Le 5 cose che mi turbano del Carnevale di Viareggio 2013

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Carnevale di Viareggio 2013

Carnevale di Viareggio 2013

Io ho sempre avuto un rapporto contrastante con la mia città natale. Ci sono stati momenti, nel corso della mia vita, in cui l’ho adorata dal profondo del cuore, mentre in altre fasi l’avrei volentieri rasa al suolo con la forza devastante di un’esplosione atomica.
Chiariamoci. Viareggio è una bella città, il problema è che ci sono i viareggini. Questi animali da festa socialmente disadattati che riescono a vivere di espedienti nonostante abitino in una città posta in una posizione geograficamente unica, con le Alpi Apuane alle spalle e un’immensa costa sabbiosa di fronte. Con ben 2 grandi pinete all’interno del perimetro municipale, di cui una addirittura parco naturale. Con un sacco di eventi turisticamente notevoli che nel corso dei decenni si sono lasciati scippare senza curarsene troppo e la loro tipica filosofia del “M’importaunasegaame” mentre la nave affonda.
Eh si. Io ho un rapporto contrastante con la mia città e i suoi abitanti, ma nonostante tutto non riesco a non volerle bene. Non riesco a non tentare di riappropriarmi della mia identità culturale sempre messa in discussione.  E allora ecco che quando arriva il Carnevale rinasco a nuova vita, mi metto addosso uno dei millemila costumi che conservo ancora dalla mia militanza quinquennale sul carro del Breschi, e mi tuffo nella bolgia a fare il coglione con il sorriso sulle labbra.
E come ogni anno mi trovo di fronte a scene che mi turbano profondamente e mi spingono a pormi il solito vecchio interrogativo: PERCHÈ?
Ma andiamo a cominciare che è meglio:

1) Vestirsi con i colori della propria squadra del cuore e da militari

Un giovane fan dell'unica squadra in libertà vigilata della storia del calcio

Un giovane fan dell’unica squadra in libertà vigilata della storia del calcio

Qualcuno mi spieghi qual’è il significato carnevalesco del vestirsi da JUVENTINO o da MILANISTA, piuttosto che da INTERISTA. Cosa c’è di buffo in questo? Che scopo ha spendere una barca di euri per comprarsi la tutina in acetato originale del Milan, la maglietta ufficiale dell’Inter,  per poi venire al corso e farsela imbrattare di schiuma spry? Sorvoliamo poi su quelli che si vestono da militare. È divertentissimo sapere che ‘sta gente si maschera da killer per contribuire alla tua allegria.

 2) I SOSIA DI CORONA

Più lo guardi e più ti convinci che NON si sia mascherato

Più lo guardi e più ti convinci che NON si sia mascherato

Spuntano fuori quando meno te lo aspetti, con gli occhiali scuri a goccia e la crocchia tipo nonna Abelarda. L’abbronzatura è impeccabile e il tatuaggio d’ordinanza. Sei veramente sicuro che il suo sia un travestimento? Assolutamente NO.

3) I MORTALI COSTUMI IN PELUCHE

Più che un costume, una tuta da lavoro

Più che un costume, una tuta da lavoro

Io capisco l’arte povera, la tradizione, la necessità di unire l’utile al dilettevole. Capisco anche che in certe occasioni serva un vestito “da distruzione” sul quale poter vomitare con serenità senza preoccuparsi tanto. PERO’ BASTA! Possibile che il viareggino vero non riesca ad andare oltre? Va bene al rione, ma al corso sei un filino triste.

4) Le donne che fanno le maiale

Quando si dice un brillante futuro alle spalle

Suor Benedetta si è mascherata per il corso

Questo è un fenomeno generalizzato, che parte dalle ragazzine delle medie e spazia fino a coinvolgere le tardone più inguardabili. Perchè una donna si deve travestire da maiala? È un modo per fare coming-out tipo al gay pride? Signore, che vi devo dire? Non aspettate Carnevale, vi potete divertire anche tutto il resto dell’anno.

5) I vigili urbani che non fanno un cazzo più del solito

In 5 a sorvegliare 2 transenne. Le transenne hanno un certo valore. Bisogna tenerle d'occhio sennò le rubano.

In 5 a sorvegliare 2 transenne. Le transenne hanno un certo valore. Bisogna tenerle d’occhio sennò le rubano.

Durante il periodo carnevalesco hanno l’opportunità di pascolare in branchi e non se lo lasciano certo sfuggire. Eccoli riuniti intorno a un simbolo del loro lavoro, LA TRANSENNA. Presto ne arriveranno altre e a quel punto bisognerà sorvegliarne la riproduzione.

BONUS HIT – IL RAFFANTI

Con quella faccia un po' così. Quell'espressione un po' così che abbiamo noi prima di andare a Genova...

Con quella faccia un po’ così. Quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare a Genova…

No. Lui ha il solo demerito di essere inquietante ma io gli voglio bene lo stesso 🙂

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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