La notte della Cometa: ragazze,lacca,Uzi,zombi

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la notte della cometa

 

Ci sarà sempre una manciata di film che intendevamo guardare ma non ne abbiamo mai trovato il coraggio. Che si tratti di DVD acquistati al mercatino o VHS ritrovate dentro a una vecchia cassapanca, o di un titolo messo nella coda digitale apparentemente infinita del nostro MySKY, ci saranno sempre film così da qualche parte in casa nostra. Sono lì, in agguato, come predatori che aspettano al varco, e ogni volta ci si parano davanti per ricordarci che abbiamo sempre meno tempo a disposizione per fare quello che vorremmo. Quando questo accade, ci fermiamo a riflettere sul perché stiamo guardando per la duecentesima volta un film con protagonista un supertizio in calzamaglia. Di solito non troviamo una valida spiegazione se non quella che certi titoli a cui torniamo puntualmente ci trasmettono una sensazione di rassicurante torpore, ma se amassimo veramente i film dovremmo smettere di averne timore e cercare di cedere a uno di quelli che stanno in agguato. Alcuni li potremmo trovare dignitosi, altri stranezze, altri dimenticabili. Tutto sommato, però, sarebbero film con cui combattere per ritrovare la pace con noi stessi. La Notte Della Cometa è uno di questi e io ci ho ritrovato dentro Tempest.

 

La Notte Della Cometa è il capostipite della famosa trilogia delle comete; una trilogia che mi sono inventato io adesso, e trova la sua ragione di esistere nel fatto che abbia già inventato un’altra trilogia di una giustezza inequivocabile come quella degli Ewoks. Conoscete la trilogia degli Ewoks? Si? Bene. Allora significa che leggete il blogghino e magari lo commentate pure. Se non conoscete la trilogia segreta degli Ewoks allora è meno bene, anzi, è proprio male, malissimo, perché un vero fan di Star Wars non può ignorare il fatto che Il Ritorno Dello Jedi, L’avventura Degli Ewoks, e Il Ritorno degli Ewoks siano innegabilmente parte di un progetto segreto che George Lucas ha messo in atto col fine ultimo di devastare il fandom.
Ma sto divagando. Adesso sono qui a scrivervi de La Notte Della Cometa, pellicola a bassissimo budget dell’anno celeste 1984 che, rilasciata durante un’era di film che capitalizzano la mania della cometa di Halley, si propone come primo capitolo del gloriosissimo cinema di comete che vedrà uscire nelle sale  SPACE VAMPIRES nel 1985 e BRIVIDO nel 1986. Il cofanetto della trilogia delle comete è disponibile in preordine su Amazon. Cliccate QUI per prenotarlo così ci guadagno anch’io.

Il film ci racconta di quando la terra incrocia la coda di una cometa che si era fatta viva l’ultima volta 65 milioni di anni prima. Guarda caso in coincidenza dell’estinzione dei dinosauri. La cosa non desta nessun sospetto e l’incontro ravvicinato tra i due corpi celesti viene trasformato in un’occasione di festa e consumismo incredibile. Una cosa tipo il capodanno ma con le comete al posto del prosecco. Quando arriva la notte del passaggio della cometa, però, chiunque sia stato direttamente esposto al fenomeno viene trasformato in polvere rossa e quelli più sfigati diventano zombie assetati di sangue.  Casualmente solo due sorelle trovano riparo dai raggi della cometa, e questo gli da la possibilità di sopravvivere perlomeno fino a quando uno dei tanti zombi che ora vagano per la terra, o un militare crudelissimo, non le faranno fuori.

la notte della cometa

GNARGLAAA!

