La Torre Nera – L’ultimo Cavaliere : Tutto quello che volevi sapere sul primo libro e sul film che ne verra’ tratto

TEMPO DI LETTURA: 10 minuti

la torre nera l'ultimo cavaliereDel senno di poi son piene le fosse. Sono arrivato alla saga de La Torre Nera facendo come hanno fatto il 90% degli estimatori della serie: leggendo il secondo volume, La Chiamata Dei Tre, e rimanendone immediatamente incatenato.
È anche vero che ho letto i libri de La Torre Nera quando ero in preda alla mia giovanile e selvaggia dipendenza Kinghiana. Avevo letto un sacco di roba dello Zio King e non potevo permettermi di farmi mancare proprio quella.
Capitemi corridori, a quei tempi sapevo esattamente quello che volevo da Stephen King. Volevo l’orrore. Volevo la fantascienza. Volevo le stranezze oscure che si annidano nei cuori della gente comune. Lui me ne dava sempre in abbondanza e Il ciclo della Torre sembrava perfetto per lo scopo.
L’ultimo Cavaliere era parte di una storia più lunga in corso di esecuzione, di più, ne era l’origine, e allora eccomi lì che lo leggevo incuriosito rimanendone puntualmente deluso. «Va bene», dissi, «Mimportasega. Non tutti i libri escono col buco». Ma non ero l’unico a pensarla così. Sembrava proprio che quel primo libro non fosse tra i più popolari dello Zio. Vatti a immaginare che dopo 35 anni ne avrebbero fatto un film e adesso mi tocca rileggermelo. A noi due Zio, torniamo nelle polverose Waste Lands. Dammi tutto il tuo ammore.

Chiariamo subito, per quelli che hanno letto tutta la serie c’è molto da apprezzare nel rileggersi l’inizio, anche perché nel corso di quegli OTTO libri dedicati alla Torre sono saltati fuori talmente tanti personaggi, luoghi, ed eventi (certe volte anche solo per caso) da far venire il mal di testa. Quindi, ecco, magari uno leggendo il primo volume riesce a rimettere la barra dritta e focalizzare un po’ di più riguardo a questo vastissimo universo.

Quelli che leggono un libro de La Torre Nera per la prima volta e iniziano proprio da questo, invece, potrebbero confrontarsi con un sacco di cose senza un reale senso se non quello di introdurre il lettore a un mondo, un linguaggio, degli usi e dei costumi in uno stile più adatto a un enorme manuale delle Giovani Marmotte per il Medio Mondo. Per questo motivo, spesso, viene suggerito ai neofiti di saltare questo libro, perché non c’è nulla nella trama che sia effettivamente necessario per iniziare il viaggio nella saga della Torre.

La torre nera - L'ultimo cavaliere

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì

 

Raccomandazioni iniziali

In primo luogo vorrei consigliare di leggere una copia dell’edizione 2003 o successive, non tanto perché siano migliori delle precedenti, io ho una copia del 1994, per dire, quanto perché sono state modificate e riviste dallo Zio in persona per adattarsi meglio a quanto narrato nel corso dei libri seguenti.
L’Ultimo Cavaliere ha infatti subito quel genere di trattamento che ha trasformato Guerre Stellari in Star Wars. Fino al 2003 era un certo tipo di libro intitolato, appunto, “L’ultimo Cavaliere”. Dopo, lo Zio King, al pari di quanto fatto dagli amici Lucas e Spielberg alle loro  pellicole più importanti, ha ritenuto opportuno revisionare il tutto, aggiungere tipo 35 pagine, modificare riferimenti e nomi, piazzare il prefisso “La Torre Nera Vol.1” al titolo originale che fa tanto franchise di successo.

Per i completisti auspico inoltre di procurarsi un bignami del poema di Robert Browning, “Childe Roland alla Torre Nera giunse“. È stato il principale dei 3 fattori che hanno ispirato King nella stesura di questa Magna opera. Si tratta di un poema composto da circa 34 Stanze di 6 versi ciascuna, e racconta la storia di un cavaliere durante la sua ricerca sfuggente della fantomatica Torre Nera. Una ricerca, ovviamente, guidata dal dovere e dall’ossessione.

