L’album BIANGO: Tutti all’inferno con gli onanisti, i comunisti e Gengis Khan

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L'album BianGo

L’album BianGo

Eccolo finalmente, l’ultimo album di Elio E Le Storie Tese. Uscito, comprato e ascoltato ossessivamente in queste ultime 24 ore, fin quasi a farmi sanguinare le recchie.
In generale c’era molta attesa per questo disco, complici anche le riuscitissime performance al Festival di San Remo che hanno funto da cassa di risonanza nazionale non da poco.
Adesso dico tranquillamente che il sangue dalle recchie non mi è uscito, e a furia di ascoltarlo posso esprimermi a riguardo con una certa scioltezza. Ebbene PER ME È SI! L’album Biango è un album BELLO. Non bellissimo, c’è stato di meglio, ma neanche mediocre. Semplicemente bello, gradevole all’ascolto, e che strizza l’occhio a tutto quello che hanno fatto gli Elii negli album precedenti.

Notare la posa del cantante

Notare la posa del cantante

Io che gli Elii li ho seguiti abbastanza, posso dirvi che la qualità dei loro album in studio segue la funzione matematica della SINUSOIDE. Uno viene bene e uno viene meno bene, un po’ come dice mio padre quando parla di mio fratello e me. Cinque anni fa, nel 2008, “Studentessi”, se pure meritevole di voler esprimere una ricerca di nuove sonorità da parte del gruppo, mi era sembrato un po’ deboluccio e, tolto “Parco Sempione” e qualcosina d’altro, non mi aveva impressionato.

Però va anche detto che prima di “Studentessi” c’era stato quella meraviglia incommensurabile di “Cicciput”(2003) che, con il suo “Shpalman” e molti altri gioiellini, aveva rappresentato una specie di rinascita del gruppo ai vecchi fasti dopo il deludente “Craccracricreccre” del 1998.

Quindi, come vedete, uno viene bene e uno viene meno bene. Quest’anno doveva toccare a quello venuto bene e i pronostici sono stati rispettati.
Non bisogna mai dimenticare poi che l’allegro gruppetto non era mai scomparso dal radar del grande pubblico generalista dato che, dal 2008 in avanti, le loro apparizioni mediatiche si sono moltiplicate esponenzialmente, SBOLOGNANDOLI alla massa e facendoli passare da gruppo di nicchia composto da musicisti che fanno gli SCEMI a gruppo quasi nazional-popolare composto da professionisti ECCENTRICI.
Ma andiamo a parlare di questo nuovo lavoro e del fatto che sia BELLO. A parte “Dannati Forever“, “La Canzone Mononota” e “Il complesso del primo Maggio” che erano già state ampiamente diffuse e ascoltate prima dell’uscita ufficiale dell’album e che ne rappresentano il CORE commercial-orecchiabile, molti altri pezzi non sfigurano assolutamente.
In ordine di ascolto è da citare “Il ritmo della sala prove” che racconta la genesi di un gruppo musicale, del come si forma e, soprattutto, le tipiche problematiche che si verificano tra i componenti, una su tutte la regolazione dei volumi. Per chi, come me, ha alle spalle l’esperienza musicale devastante del classico gruppetto di amici che aveva il solo scopo di andare a suonare nei pubbettini e rimorchiare le ragazze, questo pezzo rappresenta un vero e proprio tuffo in un remoto passato ormai dimenticato, costellato da molti momenti LOL, ma anche altrettanti momenti OHIOHI.
Notevoli sono anche l’accoppiata “Enlarge your penis” e “Lettere dal www“. Canzoni che denunciano quel fastidioso e pericoloso fenomeno che è lo spam. Perchè quando una ragazza ucraina spedisce una richiesta di aiuto, una mano elettronica non gliela nega nessuno.
Una serata tra amici” consiglia di essere sempre presenti nel vostro gruppo di amicizie come antidoto contro le malelingue. Perchè si sa che alla fine si finisce sempre per parlare male di quelli che non ci sono.
Amore amorissimo” è un sentito omaggio a Domenico Modugno suonato in versione DANCE.
Il tutor di Nerone” è invece una delle canzoni più belle dell’album, dedicata a tutti quei cagacazzi disturbatori che riescono sempre a infastidirti nei momenti meno opportuni. Una canzone quindi esclusivamente indirizzata ai liberi professionisti, astenersi perditempo, impiegati statali e sondaggisti.
Insomma, le tracce totali sono ben 15 più una ghost-track della “canzone mononota” cantata a cappella da Elio, con un testo esteso rispetto alla versione sentita a San Remo. Fino ad ora ho elencato solo quelle che mi hanno impressionato di più ma ciò non vuol dire che le restanti siano di scarsa qualità.
Sempre nell’ambito della famigerata strizzatina d’occhio alle produzioni precedenti, anche in questo album, tra un pezzo e l’altro, sono inseriti degli esilaranti siparietti. In uno di questi troviamo Carmelo, il ragazzo meridionale che nell’album “Studentessi” esternava prepotentemente la sua sessualità, che telefona nuovamente a Maria de Filippi per chiederle un’ospitata al suo show. Ovviamente la telefonata e a dir poco surreale e assume una certa connotazione alla SQUALLOR, molto “Pierpaolesca”.

P.S.
Ci sono GLI AREA ospiti! E solo questo fa guadagnare diecimila punti carisma all’intero album.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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