La Torre Nera e l’ottavo libro dello zio King

TEMPO DI LETTURA: 2 minuti

La leggenda del vento

Ma si, diciamocelo, durante l’adolescenza e anche oltre, Stephen King mi ha leso il neurone.
Mi ha allettato su carta, con i suo romanzi zeppi di vampiri, licantropi e villette a schiera costruite sopra ai cimiteri indiani. Mi ha attratto al cinema, con le varie trasposizioni, alcune riuscite, altre decisamente IGNOBILI. Poi però l’ingranaggio si è inceppato, il serbatoio ha segnato FULL e ho cominciato a digerirlo con fatica.
Niente di particolare. Le solite conclusioni a cui arrivano tutti: Che poi alla fine si ripete, che le storie sono tutte uguali, che lo stile è sempre lo stesso, che i ghost-writers sono sempre loro e BLABLABLA. Una patina di noia si è depositata sulla sconfinata adorazione che nutrivo per lui, tanto che poi si è incrostata ben bene.
Salvo dalla palude una cosa sola dello Zio King: Il ciclo della Torre Nera.
Si, lo so che per i lettori Kinghiani questo ciclo fantasy/horror è l’omologo della TRIPPA. C’è chi l’adora considerandolo un manicaretto squisito e chi invece ci vomita al solo pensiero.
Personalmente, anche se non mi piace la trippa, l’ho molto apprezzato, e sbilanciandomi smodatamente asserisco che il suddetto ciclo non è stato scritto da Stephen King; il suddeto ciclo È Stephen King.

stephen-king

Mentre tu leggi questa frase, io ho già scritto un romanzo di 1200 pagine

In questa saga dei multiversi, dai quali badilate di altri autori hanno poi pescato qualcosa, ci potete trovare la summa omnia di tutti i suoi personaggi, di tutti i mondi che si è immaginato nel corso della sua carriera. Nell’ultimo libro della serie, l’autore lo dichiara candidamente mettendo le carte in tavola.
Il prossimo 13 Novembre, nella completa osservanza della legge Kinghiana: ” Finchè la vacca dà latte, si munge “, uscirà anche in Italia l’ottavo libro di questo ciclo ormai concluso.
Dove andrà a parare questo romanzo e dove si collocherà nell’economia della serie? Beh ragazzi…è un PREQUEL, e qui c’è da sbizzarrirsi tanto è il grasso che cola.
Il titolo originale sarebbe ” The wind throught the keyhole ” e alla Sperling& Kupfer lo hanno tradotto fedelmente in ” La leggenda del vento ” che ovviamente non c’entra una beata ceppa di minchia nulla con l’originale.
Ma questo è solo un inutile dettaglio. Massimo rispetto per lo zio King che, ricorderete bene, è stato in grado di ricavare un best-seller perfino dal film dei Simpson. E se non è classe questa…

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *