L’armata delle tenebre: Io, Maurizio e il cinema da combattimento

La-casa-3-larmata-delle-tenebreIo e Maurizio ci conosciamo dai tempi della scuola, da quando, cioè, il fine ultimo della nostra esistenza sulla terra era imbarcare una figa. L’unico nostro vero problema era che frequentavamo l’Istituto Tecnico ed eravamo sempre in cronica carenza di materia prima. Roba tipo 368 maschi contro 4 femmine, e quelle eroiche 4, quando non erano già state opzionate da qualcuno, potevano essere esposte in una galleria come capolavori d’arte moderna.
Io e Maurizio abbiamo anche militato nella stessa scandalosa squadra di calcetto nel torneo interclasse. Quando lui si lanciava nelle sue mitiche progressioni sulla fascia sembrava un nigeriano che scappava dai vigili dopo aver buttato il borsone. Io, invece, mi installavo al centro della difesa e di lì non mi muovevo più. A fine partita, amche i piccioni mi avevano fatto la cacca addosso.

Io e Maurizio non ci siamo mai persi di vista. Ci siamo sposati (non tra di noi), abbiamo avuto dei figli, ci siamo inquadrati come meglio ci è stato possibile. Cerchiamo entrambi di tenere un contegno, una parvenza di serietà, (POFFARE siamo padri di famiglia ormai!) Una cosa sola ci è rimasta da coltivare: la passione per i film caciaroni.
Ci piace ritrovarci per vedere quei film fracassoni e vintage che ci hanno fatto entusiasmare in gioventù, oppure, quelli tamarrissimi che dovrebbero far entusiasmare i giovani di adesso. In onore a siti come I 400 Calci abbiamo quindi istituito la serata del CINEMA DA COMBATTIMENTO. Una serata per ricordare, rimpiangere, commiserarsi, e sparlare. La settimana scorsa è toccato a L’ARMATA DELLE TENEBRE.

Il miglior modo di presentarsi all’ingresso del catasto

Va bene, sì, lo ammetto. A rivederlo adesso L’ARMATA DELLE TENEBRE accusa il colpo in maniera indecente. I mascheroni di gomma dura, gli scheletrini in stop-motion, i pupazzi meccanici a go-go. Però, al tempo, e si parla di 20 anni fa nel 1993, fece la sua porca figura e adescò al cinema un esercito di ragazzetti nerd che si aspettavano lo splatter e invece si ritrovarono una fantacommedia-horror.
Sì, perché di questo si trattava: ADESCAMENTO. Il film uscì nelle sale come terzo e legittimo capitolo del ciclo de LA CASA/EVIL DEAD, che qui da noi aveva guadagnato tanti, ma tanti paperdollari. Che poi su questa cosa dei film de LA CASA ci tornerò con un altro post, (aspè che mi faccio il nodo al fazzoletto).  Quindi, visto che nei primi due capitoli il sangue scorreva a secchiellate e i demoni svolazzavano a stormi, uno si aspettava di trovare più o meno le stesse cose.

E INVECE NO.

Il buon Sam Raimi spiazzò tutti con questa pellicola BruceCampbell-centrica, molto più fantasy che orririfica. Questo non significa che sia brutta, intendiamoci. C’è la scena del mulino a vento maledetto che funziona ancora alla grandissima, così come molti altri momenti del film che ancora portano il GOREGASMATRON a fondo scala. Diciamo pure che nella sua interezza adesso è pressoché impresentabile, ma a piccole dosi L’ARMATA DELLE TENEBRE spacca ancora di brutto. Eccovi le vostre dosi, ve le ho tagliate:

1) L'INIZIO

Il mio nome è Ash, e sono uno schiavo

Il mio nome è Ash, e sono uno schiavo

Il modo più facile ed economico per precipitare lo spettatore dentro la trama del film. Alla fine non ci vuole tanto, solo un Bruce Campbell incatenato alla mercee di tipacci medievaleggianti. 

2) IL BASTONE DI TUONO

No. Non è quello che pensate voi. Ma sarebbe carino poterlo chiamare così.

3) KLAATU BARADA NIKTO

In questa scena dei tre libri abbiamo il personaggio di Ash Williams elevato all’ennesima potenza. Un viziato, arrogante e inconcludente anti-eroe che si dimostra cialtrone una volta di più. E io lo amo proprio per questo! Si dimentica anche le parole magiche che gli avrebbero permesso di vincere il male e tornarsene nel suo tempo. Le stesse parole magiche, per altro, citate da un classico della fantascienza come “Ultimatum alla terra”

4) FINALE

Il ritorno a casa di Ash è una boccata d’aria fresca che ribadisce una volta ancora la dimensione fumettistica degli eventi. Non importa il fatto che nessuno dei colleghi sembri essere colpito dalla sua mano d’acciaio. Ash finalmente ha la possibilità di dimostrare il suo valore giocando in casa, uccidendo un’indemoniata particolarmente acrobatica e accattandosi una nuova ragazza. Cosa volete di più? Un Lucano?

Dalla visione del film, lo spettatore brufoloso medio del 1993 traeva le seguenti conclusioni:

  1. Non tutti i problemi seri richiedono una soluzione seria. Ash non perde mai il suo humor per tutta la durata del film, anche di fronte a morte certa.
  2. Le doppiette sparano all’infinito senza bisogno di essere ricaricate.
  3. Se perdi un arto te ne puoi ricostruire benissimo un altro con quello che trovi in una stalla.
  4. Una buona motosega si aggancia perfettamente al tuo moncherino.

Originariamente era stato pensato un finale ben diverso da quello utilizzato nel taglio finale del film, ma venne scartato perché ritenuto troppo cupo e poco in linea con il carattere del protagonista. Vedete voi se ne valeva la pena:

Ovviamente, in America Ash ha una vita parallela nel media che gli si addice di più, ovvero IL FUMETTO. Eccolo che salva OBAMA in una recente uscita.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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