La donna esplosiva : Avere quindici anni e costruirsi una pedofila

TEMPO DI LETTURA: 8 minuti

la_donna_esplosiva_cover

Settimana scorsa era uno di quei weekend un po’ loffi in cui mi è venuta voglia di tirare giù i vecchi filmetti degli anni ’80 che hanno a che fare col computer, e mi sono messo a vedere “La donna esplosiva” oggi, nel 2015, con quarantatre anni sul groppone. Non fraintendetemi, questo film non si è riservato un posto speciale fra i ricordi della mia giovinezza e anzi, non l’avevo proprio mai visto prima, quindi, ahimè, vedendolo ora pensavo ci fosse perlomeno da ridere. Invece non è così amici, La Donna Esplosiva è uno di quei film che se trent’anni fa erano semplicemente sciocchini, adesso sono inquetanti, un po’ come Schegge Di Follia, per capirci. Sono una roba che proprio se tu regista la vorresti rifare adesso non ci sarebbe verso, non si potrebbe per molteplici motivi tra cui quelli LEGALI e il fatto che praticamente moralizzi la pedofilia femminile. Sì, certo, stai regalando agli adolescenti il sogno evergreen della bambola gonfiabile DEFINITIVA, però via, proprio non è più cosa.

 

Avete mai la sensazione, quando guardate un film, che voi ne sareste potuti essere benissimo i protagonisti? Che quella particolare scena in quel particolare momento l’avete già vissuta, magari in un altro contesto, magari usando non proprio quelle specifiche parole ma, buon Dio, il succo dell’accadimento era proprio quello lì? A me a volte succede, ma tendo a non badarci troppo perché la maggior parte dei filmetti che guardo sono abbastanza stronzi e quindi ammettere una cosa del genere sarebbe una dichiarazione di colpa troppo plateale (e io, si sa, sono un tipo riservato).

Proprio il tipo di stronzate di cui sopra

Questa volta, però, devo ammetterlo, guardando La Donna Esplosiva ho provato emozioni contrastanti che non ho potuto ignorare. Da una parte, appunto, questa sensazione di deja vu di quando io e Maurizio, imboscati all’ultimo banco, si fantasticava sulle enormi pere della prof di italiano, ci lanciavamo in voli pindarici ad alto contenuto testosteronico immaginandocela leopardata che faceva la gattona sul letto, maledivamo l’altro nostro amico che aveva la fortuna di bombarsi la figlia della prof gattona, ché anche lei, in quanto figlia di sua madre, a pere proprio non scherzava ( la genetica non è un’opinione). Dall’altro, quella costante vocina che ti urla nel cervello cose tipo: «Ma che cazzo stai guardando? Questo film è una camionata di stronzate! Ma guarda là come sprechi il tuo tempo»

tumblr_ndkggvhmgE1rqezvyo1_400

Eh no, Mauri. Ancora non ci siamo.

Inoltre, altro motivo di attrattiva non indifferente per le vecchie lenze come me, in questa pellicola recita uno dei sex symbol degli anni ’80, ovvero, quella strappona di Kelly LeBrock, che a risentire questo nome adesso magari uno non realizza subito, ma ai tempi era considerata una figa maxima di quelle potenti e per una bella fetta di decennio, con quel vestitino rosso addosso, ha violentato i sogni di tantissimi adolescenti, tra cui anche me e Maurizio, appunto.

Kelly era proprio una gran bella gnocca, aveva la stessa enfasi recitativa di uno scaldabagno, è vero, però era proprio una bella gnocca e piaceva a noi brufolosi. Una volta rivelatasi ne “La Signora in Rosso” facendocelo diventare di VIBRANIO con quel mitico balletto…

 

…si riconfermò torbida ammaliatrice anche in questa pellicola, tant’è che poi qualcuno cominciò anche ad aspettare i suoi film perché, sì, insomma, una così poi per forza che si incunea nell’immaginario di una generazione no? Peccato che incontrò il buon Steven Seagal che con una mossa di aikido se la sdraiò sul lettone e ci si incuneò lui, togliendocela dalle scena per un lustro buono buono prima dell’inevitabile divorzio.

