La luna di Enrico Casarosa

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The moon

Delle volte succede che mi commuovo. Mia moglie non ci crede, dice che sono un uomo di ghiaccio e non piango praticamente mai. Forse lo dice perché lei, in quanto donna, piange praticamente SEMPRE, in un range di casistica molto vasto, soggetto a condizioni climatiche e livello di estrogeni/progesteroni nel sangue.
Beh, comunque mia moglie ha torto. Io sono una persona molto sensibile e anche se non lo do a vedere, piango DENTRO. Dentro il mio corpicione peloso del peso approssimativo di chilogrammi 95 per 1 metro e 90 di altezza sboccia il fiore della compassione e mi si imperla il bulbo.
Per fortuna succede di rado ma io mi ricordo di ogni volta. Di ogni singola volta. L’ultima era stata sul finale di “The wrestler”, quando ho visto volare Mickey Rourke con quella maschera di sofferenza sul volto, non ho retto e il labbro mi ha tremato.

La volta precedente era successo mentre guardavo quel lungo passaggio di vita nel film “Up”. Sono crollato come un castello di carte sulle note del premio Oscar Micheal Giacchino.

 

La più recente stamattina, quando ho visto il corto di Enrico Casarosa “La Luna” che è stato proiettato al cinema poco tempo fa, a supporto del film Pixar “Brave”.
Lasciatevelo dire, non è facile commuovere il pubblico. Certo, ci sono delle linee guida da seguire per ottenere il risultato, un po’ come nell’horror, ma in generale non è facile. È Molto più semplice divertire, buttarla in caciara e far ridere la gente. Ve lo dice uno che, con due libri e qualche detrattore alle spalle, proprio non riesce a smettere di prendersi in giro.
Ciò non toglie che ci siano autori che lo fanno bene, è nelle loro corde da sempre, sono, come si suol dire dalle mie parti, “trombati” per far piangere, e riuscirebbero a muovere a compassione perfino HITLER. Con questo non è che io sia la reincarnazione di Hitler, ma uno di quelli che riesce a far vibrare le corde dell’anima è senza dubbio Enrico Casarosa, ennesimo cervello in fuga da questo paese per vecchi. Dopo essersi fatto le ossa in casa Blue Sky (una terzista di Dreamworks) e Disney è approdato alla Pixar, dove ha potuto mettere le mani in pasta su numerosi progetti ben riusciti tipo Ratatouille e UP. Quando è stato il suo turno sulla sedia da regista, il risultato è stato La Luna. Potete vederlo qui sotto. Guardatelo e state pronti con i kleenex.

 

Non c’è che dire, il ragazzo ha la stoffa, e si è anche guadagnato una nomination agli Oscar 2012. Ora però scusate ma piango.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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