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Come tutto è iniziato (per sfizio)

Ma cosa portò lo Zio King a scrivere le vicende di una torre nel lontano 1970? Sì, perché ufficialmente lo Zio ci dice che cominciò a pigiare i tasti della sua macchina da scrivere ben 12 anni prima che il primo libro del ciclo fosse rilasciato.
Beh, anche per quest’opera tutto si può ridurre all’espressione: per sfizio. Se trovate il termine un po’ desueto potete usare anche la parola capriccio, oppure, provare a fare qualcosa di diverso. Insomma, vedete un po’ voi. Fatto sta che quando gli venne la voglia di scrivere non c’era Ambrogio nelle vicinanze e la prima cosa che si trovò sotto mano fu una risma di carta…VERDE.

 

Successe che al tempo lo Zio frequentasse l’ultimo anno dell’università del Maine e stesse lavorando alla biblioteca universitaria. Come potete ben immaginare in biblioteca la carta viaggia veloce, e in quei tempi di assoluta carestia informatica, ancora di più. Diciamo pure che allo Zio rimase attaccata alle mani una strana risma di carta. Era verde, e per questo molto particolare. Tenete presente che vi sto parlando di cose accadute nel 1970, e a quei tempi non era come ora che si trova la carta di tutti i colori dell’arcobaleno. A quei tempi trovarsi per le mani una risma di carta colorata era un evento abbastanza insolito e bizzarro.

Insomma, succede che lo Zio si porta a casa questa risma e, da bravo scrittore come si ritrova, è ansioso di poterci scrivere qualcosa sopra. QUALSIASI cosa sopra. La voglia di “sverginare” quella risma è forte e lui si sente come un alcolista davanti a una bottiglia di whisky ancora sigillata. Ripensa allora a una poesia che gli era stata assegnata un paio d’anni prima, durante un corso dedicato ai poeti romantici. Nel tempo intercorso si era dimenticato TUTTE le altre poesie, ma quella in particolare, festosa e inesplicabile, gli era rimasta proprio impressa. Era “Childe Roland” di Robert Browning. Spesso, nei momenti di fancazzismo, aveva fantasticato di poter scrivere un romanzo capace di esprimere l’atmosfera, se non proprio lo spirito, della poesia di Browning. Il progetto, però, era sempre rimasto nel cassetto perché aveva mille altre cose da scrivere e da fare, ma in quel preciso momento, guarda caso, si sentiva discretamente libero dagli impegni e in più un’ancestrale coincidenza aveva fatto sì che i suoi tre compagni di stanza avessero tutti abbandonato gli studi e lui si ritrovasse solo come un cane nella squallida casetta che avevano affittato. La somma di questi 3 elementi: La risma + Childe Roland + il silenzio assoluto, determinarono l’avvio della storia de La Torre Nera.

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Struttura

L’ultimo Cavaliere è un libro curiosamente strutturato. Fondamentalmente è la storia di un pistolero, Roland di Gilead, che vuole uccidere un uomo vestito di nero e per questo motivo lo insegue ovunque vada, ma è composta da cinque parti distinte, ognuna delle quali riesce a mantenere il filo della storia principale (il pistolero che insegue l’uomo in nero) e raccontare una qualche forma di flashback della vita del protagonista. I personaggi che vengono introdotti sembrano sempre poter restare per un lungo periodo ma poi vengono puntualmente abbandonati, abbattuti o sacrificati affinchè Roland possa continuare il suo ossessivo inseguimento.
Questa composizione così frammentata è dettata dal fatto inequivocabile che lo Zio portasse avanti le vicende del pistolero a scappatempo, nei momenti di stanca durante la stesura di altri romanzi, oppure, per scaricarsi dopo la loro conclusione, o quando si sentiva particolarmente ispirato.
Per questo motivo le cinque parti di cui è composto il libro sono state tutte pubblicate precedentemente, in tempi anche parecchio distanti tra loro, sulla rivista “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”. Perché alla fine anche King stesso non è che ci credesse poi tanto nelle vicende di questo sgualcito pistolero. La considerava una storia strana, destinata ad un pubblico ristretto, non di facile fruizione come i suoi lavori precedenti. Un romanzo non da cestinare ma neanche da promuovere a pieno regime. Per questo motivo evitò di pubblicarlo con un grande editore e la prima edizione fu concepita quasi come un oggetto da collezione, stampata in “sole” diecimila copie ( oè, tenete conto che qui si parla di Stephen King negli anni ’80. Diecimila copie erano NIENTE per lui) di cui 500 autografate e senza prevedere eventuali ristampe o versioni economiche.

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Salutiamo il Re Rosso

 

Pubblicazione

Ciònondiméno l’ordine di pubblicazione dei racconti sulla rivista “The Magazine of Fantasy and Science Fiction” NON rispecchia il momento in cui lo Zio ebbe a finirli. Nell’appendice che scrisse sulla prima versione del libro, indicò chiaramente che le primi due parti, “Il cavaliere” e “La stazione di posta”, furono scritte sulla famosa risma di carta verde del 1970 per poi essere pubblicate rispettivamente solo nel 1978 e 1980.
Il terzo capitolo intitolato “L’oracolo e la montagna” lo scrisse durante un periodo di blocco creativo nella stesura del romanzo “Le notti di Salem”, risalente al 1975. Sulla rivista venne pubblicato solo nel marzo 1981.
Così come il quarto capitolo, “I lenti mutanti”. Lo scrisse dopo aver ultimato la stesura di “Shining” (1977) per poi divulgarlo nel luglio 1981.
Infine, la quinta e ultima parte, “Il cavaliere e l’uomo in nero”, fu scritta dopo aver terminato “L’ombra dello scorpione” (1978) e pubblicata solo a fine 1981.

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Manierismi

Mentre Roland di Gilead prende di peso il suo nome e lo scopo della sua missione dalla poesia di Browning, il personaggio de “l’uomo senza nome” interpretato da Clint Eastwood negli spaghetti western di Sergio Leone ne ha influenzato non poco l’aspetto e i manierismi. Il protagonista inventato dallo Zio strizza l’occhio più e più volte al Clintone pistolato, arrivando addirittura ad un’aperta dichiarazione nel corso del sesto libro della saga, “La canzone di Susannah”,  in cui un personaggio dice candidamente a Roland: «…come versione fantastica dell’uomo senza nome vai proprio bene.»

« Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi. »

« Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi. »

 

Giudizio

L’ultimo Cavaliere tutto sommato è un buon romanzo. È forse il più debole degli otto per quanto riguarda la fluidità della lettura a causa della sua rigida divisione in episodi, ma riesce nel suo intento primario di presentare Roland e la sua missione. Sì, certo, non scende nei particolari, ma rende l’idea. Dà di tutto un po’ in modo soddisfacente. I libri che seguono sono sicuramente molto più esplicativi e fruibili mentre questo spesso si dimostra un miscuglio di generi e stili un po’ ottuso, tipo quando si seguono le vicende dell’inseguimento di Roland in un’atmosfera tipica di un qualsiasi western, e quando ci sono i flashback nella sua terra di Gilead dove cambia brutalmente il tono in fantasy, ma per il resto, buona lettura stranieri. Lunghi giorni e piacevoli notti nel medio-mondo.

MEHL’inizio grossolano di qualcosa più grande di lui

 

IL FILM

Roland Deschain (Idris Elba) and Jake Chambers (Tom Taylor) in Columbia Pictures' THE DARK TOWER.

Roland Deschain (Idris Elba) and Jake Chambers (Tom Taylor) in Columbia Pictures’ THE DARK TOWER.

Per molti anni c’è stata una gran bagarre intorno all’adattamento cinematografico de La Torre Nera. A Hollywood è sempre stato visto come una potenziale gallina dalle uova d’oro tipo Harry Potter, con la possibilità di adattare tutti i libri in altrettanti film mettendo in moto un’imponente macchina del merchandising, ma, contemporaneamente, la vastità del ciclo, i suoi intrecci, la sua complessità nella concretizzazione su pellicola hanno sempre spaventato gli investitori e i registi che avrebbero dovuto realizzarlo.