steven-seagal-kelly-lebrock

Steven 1000 chili fa

Comunque, a parte le riflessioni su quanto sia stata figa Kelly e a quante diottrie abbia sottratto alla mia generazione, la trama in sé non è altro che l’ennesima rielaborazione de “il mostro di Frankenstein”, soltanto che stavolta abbiamo due adolescenti arrapati, un home computer MEMOTECH  MTX cugino inglese alla lontana dei più conosciuti MSX, una barbie umanoide, l’incapacità di gestire un potere illimitato che avrebbe trasformato qualsiasi quindicenne degli eighty in un sosia di RAOUL però più cattivo, e una serie inimmaginabile di MACCOSA che ci fanno capire quanto fossero stupidini quegli anni laggiù. Anni in cui il computer era considerato alla stregua della lampada di Aladino, e se sapevi usarlo bene il genio che ci viveva dentro poi esaudiva tutti i tuoi desideri. Nel caso de La Donna Esplosiva, però, la presenza di un computer è minimale, solo funzionale allo sviluppo della trama. Serviva un modo per far comparire Lisa (il sordido personaggio interpretato da Kelly LeBrock) in questo mondo e il regista John Hughes, consultandosi con il pupazzetto di Kermit la rana che gli avevano regalato per il suo settimo compleanno, realizzò che solo un computer a 8 bit clone menomato di un MSX poteva farlo. Una roba tipo:

John: « E adesso come facciamo a far comparire Lisa? »
Kermit: « Ci pensa il computer »
John: « Come il computer? E come fa? Voglio dire, che programma usa? »
Kermit: « Ho detto che ci pensa il computer »
John: « E ho capito, ma come fa a materializzarsi fisicamente una donna? Ci vuole un dispositivo tipo una camera di generazione, no? Quella esce fuori dal bagno! »
Kermit: « Ho detto che ci pensa il computer. Ma che, sei sordo? »
John: « E che fonte di energia viene usata per fare una cosa del genere? »
Kermit: « Oh senti John, io sono nel ramo da più tempo di te, se accetti i miei consigli, bene. Se no, ci salutiamo qui e quella stronzata del club delle colazioni te la fai da solo, ok? »

E infatti John Hughes diede retta a Kermit la Rana e fece tutto come se fosse uno show dei Muppet, ma la cosa non gli andò lo stesso giù perché lui quel film non lo volava proprio fare. L’aveva scritto, è vero, però non lo voleva dirigere. Aveva in testa da un po’ quell’idea sul club della colazione che riteneva molto più intrigante e interessante. Purtroppo la produzione lo prese a strozzo intimandogli che se non avesse fatto La Donna Esplosiva si sarebbe potuto scordare i paperdollari per pagarsi The Breakfast Club, gli affiancarono Kermit la rana e tutto è andato come è andato.

 

Lo sapete quand’è che vi accorgete di essere vecchi? Quando vedete due ragazzi minorenni fare la doccia con una strafiga ventitreenne di loro creazione e non riuscire a combinarci niente. Ecco. In quel preciso momento vi accorgete di quanto sia irreale la trama di un film e di quanto siate diventati vecchi voi, si proprio voi, anziani sporcaccioni che non siete altro, che solo adesso avete capito di voler essere in quella doccia al posto loro da tipo, SEMPRE. Da quando il signore delle docce ha creato la doccia.

Non ritrovavano più neanche gli anelli

Tutta la vita davanti

Vi sentite sempre più vecchi anche quando uno dei due protagonisti si lancia in un lingua in bocca con Kelly (ricordo a lor signori che si parla ancora di QUINDICENNI che limonano VENTITREENNI bone) e poi lei gli tasta anche il didietro.

tumblr_n4tq6x3Cop1srtwico2_400

A questo punto a uno gli viene spontanea una domanda da fare a John Hughes:

Cristo santo, John! Due ragazzi decidono di fabbricarsi una donna per il proprio piacere personale e incredibilmente ce la fanno. La chiamano Lisa ed esce fuori dal bagno che è bella, bona, e dice sempre sì. È pure arrapata come un muflone afgano e fa intendere che vorrebbe combinare cose, e allora che succede, John? Eh? Che succede? Succede che Lisa, di colpo, si trasforma in una specie di sorella maggiore che insegna ai ragazzi quello che sono in grado di fare avendo fiducia in sé stessi, e da perdenti che erano all’inizio, alla fine li trasforma in vincenti, anche se questo non era il loro intento iniziale, ovviamente.
Ecco, questo è il punto, John. Sono disposto a sospendere l’incredulità quando mi propini l’idea Muppet di utilizzare un computer 8 bit per fabbricare una ragazza, quando vedo le pagine delle riviste alimentare uno scanner per crearla, una barbie cablata a non so cosa, un rituale celebrato con i reggiseni in testa e l’immancabile fulmine che origina la creatura, però, John, Cristo, che due quindicenni non riescano a battere chiodo con una passera del genere ad uso esclusivo, ecco, quello proprio no. Mi dispiace John, guarda, proprio non ci credo. N-O.

tumblr_n634h4K8Vc1soyikno2_500

Ingrediente segreto

Ok che l’età adulta mi ha rubato l’innocenza però…eccheccazzo John! Io me lo ricordo com’ero a quindici anni sai? Avrei trombato anche le zucche nei campi, e guardare La Donna Esplosiva con la pretesa di considerarlo un minimo coinvolgente nel 2015 è veramente arduo.

Ma veniamo alle cose rimarchevoli di questo film (escluso Kelly LeBrock).

1) Nel film compare uno sbarbatissimo Robert Downey Junior. Nei titoli di testa viene nominato solo come Robert Downey, senza il Junior. Questo perché a quel tempo come attore non contava una beneamata mazza e, come tutti sanno, solo le persone veramente importanti e famose possono avere tre nomi. Vi basti pensare a gente tipo: Francesco Maria Barambani, oppure, Guidobaldo Maria Ricciardelli, o anche la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Capito amici? Anni e anni di film fantozziani non possono mentire.

Forse un po' troppo gay

Un po’ di retrogusto gay

2) Compare anche un altrettanto sbarbato Bill Paxton, qui nel ruolo che gli si confarrà per il resto della sua brillante carriera, ovvero, il personaggio inguaribilmente afflitto dal morbo della testadicazzite.

Escono fuori dalle fottute pareti?

Escono fuori dalle fottute pareti? No, dal bagno.

 3) C’è una bellissima citazione della saga di Mad Max quando una gang di motociclisti selvaggi irrompe nel party organizzato in casa dei due protagonisti. Il capobanda è lo stesso attore che recitava il medesimo ruolo nel film “Interceptor: Il guerriero della strada”, o più semplicemente Mad Max II.

tumblr_nfrafdks261rca81eo10_1280

Ora, detto questo, La Donna Eplosiva è un brutto film? Mmmh…NI. Più che altro è invecchiato male e lo si guarda come fosse un programma di Antonio Ricci. Ai tempi ci poteva anche stare, ma adesso…
A tratti John Hughes non sembra accorgersi di quello che sta facendo, ma questo non lo rende un film dannoso. Il meglio che si può dire è che la LeBrock gira per il set come una compiacente dea del sesso. Sì, è carino. Sì, è giocoso. È una meravigliosa capsula del tempo per quanto riguarda i look e le manie degli adolescenti americani della metà degli anni ’80. È una versione colorata di Frankenstein. Un film dove il senso perde senso smarrendosi tra le curve della LeBrock.

Bullshitting

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

3 Responses

  1. Vik ha detto:

    Grandissimo film!
    Grandissimo John Hughes!

  2. Simone Guidi ha detto:

    Qui abbiamo un John Hughes un po’ appannato, ma è giusto un attimo di smarrimento prima della lunga cavalcata adolescenziale partita con “Sixteen Candles”, proseguita nel decennio e sicuramente culminata con “The Breakfast Club”. John era uno scrittore compulsivo, raccontava storie fotografando bene un modello di adolescenza di quegli anni e aveva la capacità di identificarsi completamente nei tormenti di quell’età in cui tutto sembra possibile e ogni cosa viene vissuta con l’intensità di una scoperta continua. Tutto questo da quando smise di frequentare Kermit la Rana 😉

  3. Vik ha detto:

    Non cerco neanche di argomentare, e’ viscerale: era e rimane (a quasi 47 anni suonati) uno dei miei film preferiti, per cui Hughes non mi sembra appannato, anzi.
    E’ il sogno erotico di un qualunque teenager, magari sfigatello come piu’ o meno lo siamo stati quasi tutti, con in piu’ elementi di rapida e facile affermazione/rivalsa sociale, trasgressione adolescenziale ed avventura magico/fantascientifica: in pratica una figata! 🙂
    Per quanto riguarda la difficolta’ nella sospensione della incredulita’ dovuta al ‘mancato bombamento’ del piatto forte gentilmente offerto: troppi ne ho visti a quell’eta’, me incluso, rimanere paralizzati o a disagio o addirittura scappare a gambe levate da profferte troppo esplicite e lasciarsele sfuggire per poi rimpiangerle anche solo qualche anno dopo: quindi, no non mi sembra per niente incredibile.
    Una bomba sexy del genere al tempo non sarei neanche riuscito a guardarla in faccia.
    Se solo potessi tornare indietro…: frase scontatissima quanto purtroppo altrettanto vera.
    Mitica rimane la scena con i genitori del biondino.
    Di Hughes apprezzo molto anche Una Pazza Giornata di Vacanza e Sixteen Candles, mentre sebbene mi piaccia Breakfast Club mi e’ sempre sembrato (sin da adolescente) un po’ artefatto nella caratterizzazione dei personaggi.
    Insieme a Risky Business, L’ammiratore Segreto e Playboy In Prova questi sono, per quanto mi riguarda, tra i teen movies piu’ belli e rappresentativi di quel periodo 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *