Metti in circolo la tua vecchiezza: La Notte Dei Super Robot

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

News29943 Nel momento in cui si perde la gioia di vivere inizia la vecchiaia. Non accade necessariamente quando si raggiunge una certa età, può accadere anche a vent’anni, oppure si può nascere già vecchi, dipende dai casi.
La vecchiaia, però, può anche iniziare quando si va a vedere La Notte Dei Super Robot, non tanto perché i Super Robot siano passatelli quanto una Saltafoss, ma perché ti accorgi che certe soluzioni narrative, certi ritmi di montaggio, certe espressioni tipo: «Mio Dio! Arriva il mostro GUBI-GUBI!» oppure «Attivate il disco-mostro JIN-JIN!», proprio non riesci più a vederle né sentirle, e ti fanno ridere forte. Ma forte, eh?! Tanto-tanto forte. E alla fine passi una serata ghignando, accorgendoti che la vecchiaia è ancora là da venire.

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sopra: antidiluviano materiale da pugnette

 

Ché io, comunque, mi ero premunito, e avevo già pensato a una copertura per affrontare La Notte dei Super Robot senza incorrere nel giudizio delle persone perbene.
Un bambino delle elementari; ecco la soluzione.
Mi bastava ottenere un bambino delle elementari e mi sarei spacciato per lo zio buono che porta il nipotino al cine aggratis. Fortunatamente non è stato necessario ricorrere a cotale artifizio perché il buon Maurizio, il mio amichetto dei cineforum da combattimento, si è portato dietro il suo primogenito di 10 anni. Grazie alla presenza del giovane virgulto mi sono potuto spacciare per l’amico di papà dei tempi della scuola, quello-che-ci-faceva-le-cazzate-insieme, e quindi non ho fatto altro che calarmi in un ruolo che mi sono cucito addosso nel corso di un praticantato ventennale.
Inoltre, a supportare il mio alibi, mi sono felicemente aggregato a Giacomo Lucarini di MONDO NERD , che di queste cose se ne intende, e quindi potevo anche dire che al cine mi ci aveva trascinato lui a forza, per via di quel vecchio debito di gioco che dovevo ripagargli dai tempi delle navi da crociera.

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brillanti prospettive

Comunque, cari corridori, vi dicevo prima che mi sono proprio divertito, non tanto perché col buon Giacomo abbiamo commentato tutto il film e rotto la fodera dello SWANSTUCK a mezza platea, ma perché alla fine commentavano tutti. Il bello di ‘sti film è proprio questo: commentarli 30 anni dopo e riscoprirsi un po’ingrigiti ma ugualmente coglioni come a quei tempi là. Anche se io & Giac, in certi momenti eravamo un po’ cagacazzo tipo i vecchietti del Muppet Show, troppo attenti a trovare il pelo nell’uovo. Io, ad esempio, se mi fossi stato seduto accanto avrei chiamato la maschera.

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Comunque, la Notte Dei Super Robot non era un film unico ma bensì 4 mediometraggi animati (rimasterizzati e ridoppiati) che vedevano protagonisti i robottoni più famosi della nostra infanzia e io, vagabondo che non sono altro, vi passerei in una breve rassegna tutti quanti gli episodi, soffermandomi in particolare su quello che mi è piaciuto di più, così, tanto per gradire; tiè.

Iniziamo dal primo episodio, indubbiamente il più scrauso di tutti. Era infatti l’episodio PILOTA di Goldrake dal titolo UFO ROBOT GATTAIGER, dove in pratica c’era già tutto Goldrake dentro, ma con colori diversi e mecha design contraffatto.

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separati alla nascita

La trama di questo anime ricorda molto da vicino un qualsiasi episodio di Beatiful, così pieno di sguardi languidi, occhi tremolanti, e flou selvaggio come la discesa in campo di un politico a caso. Addirittura il robottone in questione, il Gattaiger, menava le mani solo negli ultimi 5 minuti. Insomma un bel malloppo da mandare giù a forza, che in una scala da 1 a divertimento si becca il voto di POLPETTONE farcito con la maionese. Lo volete vedere? QUI è coi sottotitoli.

Miglior scena: Duke Fleed da bambinello che gioca nello stagno col culetto all’aria.

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Elegante e aggraziato come un bisturi piantano nell’occhio

Il secondo episodio vedeva protagonisti il Grande Mazinga e Getta Robot G, e si intitolava appunto, IL GRANDE MAZINGA CONTRO GETTA ROBOT G, tanto per non lasciare spazio a fraintendimenti. Qui i robot cominciavano a menarsi dalle prime inquadrature, e Getta Robot si menava talmente forte col mostraccio di turno che Musashi, il pilota che somigliava a un supereroe saldatore, ci lasciava la buccia.

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Arrogantissimo Musashi

Il posto di Musashi, però, veniva immediatamente preso da un altro personaggio con eguale quoziente di barbonaggine, tale Kuruma, un forte appassionato di baseball che non riusciva a togliersi la divisa da ricevitore neanche quando andava in bagno (o pilotava robot).

