Lupin III – Il castello di Cagliostro: Lupin in salsa Miyazaki e il lasergioco riciclone

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Il-castello-di-cagliostro-blu-rayEoni fa esisteva una programmazione televisiva variegata e coloratissima, estremamente spregiudicata e spesso improvvisata.
Eoni fa ci invasero i nippo. Si installarono nel salotto di casa di ogni singolo ragazzinVS italicVS con varie qualità di cartoni animati che al tempo erano semplicemente “cartoni animati” e basta, e quando dopo ci spiegarono che si chiamavano “anime”, lì per lì pensammo che ci stessero prendendo per il culo.
Eoni fa dicevo, su Tele Ramarro, o roba così, ci davano il cartone animato del robottone condito da mezza tonnellata di pubblicità dello stesso robottone, così poi uscivamo in strada (ché al tempo non rischiavamo neanche di essere stirati dalle macchine) e facevamo a gara con gli amichetti a chi ce l’aveva più grosso… il robottone, ovviamente.
Detto questo, è facile capire perché le persone della nostra generazione e dintorni soffrano delle medesime turbe. Noi che siamo cresciuti all’ombra di Goldrake e Jeeg abbiamo quello sguardo un po’ così, disilluso, come quelli che andarono a comprarsi i “Grisbì” perché si aspettavano di vederli colare cioccolata come nella pubblicità, e dopo il primo morso capirono che la vita era ingiusta e poteva essere anche uno stucchevole, zuccheroso antro di tenebra.
Molti di noi però neanche sanno che tanti cartoni che ci sono piaciuti sono stati curati dalla stessa divina mano. Anime come “Lupin III”, “Heidi” e “Conan” godono del suo sacro tocco.
Facciamo così: vi confido in un orecchio il suo nome e poi corro a farmi una bicchierino di Sakè. Il padre delle vostre turbe si chiama…HAYAO MIYAZAKI!

giappgue

Giapponeserie

Dice: ma chi è Hayao Miyazaki?
No, dai. Sul serio non lo sapete? Miyazaki è uno dei più grandi animatori giapponesi, autore di ennemila capolavori e incommensurabile narratore di fiabe meravigliose in grado di rivaleggiare in qualità con quelle dell’impero del male (la Disney). Che poi l’impero si sia opzionato i diritti per la distribuzione MONDIALE di tutti i suoi film già dal 1997, beh, quello è un altro paio di maniche, e vi dovrebbe far capire dove sta di casa la vera qualità.

Hayao-Miyazaki

Hayao si esibisce nella sua famigerata gag degli occhiali tolti

Dicevamo che il maestro, con il suo stile fresco, poco commerciale, e profondamente pacifista, realizza dei film mai banali, eccezionali come disegno, animazione, e soprattutto tradizionalmente impeccabili, un po’ come le tagliatelle di nonna Pina. Per questo, già dal 2008, lo studio di animazione di Miyazaki, lo Studio Ghibli, è rimasto l’unico studio a produrre lungometraggi utilizzando solo ed esclusivamente tecniche tradizionali rigettando completamente la computer grafica.
Ma ricostruiamo velocemente la storia televisiva italiana di quest’uomo:
In principio furono Goldrake, Jeeg ed altri distruttori giapponesi cartoonati diretti eredi meccanici di quell’incubo nucleare che aveva partorito anche il gigantesco e butterato Godzilla. Caratteristici erano i loro disegni spesso spartani ed estremamente colorati. Le tute e i vestiti di una eccentricità ricercata e le acconciature variopinte degli eroi, sempre col ciuffo al vento contro gli alieni.

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Mmmh…Hai capelli morbidi come seta

Dopo la prima ondata dei robottoni arrivò la seconda, stracolma di riduzioni cartoonate dei classici per l’infanzia come “Heidi”, o best-seller del romanticismo preadolescenziale come “Candy Candy”. Quest’ultima prettamente destinata ad un’utenza femminile ma anche qualche maschietto, sull’ultima puntata, ci crollò sopra in lacrime.
L’operato di Miyazaki si concentrò principalmente qui, e infatti una gran prova ce la diede con “Anna dai capelli rossi” e “Marco – Dagli Appennini alle Ande”, ispirato al Cuore di De Amicis.
Ma perché tutte queste ambientazioni europee? Queste storie dal sapore alpino che trasudano bucaneve e fonduta? Beh, Miyazaki è sempre stato attento alle problematiche ambientali, al rispetto per la natura e ossessionato dagli aspetti oscuri del potere. Ebbe la possibilità di esprimere in pieno questi temi con la serie “Conan, il ragazzo del futuro”, favola antinucleare, pacifista, e vagamente new-age, ma soprattutto Miyazaki è un grande appassionato di storia dell’aeronautica (suo padre era un ingegnere aeronautico) e, almeno nei primi anni, tale storia è stata profondamente segnata dal contributo europeo, in particolare italiano. Ecco perché tutti queste contaminazioni, questi ammicchi storici a tempi e luoghi occidentali nelle opere di questo grande artista orientale.

La sue opere si sono sempre distinte per la grande raffinatezza nella concezione e nel segno grafico. Basta vedere il suo lavoro su Lupin III, del quale ha diretto episodi per la prima e la seconda serie televisiva, e, appunto, il lungometraggio “Il castello di Cagliostro”, premiato a Cannes nel 1980 con la palma d’oro.
È un Lupin frenetico, caricaturale e pieno di buoni propositi quello che ci propone Miyazaki, con la sfrontatezza della canaglia ma anche qualche punta di romanticismo sparsa qua e là.

