Musiche classiche e popolari nei videogiochi Atari : Quella volta che lessi l’articolo di ATARITECA

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Riunitevi intorno a me, amici corridori, e lasciate che vi racconti di quella volta in cui il capo Emiliano Buttarelli mi chiese: « A Simò, er sito pare morto. Vedi de daje ‘na svejata ».
« Senti boss! — gli risposi — Io mica so cosa scrivere sai? C’ho un sacco di problemi, una vita incasinata; problemi con la casa, problemi con la moglie, problemi con la figlia, problemi col ginocchio. E che cazzo, è un periodaccio! ».
Emiliano prese il pane, rese grazie, me ne diede un pezzo e disse: « Aho, tu ‘nte preoccupà. Tu naviga su internet. Vedrai che tutto se risorve da sé. » Poi sorrise e spiccò il volo azionando il suo jetpack, fu allora che capii che aveva ragione. Come al solito avevo perso la fede e la speranza in qualcosa di più grande, avevo smarrito la via e la visione d’insieme. Dovevo guardarmi dentro e puntare su quello che mi contraddistingueva di più, il binomio FIGA-CULTURA, ché quando la figa scarseggia rimane, per forza di cose, la cultura. Pentitevi peccatori, e beccatevi questo articolo rimpallato da quel bellerimo sito che è ATARITECA. Leggetevelo, babbani che non siete altro.

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Tu chiamala se vuoi, provvidenza

Ai tempi nostri, quando eravamo degli ingenui brufolosi avidi di emozioni e non dei vecchi di merda come adesso, il mondo civilizzato ci tormantava dicendoci che il nostro lobo frontale veniva fritto dai videogiochi.

« Invece di passare tutto il giorno davanti alla TV con quei giochini che ti rimbecilliscono, dovresti studiare di più! »

Oppure.

« Se tutto l’impegno che metti nel giocare ai videogiochi lo mettessi nello studio, saresti il nuovo Einstein! »

Sì, certo, lo ammetto. La nostra generazione non è che sia stata proprio la più furba di tutte quando c’era da capitalizzare in cultura e figa (non per fare i pignoli, ma adesso viviamo in un mondo dove Salvini viene votato e dove si rimorchia su facebook o con un’iscrizione a Badoo, stando sempre attenti a non beccare dei travoni, ovviamente)  ma questo difetto lo compensavamo con l’umorismo scemo, gli scoppi grossi e un certo gusto per gli spargimenti di sangue che trovavamo in abbondanza al cinema.
Era forse un problema? Ho scoperto di no.
Mi sono reso conto che tutta quell’ignoranza, quella mancanza di prospettive, quella totale latitanza culturale, in realtà non esistevano. In confronto ai brufolosi di adesso noi eravamo avantissimo, e vi dirò di più, me ne sono accorto mentre cercavo delle foto di fighe nude che si strusciavano alle console Atari ( vi assicuro che ce ne sono ).
Tanti videogiochi di quei tempi là avevano delle grandissime colonne sonore. Musiche degne di ammirazione dal punto di vista qualitativo, e pescate direttamente da un repertorio classico o popolare che noi neanche ce lo immaginavamo. Quindi, cari corridori, a parte il buon Rob e il buon Ben, ecco a voi una breve lista cortesemente concessa da Giann Velásquez, l’autore di ATARITECA, tanto per farvi capire quanta culura vi stavate facendo mentre giocavate ai videogiochi.

1. Lo Schiaccianoci

Parte della melodia del balletto de “Lo Schiaccianoci” di Piotr Tchaikovsky, composta nel 1892, si può sentire nei giochi platform BRISTLES (First Star Software, 1983), Crystal Castles (Atari, 1984) e Spiky Harold (Firebird, 1986).

2. La cavalcata delle Valchirie

La Cavalcata delle Valchirie, un  pezzo uber-popolare composta da Richard Wagner che profuma di NAPALM alla mattina presto, è contenuta negli sparatutto Alien Ambush (DANA, 1983) e Satan’s Hollow (CBS Software, 1982).

3. Axel F dalla colonna sonora di “Beverly Hills Cop”

Questo noto tema strumentale dal film “Beverly Hills Cop” è stato realizzato da Harold Faltermeyer che ha così contribuito moltissimo a spargere la negritudine di Eddy Murphy nei quattro angoli del globo. È apparso in giochi di scoppi forti come Air Rescue (MicroProse Software, 1984), Dawn Raider (Atlantis Software, 1988) e Planet attack (Byte Back, 1989).

4. Spanish Flea

Canzone composta intorno al 1962 dall’americano Julius Wechter per il famoso trombettista Herbert “Herb” Alpert Goldberg, il quale divenne noto con la sua band “Herb Alpert & The Tijuana Brass”. Inconfondibile motivetto in Montezuma’s Revenge (Parker Brothers, 1984) ma anche nella sigla di un noto italico programma di calcio e nella versione Simpsonizzata.

5. “Rule, Britannia!”: un’altra musica motivazionale per un popolo che ama l’alcool

Canzone patriottica britannica ottenuta incrociando la poesia di James Thomson con la musica di Thomas Arne, nel 1740. In Henry House (Mastertronic, 1987) è facilmente riconoscibile, così come è facilmente intuibile l’enorme contribito che ha dato una tinozza di birra ai suoi creatori.

6. Oh mia cara Clementina

Popolare melodia americana che non si sa bene chi l’abbia composta, certe volte attribuita a Percy Montrose, altre volte a Barker Bradford. Deriva da una ballata spagnola dal titolo che si chiedeva: “Dove si va, buon cavaliere”, e si diffuse tra i minatori americani cercatori d’oro del Messico, durante la corsa all’oro in California nel XIX secolo, quella del Klondike di Zio Paperone. È possibile ascoltarla nel platform Miner 2049er (Big Five Software, 1982).

7. La colonna sonora di “Peter Gunn”

Canzone composta da Henry Mancini per la serie poliziesca trasmessa dalla NBC dal 1958 al 1961. Mancini con questo brano ci vinse un Emmy Award e due Grammy. Per questo i fratelli Blues gli furono riconoscenti durante la loro missione per conto di Dio, ma anche gli Art of Noise omaggiarono a dovere durante gli sfavillanti eighty. Canzone completamente riconoscibile nel gioco di chiapparella spionistica Spy Hunter (Sega, 1984).

8. Toccata e Fuga in re minore, BWV 565

Scritto per organo del compositore barocco tedesco Johann Sebastian Bach tra il 1703 e il 1707, è la canzone del MALVAGIO per eccellenza. È infatti noto a tutti che questa composizione vada suonata solo nelle notti di tempesta, muniti di un castello diroccato e di un aiutante gobbo dal nome arcaico e inquietante. Infine, il termine dell’esecuzione deve essere sottolineato da una risata satanica che dovrà echeggiare per i corridoi spogli fino alle orecchie di una vittima ignara, preferibilmente giovane e bionda.  Si sente durante il gioco di astonavi rotanti Gyruss (Parker Brothers, 1984).

9. Eine kleine Nachtmusik di Mozart

La serenata in Sol maggiore K 525, universalmente nota come “Eine kleine Nachtmusik”(piccola serenata), è un notturno per archi scritto dal compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart nel 1787. Ce la siamo sorbita all’inverosimile mentre, con le mani unte e sudaticce, aspettavamo di iniziare la partita a Mario Bros.(Nintendo, 1983).

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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