La musica di Rob Hubbard, e la lacrimuccia e’ d’obbligo

Rob Hubbard is the man!

Come si fa ad introdurre uno come Rob Hubbard? Venne, vide e prese a calci nel popò il mondo degli 8bit. A mio avviso, quest’uomo è stato uno dei principali responsabili della vendita del software sulle piattaforme dell’epoca. Diavolo se lo è stato! Rob Hubbard è stato responsabile della vendita di moltissimi COMMODORE 64 rispetto a qualsiasi altro testimonial o agenzia pubblicitaria al mondo!
Conosco qualcuno che ha comprato il suo C64 dopo essere stato spazzato via dalla musica travolgente di “Monty on the run”. Lo so che non ci credete, ma è vero. Giurin-giurello.

Dal 1985 in poi, negli anni che rimanevano prima della fine del decennio, Rob Hubbard  dominava totalmente la scena musicale del C64, rilasciando un successo dopo l’altro. Va anche detto che alcuni giochi davvero TERRIBILI vendettero bene solo grazie alla forza della sua brillante colonna sonora. Due a caso? “KnuckleBusters“ e “W.A.R.”.
Niente male per un classe ’55 che alla fine degli anni ’70 era semplicemente uno dei tanti musicisti/turnisti sulla piazza, vero?
La sua brillante carriera nel software iniziò nel momento stesso in cui decise di imparare DA SOLO il Basic e il linguaggio macchina di un home-computer che aveva comprato. Si chiamava, indovina un po’, Commodore 64! Tu vedi il caso…
Cominciò quindi a programmare, e cosa potrà mai produrre un musicista se comincia a farlo? Ma è ovvio. Software per insegnare ad altri a suonare musica.
Iniziò approcciando la Gramlins Graphics, inviandogli alcuni suoi lavori con l’intima speranza che glieli pubblicassero. Lo ricontattarono subito dicendogli che il software faceva schifo ma le musiche erano grandiose. Se voleva poteva lavorare per loro componendo la colonna sonora di un nuovo gioco che avrebbero immesso sul mercato da lì a poco. Si chiamava “Thing on a spring”.

Con questo suo primo lavoro, Rob fece il suo ingresso nell’ambiente e, da quel momento in avanti, divenne uno dei composer più richiesti nell’ambito dei videogiochi, “prostituendosi” ( lavorativamente parlando ) al migliore offerente. Memorabile è la sua versione schizzata ed energica della colonna sonora del gioco “Commando”.

Nel 1989 voltò pagina e iniziò un nuovo periodo della sua vita. Si trasferì in America lavorando come primo compositore per la Electonic Arts. Il cambiamento d’aria non gli impedì di sfornare l’ennesimo successo per il gioco “ Skate or die”.

Ma come ha fatto Rob a raggiungere questo strepitoso successo?
In primo luogo c’è il fatto che sia un superbo compositore e musicista, in grado di fare canzoni accattivanti e ritmate che portarono la gioia nei cuori dei brufolosi videomaniaci del tempo tipo me. Quindi non è un programmatore che fa musica, ma un vero e proprio musicista capace anche di programmare.
In secondo luogo, la sua straordinaria capacità di cimentarsi con successo in vari generi musicali diversi, e il fatto di essere un forte ascoltatore di musica in generale. Alcune sue opere sono fortemente influenzate da grandi successi preesistenti, fino a giungere ad evidenti plagi.
Il processore musicale del C64, il SID, aveva la sua più grande limitazione nell’avere solo 3 magri canali da utilizzare, ma questo non valeva per i pezzi di Hubbard che all’orecchio sembrano avere quattro, cinque o anche più strumenti in corso ( ascoltare l’inizio di “Phantoms of the asteroids “ per credere ). Questo perché imparò a sfruttare le caratteristiche del processore stesso, elaborando un sofisticato metodo di rimodulazione che, moltiplicando due onde, andava a creare delle armoniche che arrivavano a frequenze molto più alte di quelle raggiungibili dal SID. Oppure, sfruttando dei bug del processore per ottenere campionamenti simili al suono della chitarra elettrica.

Anche se successivamente Hubbard produsse diverse musiche per giochi su piattaforma PC e Sega Megadrive, il suo periodo d’oro resta legato indissolubilmente all’epoca degli 8bit, con tutte le sue produzioni per Commodore 64 che sono ormai parte della storia di quella macchina e del videogioco in generale.Hubbard lasciò la EA nel 2002 e ritornò in Inghilterra. Riprese a suonare dal vivo e ha formato una propria band con la quale rivisita i suoi successi del passato.
Qualche volta suona con la retro-cover band danese “PRESS PLAY ON TAPE” che ripropone i suoi e molti altri retro-successi in chiave rock. Nel 2005 in Germania ha avuto l’onore di dirigere un’orchestra durante l’esecuzione della sua colonna sonora di “International Karate” durante la terza edizione del Symphonic Game Music Concert.
Inoltre ha contribuito con alcuni suoi pezzi riarrangiati all’iniziativa “ Back in Time Live “.
I suoi lavori recenti contemplano anche composizioni per mobile-games.
Le sue canzoni sono di ispirazione a tantissimi DJ i cui remix possono essere reperiti facilmente in rete.
Grazie di esistere Rob.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Pippo Noviello ha detto:

    Grazie al leggendario Rob Hubbard ma grazie anche a te per averne parlato come merita un genio inimitabile come lui.Infatti son daccordo con te,molte macchine sono state vendute grazie alla sua musica …. ed io ho cominciato a suonare la tastiera da ragazzino proprio perchè stimolato dalle sue opere….. un grande davvero ,capace di dare emozioni uniche!
    Complimenti per questo bell’articolo!!!
    Un saluto affettuoso
    Pippo

  2. Simone Guidi ha detto:

    Grazie Pippo, ma Rob e’ amato e ammirato da molti. nel mio piccolo faccio in modo che si sappia 🙂

  3. the Joker74 ha detto:

    Pochi razzi, l’ost di Monty on the Run è un fottuto CAPOLAVORO! Ed in generale i suoni del Sid mi provoca sempre un brividino alla schiena.

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