Last Resort e i millemila eredi di Lost

TEMPO DI LETTURA: 4 minuti

L’ultima risorsa

LAST RESORT è l’erede di Lost…E Stamaccioni è l’erede di Mourinho.
Perdonerete la mia diffidenza che, tengo a precisare, non ha alcun fondamento calcistico, ma seguo il mondo dei serial televisivi da abbastanza tempo da poter dire che, fino ad ora, gli eredi di Lost sono tutti uguali:  tutti cancellati dal palinsesto per bassi ascolti.
Ma partiamo dall’inizio, proprio da Lost, quel mitico telefilm dove un gruppo di personaggi cool e incredibilmente assortiti veniva inscatolato in un jet di linea e scaraventato in malo modo su un’isola misteriosa dove succedevano cose ai confini della realtà. È stata senza dubbio la serie più originale mai comparsa by television fino ad oggi, non mancava niente per tenere il tizio qualunque (tipo io) calamitato davanti allo schermo con un grosso pacco di pop-corn. C’era il paralitico che tornava a camminare e diventava un cazzuto condottiero. C’era il discreto dottore che condottiero provava ad esserlo ma si faceva un sacco di fisime. C’erano FIGHE belle ragazze, un sacco di belle ragazze, magari morivano alla spicciola ma c’erano. C’era il mostro di fumo, il piedone di marmo, il cicciobomba che dava i numeri, e un capellone hippy in fondo a una botola che doveva premere il tasto INVIO di un Apple II ogni 108 minuti sennò il mondo finiva.

4-8-15-16-23-42 sulla ruota di Bari

Figo. Davvero figo.
Poi è iniziata la terza stagione, tutto è caduto nello scarico del water, qualcuno ha tirato l’acqua e ha continuato a tirarla per le quattro stagioni successive, fino al finale più MARIUOLO e INSULSO della storia della televisione che ha lasciato tutti gli spettatori perplessi solo sul tipo di arma da usare per uccidere gli sceneggiatori.
Lost era finito. Viva Lost! L’isola se n’era andata con tutti i suoi protagonisti e CON TUTTI I SUOI ALTISSIMI INDICI DI ASCOLTO.
Tra le emittenti americane cominciò una corsa sfrenata per accaparrarsi il dopo-Lost, con i suoi spazi pubblicitari e il suo numerosissimo pubblico. Dopo la sua dipartita, però, Lost aveva lasciato una sola cosa agli sceneggiatori americani: un DOGMA. « Se vuoi fare un serial di successo, raduna tutte le idee possibili e scaraventale contro il muro. Quelle che rimangono attaccate possono essere portate avanti, Quelle che non fanno presa e decadono, abbandonate»
Credevano di aver scoperto il segreto, che sarebbe stato facile. Poveri illusi.
Ed ecco che arrivò FLASHFORWARD, il primo erede. L’idea era buona, basata su un ottimo romanzo di fantascienza “Avanti nel tempo” di R.J.Sawyer. Teoricamente le carte in regola sembrava avercele tutte.

Svenne per 2 minuti e 17 secondi. Era un’ischemia.

Purtroppo la teoria si infranse contro la pratica, e gli spettatori, dopo che assistettero all’apertura dell’ennesima sottotrama che non c’entrava un beneamato con la storia (quella del dramma interiore del lattaio che uccideva involontariamente il proprio pechinese, BUBI, mentre faceva retromarcia col furgoncino) spensero l’interruttore.
Risultato: 1 stagione di 22 episodi e tanti cari saluti al lattaio.
Ma ecco all’orizzonte che già spuntava THE EVENT (l’evento) , il secondo erede. Su di lui dissero un gran bene. Dissero che la storia era una bomba e avrebbe coinvolto tutti, peccato che nessuno la capì, neppure i suoi sceneggiatori. Anche in questo caso, dopo l’apertura dell’ennesima narrazione dall’ennesimo punto di vista dell’ennesimo protagonista insulso, l’unico evento sarebbe stato conservare gli spettatori.
Risultato: 1 stagione di 22 episodi e ciao.
Non paghi e sicuri della propria vittoria, i creativi televisivi ci regalarono THE RIVER, il terzo erede. Qui si scelse di scommettere sull’horror che una buona strizza ai bassifondi fa sempre audience. Il regista di Paranormal Activity aveva ideato e prodotto il tutto. UNA GARANZIA! Pensarono negli studios.

Ho un’idea. DIVIDIAMOCI!

E invece l’unica cosa garantita nella ricerca del dottor Emmet Cole era l’idiozia dei suoi cercatori e l’urgente necessità di sospendere l’incredulità ad un cappio scorsoio a 50 metri di altezza, morta-mortissima, per riuscire ad accettare le trame.
Risultato: 1 stagione di 8 episodi, anche troppi, e in Amazzonia non ci si torna più perché c’è umido e le zanzare hanno troppa fame.

Ma all’elenco degli eredi potremmo aggiungere anche ALCATRAZ e TERRANOVA, quest’ultimo talmente IGNOBILE da non volergli dedicare neanche una paro…
Adesso è il turno di LAST RESORT.
Serial televisivo militare, fatto in maniera impeccabile e molto, molto AmeRRiGano oh yeah. Pieno zeppo di esaltazione patriottica e alti ideali del comando.
La storia è originale: un sottomarino atomico ultra-moderno che viene tirato in mezzo a una cospirazione internazionale al fine di far scoppiare una guerra col Pakistan. I nostri submariners mangiano la foglia e col piffero che stanno al gioco. Con il loro armamentario prendono possesso di un’isoletta tropicale, la dichiarano stato indipendente e chiunque si prova ad avvicinarsi lo nuclearizzano. Il tutto all’insegna del motto: « Loro ci sparano addosso? E allora noi gli spariamo di più! »
Con tanto di un Robert “T1000” Patrick che ha perennemente l’espressione di uno che va a prendere la macchina e trova una multa sotto il tergicristallo.

68 Euro gettati alle ortiche

Figo! Molto figo anche lui.
C’è solo da vedere se una storia come questa potrà reggere sulla durata e superare lo scoglio della prima stagione.
In caso contrario il prossimo erede già si intravede all’orizzonte.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...