un hot-dog tra i seni di una ragazza.

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“Porci con le ragazze” è un film che fa sembrare “Il piccolo grande mago dei videogames“, “Street Fighter: Sfida Finale” e “Super Mario Brothers” come la trilogia del “Il Padrino”. Dargli un voto adesso significa gettarlo in una buca profonda fino al mantello e ricoprirlo di strati di granito e adamantio. Il voto, ovviamente, non è buono, ma tenuto conto della novità di vedere per la prima volta qualcuno girare un film ispirato ai videogames e riuscire a farci qualche soldo sopra, lo rende più gradevole di quanto tutte quelle tette riescano a fare.

BEST MOMENT EVER: Limonata dura davanti a Pac-man

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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