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In questo episodio il canovaccio nipponico veniva rispettato in pieno. Iniziava con la morte dell’amico, proseguiva con un (fin troppo breve) momento di sconforto, si ricaricava con il fulmineo arrivo del sostituto e il desiderio di vendetta, ci si menava fortissimo, e alla fine i cattivi morivano male. Pure l’idiosincrasia per l’utilità di Venus si verificava puntualmente. Niente da dire. Veramente un episodio oldschool, e per questo poco memorabile.

Miglior scena: Musashi è ancora caldo nella bara e agli altri fottesega perché hanno già un nuovo robot e un sostituto pronto. Alè!

Chi se lo volesse vedere lo trova qui sotto.

Il terzo episodio, eeeh, il terzo episodio mi è piaciuto più di tutti e ve ne parlerò alla fine.

Il quarto e ultimo episodio è di nuovo un classico. L’inquinamento ambientale e il comportamento dissennato dell’uomo nei confronti del suo verde pianeta generano un mega-mostrone con una miriade di teste che si nutre di petrolio, IL DRAGOSAURO (coro di “ooo” dalla piccionaia).

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Dimostrandosi particolarmente cazzuto, un solo robot per battere il Dragosuaro non basta. Ecco allora che, a nome del Giappone e dell’umanità tutta, viene creata una super-armata dei meglio robot di Go Nagai, tra cui un ineguagliabile BOSS ROBOT che si rende ancora più inutile di Venus e Diana A messe insieme, ma almeno fa ridere.

Miglior scena: Il Grande Mazinga e Boss Robot che per fuggire dallo stomaco del Dragosauro gli escono dal culo.

Vedetevelo qui sotto.

 

E adesso veniamo all’episodio clou de La Notte dei Super Robot, quel Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga che mi ha fatto sognare. Chiariamoci, anche qui i paletti nipponici sono fissi. Abbiamo un cattivone venuto dal nulla, con un cappello improponibile e due orecchie imbarazzanti, che minaccia di distruggere la terra.

vlcsnap-2014-12-04-23h52m42s132Di contro, tutti quelli che hanno a che fare con lui non riescono a fare a meno di sudare in continuazione.

vlcsnap-2014-12-04-23h47m27s81Meanwhile sulla terra, Alcor e il Dottor Procton sorvegliano i monitor del laboratorio di ricerche giocando al dentista, ma a ruoli invertiti.

vlcsnap-2014-12-04-23h56m26s67Quando arrivano i cattivi e cominciano a spaccare tutto, Actarus e Venusia sono in camporella col cellulare spento, quindi solo Alcor si lancia eroicamente contro il nemico usando l’inutilmente inutile mini-disco e, come da prassi, viene catturato.

Ecco. Proprio dentro la nave spaziale dei bad guys ci sono 2 o 3 momenti Miyazaki che mi sono tanto piaciuti. Roba tipo questa, per esempio:

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Ovviamente l’interrogatorio si svolge in un bagno di sudore e il pubblico è grato del fatto che non ci sia alcun ODORAMA a supporto del cartone, altrimenti nel cinema ci sarebbe stata una puzza di spogliatoio che non vi dico.

vlcsnap-2014-12-05-00h23m34s235La rituale fuga di Alcor, oltre che svolgersi in altri vari momenti Miyazaki più o meno “Cagliostro”, è supportata da uno dei più grandi MACCOSA della storia dell’animazione giapponese: Alcor si libera delle manette metalliche utilizzando I DENTI.

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MACCOSA?!

Intanto però il cattivone ha rubato il Grande Mazinga e lo sta usando per menare Goldrake. Fortunatamente Alcor riesce a mettersi in contatto con quest’ultimo e a spiegargli che per mettere fuori combattimento Mazinga basta una sola unica alabardata sul cotrione.

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La schiena, signora mia. Guardi. Un dolore che lei non può capire. E intanto sudiamo.

Come parte l’alabarda, il Grande Mazinga cade sfiancato e inutilizzabile, mentre il cattivone se ne fugge tornando a bordo della sua nave spaziale troppo simile a una supposta. Contemporaneamente Alcor riesce a tornare a terra, e risale al comando del Grande Mazinga per dare man forte all’amico Goldrake. Ma come? Mazinga non era inutilizzabile? Vabbè và. Chissenefrega. Intanto adesso sono in due a spaccare tutto.

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Il bene vince e il male è battuto. Il film si conclude con Goldrake e Mazinga a braccetto che guardano il sole al tramonto e decidono di andare a pescare insieme(!).

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Finalone gay

Miglior scena: Il finalone gay con Goldrake e Mazinga a braccetto che decidono di andare a pescare insieme.

Anche se vi siete persi la Notte Dei Super Robot, potete  vedervelo qui sotto.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. John Blacksad ha detto:

    In effetti si vede subito che il terzo e il quarto sono animati meglio;
    soprattutto hanno una color palette molto gradevole

    • Simone Guidi ha detto:

      Al cinema rendevano tutti molto bene. Rimasterizzati e ridoppiati facevano un figurone. l’unico problema era il fischio delle dentiere dei doppiatori che, a distanza di 30 anni, accusavano un po’ il colpo.

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