La Notte Della Cometa è ambientato in California, ma mi rendo conto solo adesso che è un film che si svolge a Natale e in quanto tale è sfuggito dal mio radar quando scrissi quel pezzo dedicato a tutti quei film che non si posso definire di Natale perché menano o scoppiano cose, ma tecnicamente lo sono. Ovviamente non c’è neve e il paesaggio è tutt’altro che invernale, ma i riferimenti al Gran Galà religioso abbondano. Nel bel mezzo di un clima torrido e gente in t-shirt, appare la nostra eroina diciottenne (e anche un po’ zoccola) chiamata “Regina”; una fighissima Catherine Mary Stewart che quell’anno rivedremo anche in Giochi Stellari e, ovviamente, è tutt’altro che diciottenne con i suoi sacrosanti 24 anni sul groppone. Lei è inchiodata nel cinema dove lavora e lotta per stabilire il record al gioco arcade Tempest. Sua sorella di 16 anni, Sam ( Kelli Maroney che di anni ne ha 20) è bloccata a casa con la sua matrigna malvagia che la riempie di angherie e sganassoni. Entrambe le sorelle riescono a passare la notte in stanze ricoperte di acciaio (don’t ask), e il trucco è tutti lì. La presenza del metallo nelle pareti isola dai raggi della cometa e risparmia la vita ad entrambe.
Il mattino dopo, Regina si sveglia, picchia uno zombi in un vicolo, e si dirige verso casa attraverso la città deserta e insolitamente appesantita da una coltre rossa. Alla radio abbondano ancora le canzoni natalizie.
La presenza del Natale incombe sulle protagoniste anche quando si rifugiano in una stazione radio, incontrano il comandante Chakotay (Robert Beltran ), sopravvissuto anche lui, e si imbarcano in un folle shopping per sole ragazze sulle note di “Girls Just Want to Have Fun” di Cyndi Lauper. Vi risparmio il seguito ma sappiate che arrivano i minacciosissimi bruti anni ’80 con le spalline imbottite e gli occhiali scuri.

La Notte Della Cometa è un artefatto degli anni ’80 talmente amabile che ti chiedi per tutto il tempo come mai nessuno abbia pensato di far interpretare una delle due protagoniste direttamente a Cyndi Lauper, e il ruolo di Robert Beltran non sia andato ad un azzeccatissimo Simon Le Bon.
Giocando su diversi generi che andavano ancora forte in quel periodo: i film sugli zombi e la sopravvivenza post-apocalittica, lo sceneggiatore/regista Thom Eberhardt (uno di quei registi dimenticati che ha vinto anche dei premi ma nel tempo ha combinato poco o nulla) tira fuori dal cilindro un bizzarro filmetto per adolescenti con un budget talmente risicato da spingere a commozione. Guardarlo richiede una buona quantità di facile umorismo e subdola ironia.

Dal punto di vista della trama, il film è diviso in tre parti separate. La prima, l’introduzione ai personaggi prima del disastro cosmico, sembra una commedia di John Hughes un po’ troppo volgarotta e girata a luci spente. La seconda parte, ovvero dopo che è avvenuta l’ecatombe, si presenta come un Mad Max in salsa metropolitana. Ci vengono presentati gli zombi, Robert Beltran che fa il camionista ben intenzionato e vuole aiutare le ragazze, e una banda di commessi reietti che sembrano usciti da uno schema di Double Dragon. Questa è la parte d’azione del film, o almeno il tentativo di Eberhardt di crearla. La terza e ultima parte è quella più loffia. Forse a causa delle limitazioni del budget o della mancanza di immaginazione, non mostra i classici fuochi d’artificio che ci si aspetta da uno scontro finale anni ’80 come si deve. Ci sono, invece, un paio di battute a effetto, una corsa attraverso un corridoio o due, una piccola esplosione d’auto, e tanto tanto buio.

la notte della cometa

Ma quanto sarà figa lei?

Nonostante ci si trovi di fronte a una indiscutibile produzione di serie B, La Notte Della Cometa non è malaccio e in America ha spaccato.
Costato 700 mila paperdollari, ne ha riportati a casa più di 14 milioni e si è guadagnato lo status di cult. Qui in Italia ce lo ricordiamo giusto io, te, e Stefano Ercolino, che eravamo davanti al cinema tutte le domeniche pomeriggio con una marea di altri brufolosi nostri coetanei e aspettavamo con ansia di entrare a prescindere da cosa ci fosse in programmazione. Addirittura, se non mi sbaglio, il film arrivò nel belpaese con 2 anni di ritardo, nel 1986, e fu distribuito alla cazzo di cane, ma su questo non ci metterei la mano sul fuoco. È un pezzo di un’epoca in cui i film horror andavano forte, la fantascienza puzzava di Ewoks, e la fine del mondo era incorniciata dal maggior numero possibile di incidenti, inseguimenti d’auto, e sventagliate di UZI.
Thom Eberhardt cercò di lasciare il suo segno in quel panorama ma se la prima bozza della tua sceneggiatura si intitola: “Teenage Mutant Horror Comet Zombies” , non puoi pretendere di essere preso troppo sul serio da chiunque, figuriamoci dalla storia del cinema.
Se decideste di recuperarlo, non aspettatevi troppo e non rimarrete troppo delusi. La Notte Della Cometa è quel tipo di film che urla a squarciagola: «CARPENTEEEER!» e rievoca a occhi spalancati le fasi iniziali del decennio dell’avidità. È una sensazione strana ma: Ehi! Sono gli anni ’80, no?

Rise your hands fucking Santa!

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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