Menare forte, menare subito negli anni ’80: la rece di Kung Fury

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tumblr_np2yxaQgfP1sldl65o1_500Amici, potrei scrivere un bel po’ qui riguardo a come internet ha cambiato il modo di fare cinema, a come adesso si punti più al montaggio schizoide e all’esplosione gratuita, a come tutto questo abbia avuto un impatto devastante sulle nuove generazioni, forgiando battaglioni di lobotomizzati che considerano Michael Bay un regista degno del suo nome.
Sì, lo so amici, son cose che fanno male dentro, ma che possiamo farci? Siamo circondati da bimbiminkia che non hanno mai conosciuto un mondo senza banda larga, che consumano i loro media istantaneamente, su richiesta, che postano gattini su facebook ridendoci sopra ogni singola volta che lo fanno, e sono tutti intimamente convinti che gli anni Ottanta siano solo fuffa.
Bene. Bravi tutti. Però resta il fatto che molti degli stratagemmi di scrittura, visivi, recitativi dei film di genere di quegli anni laggiù funzionino benissimo ancora oggi non tanto perché facciano ridere (ché fanno ANCHE ridere) quanto, soprattutto, perché sono FICHI.
Poi ti arriva Kung Fury e non ce n’è più per nessuno.

Carisma

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Sì, sì, lo so cosa state pensando: la parodia, l’esasperazione, le iperbole di quel periodo e tutto il resto, ma no, non è solo questo. Qui abbiamo un fenomeno on-line, un videogioco di menare e un b-movie, tutto tamarramente mescolato insieme da un tizio in Svezia il cui unico precedente degno di nota su IMDB è quello di aver lavorato come account manager in un paio di episodi della televisione svedese.

C'è un triceratopo che entra in un bar...

C’è un triceratopo che entra in un bar…

Bòn. Dicevo che ti arriva Kung Fury e PEM! Lo rilasciano sul tubo con un trailer goffo che vede il suo creatore/regista, David Sandberg, fare anche da protagonista, poi diventa un fenomeno trovando una folla di finanziatori in crowdfunding, poi fa perorare la causa a David Hasselhoff e, infine, ottiene la sua anteprima mondiale al festival di Cannes. Ecco. Adesso pensate un momento ai tempi in cui viviamo, amici. Siamo arrivati ​a un mondo talmente bizzarro dove un ragazzino in Svezia può esporre un concetto in un video di YouTube e poi passare direttamente a farsi la prima a Cannes, cazzo. LA PRIMA A CANNES!
E come può accadere questo? Perché, buon Dio, quel concetto alla fine è maledettamente brillante, ecco perché. Dopo anni di trailer on-line tutti uguali che hanno avuto più la tendenza a promettere che a mantenere, Kung Fury arriva arrogante ed entra sfondando la porta con un calcio volante.

toc-toc

toc-toc

Per essere chiari, quando si parla di anni Ottanta la coesione narrativa e il senso della logica non è che siano le qualità più esaltate nelle produzioni del periodo, di conseguenza anche per Kung Fury è la stessa cosa. In questo corto dove l’anniottantudine viene pimpata alla potenza di infinito, l’evoluzione del personaggio e la comprensione di tematiche con il benché minimo spessore decisamente non abbondano.
Quello che abbiamo, però, sono trenta minuti di assalti non-stop e alcune delle gag visive più sorprendenti mai riunite in un unico luogo. Kung Fury conosce il suo pubblico, accidenti se lo conosce. Lo sa benissimo a chi vuole parlare, e anche se ha poco da offrire a quelli fuori della sua nicchia, per le persone all’interno del cerchio magico è tutto oro colato. Adesso vedetevelo questo filmetto, ve lo schiocco qui sotto.

 

È innegabile che una percentuale enorme di ciò che fa funzionare Kung Fury si basa sui molti talenti di Sandberg stesso. Come protagonista è benedetto da una compassata impassibilità, buoni tempi comici, e una convincente presenza fisica. Come scrittore è una macchina da idee assolutamente inarrestabile. E come regista è spavaldo, ambizioso, ed enormemente dotato sul lato tecnico.
Ma dopo averlo visto, cosa si può dire di Kung Fury?
Che sia una lettera d’amore per gli anni ’80 arrivata per raccomandata da Kickstarter sembra ovvio.
Che la complessità della sua trama si possa riassumere in: “poliziotto kung-fu rinnegato viaggia indietro nel tempo per uccidere Hitler”, anche.
Il suo punto di forza penso sia proprio la sua ragione d’essere nel 2015, il volersi mostrare intenzionalmente tamarro, SFACCIATAMENTE tamarro, e tutto questo overload di tamarraggine stranamente non dispiace, come del resto accade guardando anche il video musicale tie-in di David Hasselhoff, “True Survivor”, che gli fa da colonna sonora.

 

E poi non dimentichiamoci di Hackerman, un sosia scarnicchio di Gunther che incarna il tipo tecnologico presente in moltissime pellicole di quel decennio. Bravo ad hackerare qualsiasi cosa, fa uso di dispositivi tecnologici appositamente mostrati per ricordarvi quanto era low-tech tutta la high-tech degli anni Ottanta. Questa cosa viene fatta senza malizia, del resto i cittadini tecnologicamente esperti degli anni 80 non hanno fatto nulla per meritare il nostro disprezzo retroattivo, giusto? Però rivedere adesso i floppy disk e i telefoni cellulari formato mattone fa tanto sorridere, e questo basta e avanza.

Quanto carisma in una foto sola

Quanto carisma in una foto sola…

Il sergente Kung Fury è palesemente una mina vagante amalgama di tutti gli stereotipi tipici dell’eroe anni ’80, ma possiede anche tutte le movenze degli eroi di Mortal Kombat tipo Johnny Cage, Liu Kang, Jax, Scorpion e tutta la compagnia schiaffoni, soprattutto quando pratica il Fatality sui nazisti.

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E insomma, dai, se pensavate di aver visto tutto con gli squali volanti di Sharknado e i nazisti spaziali di Iron Sky, beh, sappiate che adesso è arrivato Kung Fury a sorprendervi ancora, e se lo giudicate poco lontano da Iron Sky sappiate anche che ha il beneficio di durare meno, dunque non arriva a stufare, si ferma prima. Buon 1985 a tutti.

I consigli di Hackerman per hackerare il tempo
 

GIUDIZIO

arroganza

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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1 Response

  1. Sam ha detto:

    Mah, video carino ma poco anni 80 nello spirito : in realtà mischia un frappo di cose dagli 80 e 90 messi insieme ( ad esempio, i personaggi bizzarri della polizia come il Triceratopo, fanno molto” Last Action Hero” o “Dinosauri “, aka ” Adventures in Dinosaur City, ” mentre la principessa sul lupo gigante ricorda tanto , troppo, la Principessa Mononoke ).
    Non so quanti abbia il suo autore, ma non credo li abbia vissuti in prima persona.
    Non ho mai capito perché spesso gli anni 80 e 90 vengono confusi e amalgamati insieme : forse perché sono stati l’ultimo ventennio prima che arrivassero cose come You Tube , emule e i torrent ? O perché gli anni 90 erano così poveri di idee che era quasi tutto un riciclo/reboot/sequel di roba anni 80 ?
    Più o meno come oggi ?
    Cmq ripeto, il corto è carino e ben girato , ma lo spirito anni 80 NON scorre potente in lui

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