Le Nebbie di Silvio Dona’: Gli stronzissimi vecchietti sono lontani anni luce

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Avevo già parlato di Silvio Donà a queste coordinate. Il suo secondo libro “Luisa ha le tette grosse” era stato per me una rivelazione e aveva fatto guadagnare all’autore la mia stima personale oltre al bollino blu “chiquita” che ne certificava la qualità dell’opera su questo blog.
Mi sembrava più che doveroso inoltrarmi anche nella lettura del suo terzo romanzo, “Nebbie”, che tra l’altro mi sono scaricato dall’ibook store per una cifra veramente irrisoria, e promuove il Donà per quanto riguarda la capacità di sapersi vendere. Cioè…voglio dire… Non è che Silvio Donà faccia il marchettaro, ovviamente, ma un bel libro a un prezzo stracciato fa sempre piacere averlo, giusto? Giusto.


Dopo il precedente libro ero già convinto delle sue ottime qualità letterarie, la sua padronanza lessicale, la sua sapiente capacità di barcamenarsi tra umorismo e dramma (questa frase fa molto Diprè ma nel mio caso la penso davvero), il mezzo sorriso sulla tragedia.
Con “Nebbie” l’autore ha fatto un ulteriore passo avanti, mettendosi alla prova in un opera profonda e viscerale che a tratti assume la forma di un vero e proprio trattato di psicologia ma, ovviamente, non altrattanto barboso. Non so come abbia deciso di scrivere questa storia in gran parte basata sulle rimembranze del passato e i legami di famiglia, ma il risultato dimostra che Donà sa essere un autore completo e versatile sotto tutti i punti di vista. Quindi, dopo aver finito di leggere il libro, dico al Donà: «E Bbravo Guaglione, Bbravo.»

Calma gente. Il Donà è un bravo ragazzo

La trama in breve è abbastanza semplice e lineare: A causa della dipartita del nonno, Elena, emigrata nel sud Italia, torna al suo paese natale nella provincia veneta per prendere parte alle esequie funebri. Una fitta nebbia la accoglie alla stazione e la accompagna per tutta la storia, assumendo una duplice valenza: Una  nebbia del tempo attraverso la quale scorgere volti e ricordi della sua infanzia ormai dimenticata, e una nebbia del raziocinio, che  nasconde ai suoi occhi drammatiche realtà e un fratello rifiutato perchè ritenuto responsabile di torti inconfessabili.
Avvolgendo la protagonista come in un bozzolo, la nebbia la porterà a riflettere e maturare nuove consapevolezze sulla sua famiglia e gli eventi che hanno traumatizzato la sua giovinezza, e dopo un percorso introspettivo mica da ridere, la farà ascendere a una nuova vita, rigenerata come una farfalla.
Silvio Donà, a mio parere, è veramente un bravo scrittore, la FORZA scorre vigorosa sulla sua tastiera. Con questo libro ha dimostrato in pieno le sue capacità. Niente battute, niente leggerezze a questa tornata. Solo unicamente un bel libro che fa riflettere.

Cliccate QUI se volete gustarvi un’anteprima.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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