Ho misurato la temperatura a mia moglie e aveva la febbre: La recensione ritardata di Capitan America – Il soldato d’inverno

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2nibmom«Voglio andare a vedere Capitan America»

Questa frase ormai non la pronunciamo più noi, placidi maschietti di una certa età con il pallino per i film fantaBUM e le scazzottate tra gente talmente grossa che grazie a loro hanno inventato gli schermi IMAX.
Questa frase ormai la pronunciano le nostre mogli, e ce lo dicono con l’occhio bovino e la goccia di sudore sulla tempia.
È forse un segno dei tempi? La MARVEL è riuscita ad appassionare il genere femminile offrendo finalmente un prodotto compatibile con le loro esigenze? Con la giusta dose di azione, ma non troppa. La giusta dose di violenza, ma non troppa. La giusta dose di effetti speciali e buoni sentimenti, ma non troppi?  ASSOLUTAMENTE NO.
La Marvel ha vinto con il genere femminile quando ha deciso di donargli quello che più desiderano dalla vita. Uomini muscolosi in costume che si menano forte, intenti a spararsi e rotolarsi avvinghiati nel fango e sul cemento, spesso e volentieri al rallentatore.
Ma andiamo a vederci questo film che tutto sommato merita.

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Premessa: A me questo film è piacuto parecchio quindi cercherò di trasmettere le mie impressioni senza spoilerare alcunchè. Tranquilli boys, vi lascio la sorpresa di gustarvelo.

La Marvel ha capito tutto quello che c’era da capire per fare credere a tutti che dei tizi vestiti da carnevale possano realmente esistere nella vita reale. È riuscita a trascinare tutti al cinema e intrattenerli per più di 2 ore, facendoli tornare a casa felici e contenti di aver pagato il biglietto. È riuscita, inoltre, a portare in sale battaglioni di donne, di solito ostiche ai soggetti supereroistici, facendole sospirare di fronte a inquadrature tatticamente piazzate sulle chiappe sode dei protagonisti maschili.
Ora come ora, la Marvel alle donne dona tutto.
Gli dà il manzo selvatico uscito da una favola come THOR. L’adorabile efebico stronzo come LOKI. Il miliardario mascalzone dal cuore d’oro come IRON MAN, e il patatone sbarbato e malinconico come questo CAPITAN AMERICA.
Insomma, altro che riflessioni profonde, senso della vita e catarsi per risorgere. Nei film Marvel ci si diverte di brutto e il concetto è pienamente riassunto in questa vignetta di Leo Ortolani:

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Vorrei elencarvi innanzitutto i problemi che ho trovato in questo sequel di “Capitan America – Il primo vendicatore”, ma non ne ho trovati molti a parte in una delle scene finali, quando ci sono questi Helicarrier che si scontrano nel cielo e accade una cosa alla FAST AND FURIOUS 6 che neanche quel mattone sagomato di Vin Diesel sarebbe riuscito a farla. Giuro. Per un buon 3-4 secondi mi è venuta la ridarella idiota come dopo aver fumato una canna. Che puttanata signori, che puttanata…Ma soprassediamo. Stiamo pur parlando di blockbuster milionari dove c’è uno che tira lo scudo in faccia ad altra gente e poi gli ritorna, giusto? Ecchekatz. Un minimo di rispetto, allora.
Per il resto, grossi buchi non ne ho trovati, forse perché il film mi stava trascinando con sé in mezzo a tutti quei BUM-BADABUM-BAMBAM. In ogni caso è un buon segno.

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Toni piuttosto cupi a questa tornata, signori miei. Nel film ritroviamo il Capitano in piena crisi esistenziale, incapace di adattarsi ai nostri tempi. Lui, eroe dall’anima pura e abituato a dividere il mondo in 2 categorie soltanto: buoni e cattivi, si scontra con la realtà di un’epoca fatta di compromessi, doppiogiochismi e voltagabbana. Abbiamo quindi un’ambientazione molto più urbana, dove gli ambienti chiusi, le scrivanie e gli uffici dello S.H.I.E.L.D. risultano predominanti rispetto agli ampi e vari paesaggi rurali del film precedente.
Inoltre, trame e sotto trame si intersecano per arrivare ad una quadratura definitiva solo verso il finale della pellicola. Anche questo è un altro buon segno che avvicina un po’ di più la storia di questo film a, tanto per fare un paragone da eretico, “I 3 giorni del Condor”.

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Non vorrai mica rubarmi tutte le inquadrature vero?

Poi c’è Scarlett Johansson che fa la VEDOVA NERA, e che finalmente esce dall’ombra ricoprendo un ruolo di vera e propria comprimaria. La coppia Cap-Black Widow fa faville per quasi tutto il film e in certi momenti sembra anche che possa succedere qualcosa di più, ma le labbra tumide di lei si scontrano con lo sguardo bracco e avvilito di lui e così la poesia muore d’infarto lì su due piedi.
Scarlett, dal canto suo, con quei suoi occhi da cerbiatta e le movenze feline di una che seduce, uccide, scopa e mena…Beh, fa egregiamente la sua parte per il pubblico etero, ma anche agli altri fa traballare l’omosessualità.
Che poi sinceramente ho perso il conto di quante volte le inquadravano il culo… Ero francamente imbarazzato (di aver perso il conto, ovviamente). Queste cose nel primo film non c’erano. A un certo punto le donne si levavano dai maroni e gli uomini cominciavano a menarsene di santa ragione, e invece qui c’è questo culo che si intromette quando meno te lo aspetti. Mah?

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basta culi, adesso serietà

La vera goduria del film, e su questo non ci piove, sta nei combattimenti sempre molto d’impatto e spericolati, anche se alle volte si inciampa nella tipica scazzottata in cui non si capisce cosa succede alla Michael Bay, per intenderci. Il soldato d’Inverno si dimostra da subito un osso veramente duro e non è detto che la questione tra lui e Cap si possa risolvere senza che quest’ultimo perda qualche dente.
Detto questo, mi sembra giusto che lo andiate a vedere. Un’ultima cosa: dopo i bei titoli di coda dal sapore retrò, ricordate di rimanere seduti. Nick Fury si becca la più bella citazione artistica di sempre.
Hail Hydra!

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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