Mario Brega: L’anno inizia con uno dei tuoi eroi personali

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A zoccolè, io so' comunista così|

A zoccolè, io so’ comunista così

Un feticcio del trash all’italiana, il coatto genuino tutto d’un pezzo che si auto-riassume nella sua celeberrima battuta “Signò, stà mano po’ esse fero come po’ essè piuma”.
L’uomo che ha insegnato l’arte di sclerare con signorilità, regalando agli spettatori la famigerata piazzata dopo essere stato accusato di essere un fascio nel film “Un sacco bello”.
Un uomo sempre ai margini ma decisivo per risolvere situazioni impossibili. Questo era Mario Brega: dramma e realismo a braccetto.
Perché quando in un noto ristorante romano, insoddisfatto del servizio, Mario si alzò in piedi gridando “Aho! Volemo magnà…VOLEMO MAGNAAA’!”, non c’era nessun regista a dare il ciak.

Mario Brega Nasce a Roma nel 1923 e vi muore nel 1994 all’età di 71 anni. Iniziò la sua carriera cinematografica recitando piccole parti in piccoli film. La sue prime apparizioni di rilievo furono dovute a Sergio Leone che lo volle nei panni del cattivo in molti suoi spaghetti western, ma fu Carlo Verdone a regalargli la notorietà sul grande schermo, proprio grazie a un incontro fortuito a casa di Leone.
Il giovane Verdone gli cucì addosso il ruolo di coatto comunista nel film “Un sacco bello”, per il quale diventò celebre tra il grande pubblico. E ancora adesso il regista giura che la battuta del “comunista così” sia stata tutta un’improvvisata di Brega.

Proprio per questi suoi ruoli nei film “Bianco, rosso e Verdone”,”Un sacco bello” e “Borotalco”, Brega divenne una specie di simbolo del coatto che vive come tale senza il minimo rimpianto, genuino come una fetta di mortadella. Un uomo deciso e incazzoso che però all’occorrenza sa essere docile come un agnellino. Memorabile la sua lite sul set con l’attore americano Gordon Scott, poi successivamente ripresa sotto forma di gag nel film “Borotalco” di Verdone.

A Roma Mario è una specie di leggenda, e proprio per questo Er Piotta, noto rapper romanesco, lo citatò in un suo tormentone estivo, consegnandolo di fatto alla storia iconografica del trash.

Ciao Mario, ti penso sempre, Anche perchè ovunque vada sono circondato dai tuoi compaesani.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.