A un certo punto degli anni duemila se ne interessò anche l’omino GeiGei ( J.J. Abrams) che con la sua Bad Robot ne acquistò i diritti per poi non utilizzarli e lasciarli scadere. Lo Zio King allora prese altri accordi con Ron Howard, il quale li comprò e propose a vari studi cinematografici un imponente piano che prevedeva l’adattamento dell’intero ciclo in tre film cinematografici più due serie televisive che avrebbero fatto da ponte tra un film e il successivo.

Jake Chambers (Tom Taylor) in his room in Columbia Pictures' THE DARK TOWER.

Jake Chambers (Tom Taylor) in his room in Columbia Pictures’ THE DARK TOWER.

Era il 2010, e quando lessero l’imponibile sul preventivo, sia la Universal che la MGM gli risero in faccia. Ron però non si scoraggiò. Taglia di qui, cuci di la, usa la carta monovelo e adopera i piattini di plastica, alla fine ridimensionò radicalmente il progetto riducendolo a quello attuale, ovvero, UN solo film per avviare la saga e, se andrà bene al botteghino, UNA sola serie televisiva a fare da ponte verso il film successivo, e alla via così, navigando a vista e facendo dipendere il futuro della serie dai risultati al box office e di share televisivo nell’immediato presente.

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Ed eccoci a questi giorni di fine agosto, con le riprese del suddetto film già avviate e l’uscita, salvo imprevisti, programmata nelle sale americane per il 17 febbraio 2017.

La prima grande novità che farà sicuramente storcere il naso ai puristi è che il protagonista, Roland Deschain, verrà interpretato da Idris Elba, attore di sicuro talento ma nero, anzi, come direbbe un nosto ex caro leader, innegabilmente abbronzato. Questa prima stonatura è abbastanza importante perché è noto al mondo che lo Zio avesse immaginato il suo personaggio come un maschio cucasico di corporatura media, capelli castano chiari, occhi azzurri, incensurato, rispondente al nome di Clint Eastwood. Tutte le pattuglie della zona convergano su di lui, prego.

La seconda grande novità è il regista, certo Nikolaj Arcel, il quale ha in curriculum buone cose alla scrittura ma mediocri alla regia.

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Da sinistra: il buono, il brutto, e il mediocre

La terza grande novità è il cattivo che non sarà interpretato da un attore qualunque ma bensì da Matthew McConaughey, ovvero quello che ha soffiato l’Oscar a Di Caprio l’anno di Wolf Of Wall Street. L’uomo in nero sarà lui e, sinceramente, non sarei riuscito a immaginarmelo meglio.

NEW YORK, NY - JUNE 30: Matthew McConaughey seen filming on June 30, 2016 in New York City. (Photo by BBD/GC Images)

NEW YORK, NY – JUNE 30: Matthew McConaughey seen filming on June 30, 2016 in New York City. (Photo by BBD/GC Images)

Da quello che sappiamo al momento, la trama del primo film NON si baserà fedelemente sulla trama del primo libro della saga. Il romanzo de L’ultimo Cavaliere fungerà da scheletro narrativo ma la sceneggiatura conterrà diversi fatti ed elementi estrapolati dai libri successivi. Di sicuro i protagonisti saranno Roland all’inseguimento dell’uomo in nero, e verrà presentato il personaggio di Jake Chambers che si unirà al pistolero e gli farà da buddy.