010302P-0612Questa seconda uscita sul grande schermo è forse uno dei migliori film mai scaturiti  dal manga di Monkey Punch. Anche adesso la Disney, la Pixar, e la Dreamworks, con i loro orchi verdi, i supereroi grassoni, e un triliardo di gigabyte di animazione al computer, non riescono ancora a rivaleggiare con lo charme che ci regala questo capolavoro disegnato a mano.
Per quei due mentecatti che ancora non lo sapessero, Lupin III è il nipote di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc negli anni Venti . Ha il vizio di far sempre irruzione in qualche caveau impenetrabile, ed ha uno zillione di gadget da sfoderare per assicurarsi la fuga qualora le cose si mettessero male. È anche piuttosto stravagante e buffonesco, il ché rende le sue peripezie molto divertenti da guardare.
Hayao Miyazaki, qui al suo debutto cinematografico come regista, attenua il carattere incontrollabile e scontroso del personaggio così come era stato illustrato originariamente nel manga, e gli fa seguire una semplice ma efficace trama che non fa altro che fornire un valido pretesto per piazzare in giro calci, pugni, e mortaretti.

La trama in breve:
Subito dopo aver rapinato un casinò a Monte Carlo, Lupin e Jigen scoprono che ogni dollaro che hanno trafugato è falso. Le loro conoscenze malavitose gli fanno capire che c’è un solo posto al mondo dove si può produrre denaro falso di così alta qualità: Il piccolo paese europeo di Cagliostro (un posto tipo il Liechtenstein, solo molto, ma molto più piccolo e piazzato sul lago di Como).
Il tempo di arrivare che Lupin e Jigen vengono coinvolti in un inseguimento in auto per soccorrere la facente funzione di principessa, tale Signorina Clarisse, dalle grinfie di un gruppo di sicari rigorosamente vestiti di nero. Nonostante gli sforzi per proteggerla, Clarisse viene rapita ugualmente ma riesce però a lasciare un indizio nella forma di un anello nuziale molto strano.
Analizzando l’anello, i nostri eroi arrivano a un castello/polis  il cui titolare è un conte malvagio con la testa quadrata che, indovina-indovinello, è il boyfriend manesco della principessa e stampatore del denaro falso. La storia poi procede con Lupin che cerca di liberare la pupa e contemporaneamente cazziare il conte.

lupinIII-3L’attenzione di Miyazaki al dettaglio è quello che eleva la qualità dell’animazione. Le scene frenetiche sono perfettamente bilanciate con altrettanti momenti di tranquillità e, anzi, Il Castello Di Cagliostro funziona molto meglio quando si prende i suoi tempi e sceglie i migliori angoli dai quali contemplare il paesaggio con una fotografia magistrale. Le sue macchine volanti e i complessi meccanismi presenti sono poi diventati marchi di fabbrica del Miyazaki style e qui appaiono per la prima volta.

Si dice che durante il festival di Cannes del 1980, Steven “Rockerduck” Spielberg vide la scena dell’inseguimento in Fiat 500 e la apprezzò moltissimo. Poi prese un taccuino e cominciò ad appuntarsi tutto per il suo Indiana Jones.


TRIVIA:

1) L’auto di Lupin e soci è una Fiat 500. Clarisse guida una Citroen 2CV e la macchina della polizia di Zenigata è una Nissan Bluebird. Il camion che usano gli uomini di Zenigata è un modello Militare canadese GM del 1943. Nella scena dell’inseguimento, l’auto guidata dai MIB è una Humber Super Snipe del 1940.

2) La barca del conte si basa sulla “Turbinia”, la prima nave a turbina alimentata a vapore al mondo.

turbinia3) Alcuni fans del manga di “Lupin III” criticarono il film perché presenta una caratterizzazione diversa del protagonista. Qui è visto come un nobile d’animo, è il personaggio più eroico nel film, mentre nel manga è raffigurato come un arrogante playboy senza scrupoli.

4) Il film fu inizialmente un flop in Giappone perché il protagonista era impostato in un tono più leggero, più cartoonesco rispetto a come era stato visto nel manga, tuttavia si è elevato allo status di CULT con le repliche e le riedizioni. Al contrario, negli Stati Uniti ha raggiunto immediatamente una popolarità incredibile.

5) Secondo un ritaglio di giornale raffigurato in una scena, viene rivelato che questo film si svolge nel mese di settembre 1968.

6) Il personaggio del conte è stato basato su Giuseppe Balsamo, che usò lo pseudonimo de “il conte Alessandro di Cagliostro”. Visse dal 2 giugno 1743 al 26 agosto 1795 ed era noto per essere un occultista e un falsario.

Nel 1983 la STERN rilasciò un lasergame coin-op intitolato “Cliff Hanger”. Il gioco aveva la particolarità di usare animazioni estrapolate dei primi due lungometraggi giapponesi dedicati a Lupin III. Un paio di scene, in particolare l’inseguimento in elicottero, sono tratte da “Lupin III – Il Mistero di Mamo” ma la maggior parte delle sequenze animate sono state prese proprio da “Il Castello di Cagliostro”. Furono prodotti 500 cabinati e distribuiti in tutto il mondo.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Sam ha detto:

    Ricordo ancora quando lo trasmisero in prima TV , di pomeriggio ,su Retequattro ( all’ interno di ” CIAO CIAO ” ) seguito da “la pietra della saggezza” durante il periodo natalizio , nel 1984.
    Io c’èro.

    • Simone Guidi ha detto:

      Guarda, io ho sempre in mente quando comprai in edicola i VHS di Cagliostro e La Pietra della Saggezza, e insieme al mio amico passavamo i pomeriggi a frustarle al videoregistratore. Una roba che non ci si crede quante volte l’abbiamo visti. E poi con quei doppiaggia là… mi sembra ieri e son passati 30 anni. Sigh! La vita è una merda. 🙂

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