Allora? Cosa ne pensate? Potete dirmelo nei commenti, oppure lasciate perdere e pregate fortissimamente l’uomo-Gesù perché venga fuori un bel film.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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6 Responses

  1. Starfox Mulder ha detto:

    Penso che le potenzialità ci sono e che le probabilità manchino.
    Hollywood non fa che ribadire quanto preferisca non osare ed andare sul sicuro (mi devo ancora rifare da quella porcata di Suicide Squad che sulle carta poteva essere un interessante analisi della psicologia criminale) ed in un franchise come La Torre Nera il dramma è dietro l’angolo.
    Insomma, sono un fan di vecchissima data della saga kingiana ma l’ho vista rovinarsi negli ultimi libri proprio per la fretta dell’autore di chiuderla dopo una partenza in continuo crescendo, quindi l’idea di cambiare le carte in tavola in realtà può essere ottima se permette di “sistemare” cose come La Canzone di Susannah, ma può anche diventare il modo per rendere il tutto qualcosa di così diverso da non valere il paragone. Il primo film sicuramente avrà i miei soldi comunque, una volta ci casco sempre!

    • Simone Guidi ha detto:

      Sono pienamente d’accordo con te, Starfox. La nuova Hollywood tutto fa tranne che osare e percorrere nuova strade. Sarebbe veramente un grande spreco trovarsi a guardare un film della Torre Nera dove ci sono le esplosioni ogni tre per due, e il pistolero fa mosse ninja al rallentatore per sconfiggere i nemici, magari con Vin Diesel nel Ka-tet. Pensi a quello che hanno fatto a Ghostbusters e piangi. Vedi quello che hanno fatto con Suicide Squad e ripiangi. Avevi visto Batman vs Superman e ti eri disidratato. L’unica speranza è che Ron Howard, in quanto foraggiatore di grana, impedisca uno scempio troppo crudele. Che ci sarà uno scempio è sicuro, lo sai, no? Però Richie potrebbe rendercelo sopportabile.

  2. Silvia ha detto:

    Ciao,
    sono una fan di King, ma L’ultimo Cavaliere mi ha deluso parecchio… non sono neanche riuscita a finirlo da quanto è lento e dispersivo. Mi consigli di saltare al secondo volume della saga e magari riprendere il primo volume più in là? C’è speranza??

    • Simone Guidi ha detto:

      Guarda Silvia, io personalmente ho iniziato con la saga partendo da “La chiamata dei tre” in avanti. pensa che “L’ultimo Cavaliere” me lo sono andato a recuperare solo dopo che uscì “La sfera del buio” e anch’io, come te, rimasi un po’ così. La sua struttura, il passo, le atmosfere, sono molto distanti dal resto dei libri del ciclo. Si capisce subito che è un libro “improvvisato”. Personalmente ti posso dire che puoi tranquillamente rinunciarci perché non pregiudica la fruizione di tutti gli altri libri.
      Magari te lo vai a leggere quando hai finito tutto, che sei in crisi di astinenza e per fare la completista sei disposta a leggere la qualsiasi, basta che riguardi il multiverso della Torre Nerra. Io lo feci con i fumetti, e infatti ho tutto anche di quelli.
      Cmq sì, puoi rinunciarci tranquillamente.
      Grazie per il commento.

  3. Tommaso ha detto:

    Con l’uscita del film ho ripreso in mano gli amatissimi volumi della Torre Nera e in particolate l’ultimo cavaliere. Condivido in pieno quel che Simone ha scritto a riguardo(a momenti sembrava di aver ritrovato tutti i miei pensieri a riguardo nel suo articolo…se poi mettiamo che anch’io come lui ho iniziato dalla chiamata dei tre credo di poter affermare che il nostro percorso verso la Torre sia stato il medesimo). Comunque sia… volevo sapere se esiste un forum o un posto sul web dove poter parlare con Simone e altri fan della saga senza rischio spoiler per rispolverare insieme fatti, domande, giudizi e dubbi su questo fantastico mondo.

    • Simone Guidi ha detto:

      Ciao Tommaso, io sono un po’ uscito dal “giro” Kinghiano da un po’. Verso la fine del decennio scorso frequentavo un forum dedicato allo zio che adesso credo non esista neanche più, anzi, ti dirò, credo che si sia evoluto in quello che adesso è conosciuto come multiplayer.it. Che io sappia, al momento, il grosso punto di riferimento è stephenking.it. So che ha un forum collegato e un canale preferenziale con la sterling e Kupfner. Benvenuto nel Ka-tet

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