Film invecchiati malissimo come i loro protagonisti : Navigator

TEMPO DI LETTURA: 5 minuti

navigator-a

E allora succede che ti hanno arrestato per rapina a mano armata l’ex teen-star di questo film qui, Joey Cramer, beccandolo intabarrato mentre tentava di svaligiare una banca nello stesso paesino dove lavorava come commesso. Questa sconvolgente notizia ti ha finalmente trasmesso l’input per schiacciare i tasti nel corretto ordine e imporre al mulo di tirare giù NAVIGATOR dal nuvolone dei poveracci. In pratica ti sei rimesso finalmente in pari con quella vecchia sfida autolanciata di quasi due anni fa.
A posteriori, puoi dire che di Navigator, a 44 anni suonati, potevi tranquillamente farne a meno, ma eri veramente curioso di sapere se quella vecchia storia sulla rivalità tra Explorers e Navigator avesse un minimo di senso, e infatti il senso non ce l’ha (e domani arriverà lo stesso).
Per te Explorers vince a mani basse salendo sul ring bendato e con la gastrointerite, mentre Navigator, beh, Navigator piazza qualche colpo, certo, ma si dimostra troppo vecchio per riuscire anche solo ad arrivare alla fine del match.

Meanwhile in the Royal Canadian Mounted Police station.

Meanwhile in the Royal Canadian Police Station.

 

Navigator è uno di quei film che, anche senza conoscere l’anno di pubblicazione, appare inequivocabilmente come un prodotto della metà degli anni ’80. Sono tantissime le cose che lo tradiscono: la colonna sonora di musica synth, gli indumenti e le pettinature da delirio lisergico, e l’occhio elettronico del pilota extraterrestre ispirato pesantemente da quel coso sulla porta di Jabba ne Il Ritorno Dello Jedi. Tutte queste cose, già da una prima occhiata, piantano saldamente le radici di Navigator nell’epoca in cui è stato fatto. Un’epoca, ve lo ricordo, dove MacGyver usava il Commodore 64 per scoprire roba, e computer giganteschi con i monitor monocromatici si collegavano alla mente delle persone tramite il wi-fi di Dio.

macgyver_s1e15_c64

MacGyver scopre roba

Originariamente nato come un film indipendente, la produzione di Navigator venne finanziata per due terzi da una società denominata PSO (Producers Sales Organization) mentre il resto arrivò da una società norvegese, la Viking Film. La Walt Disney Pictures comparve sulla scena solo dopo, a lavoro ultimato, e acquistò i diritti di distribuzione del film per il Nord America. Essendo quindi un mero distributore, Disney brandizzò solamente e non ebbe modo di esercitare il suo consueto controllo stringente sulla produzione del film. Per questo motivo Navigator ha in sé diversi momenti spaventarello che mal si addicono alla maggior parte dei teen-movie del periodo, tipo quando David, il protagonista, torna a casa e ci ritrova dentro due anziani che non sono i suoi genitori.

La vecchia

La vecchia

Rilasciato nel 1986 in mezzo a una marea di film di fantascienza kids-oriented, Navigator non ebbe un grande successo al botteghino. La popolarità vera la acquistò solo dopo, quando la rete ABC (controllata Disney) cominciò a metterlo in rotazione sulle sue frequenze calcificandolo nell’immaginario dei bambini anniottantari nel corso degli anni.
La storia è composta da due sotto trame che confluiscono insieme:

A)1978. Il dodicenne David passeggia di notte nei boschi alla ricerca di suo fratello, mette un piede in fallo, cade malamente sbattendo la testa e sviene. Quando si risveglia e torna a casa sono passati 8 anni e il mondo che una volta conosceva non esiste più. I suoi genitori sono invecchiati, il suo fratellino è cresciuto e nessuno gli sa dare una spiegazione su dove sia stato e cosa abbia fatto nel frattempo.

B)In un’altra parte della città una nave aliena si schianta contro dei tralicci elettrici e viene trovata dai governativi cattivi di circostanza (in questo caso gli uomini della NASA) che con un collegamento narrativo che solo negli anni ’80 era giustificabile, capiscono che David e l’astronave aliena sono in comunicazione mentale.

Pare ovvio che A + B = Bambino dodicenne alla guida di un’astronave fighissima che ha come copilota l’equivalente elettronico/alieno di Pippo.

tumblr_lzh77lmo101qi97u7o1_1280

Oltre al nostro protagonista ormai carcerato, il film vede tra gli interpreti una Sarah Jessica Parker così giovane da mettere sotto shock tutti coloro che la conoscono per Sex and the City, soprattutto con quei capelli anni ’80 la Parker non risparmia nessuno.

tumblr_lpxf6mfanr1qgjvrso1_1280

Per il resto, Navigator rimane abbastanza sui binari tipici delle produzioni di genere. Gli elementi chiave ci sono tutti: bambini protagonisti, alieni buoni, e governativi cattivi disposti a tutto pur di catturare e analizzare l’alieno del caso che inevitabilmente verrà salvato dai bambini. Vi ricorda qualcosa? No, dico. Roba tipo Stranger Things, E.T., e tutte quelle cose lì potrebbero averci a che fare? Una coincidenza? Io non credo.

flight-of-the-navigator-e1435305151547

Amicici per la vitissima

Se la CGI di Navigator appare adesso datata all’epoca venne considerata innovativa. Durante il film gli effetti grafici sono usati lo stretto necessario e per la maggior parte delle inquadrature venne impiegato un modello reale dell’astronave, ma del resto erano i tempi in cui i registi stavano appena scoprendo l’uso delle nuove tecnologie e in un film era considerata, per forza di cose e di budget, più importante la storia che la tecnologia impiegata per realizzarlo. Solo tre anni prima Disney aveva rivoluzionato la CGI con Tron, piantando un seme che avrebbe necessitato ancora di tempo prima di dare i suoi frutti.

78130-disney-s-flight-of-the-navigator-1986

Eppure, dopo quanto detto sopra, se siete alla ricerca di un po’ di vecchio stile ’80, di soluzioni narrative idiote, del divertimento per famiglie Disney a sfondo fantascientifico ma venato da qualche spaventarello, di un uso parsimonioso di decorosi effetti CGI, Navigator vi potrebbe regalare ancora qualche soddisfazione. Provate a recuperarlo, al limite lo troverete innocuo.

04a922ae406c929e9671c3f92c5148ec0a63f436

Un’ultima cosa: vi siete mai chiesti che fine abbia fatto l’astronave aliena del film? Io sì, e scorrazzando per il web ho scoperto che ne furono costruiti ben 2 modelli. Il primo è sempre a Hollywood, sul retro di qualche studio della MGM ad attende che l’incedere del tempo abbia la meglio e lo polverizzi definitivamente, eccolo sotto:

 

 

L’altro modello è stato trasportato fino a Disneyworld, Orlando, per essere riconvertito in una nave spaziale un po’ più “space” nel senso tradizionale del termine e piazzato sopra a un chiosco di bibite.

5362201075_c1c3416a5b_z

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

7 Responses

  1. AndreaP ha detto:

    Pensa a me, che avevo tanto sentito parlare di questo “Navigator” a scuola; vado al videonoleggio, torno tutto contento con l’agognata vhs, la inserisco e scopro di aver preso un film completamente diverso, solo con lo stesso titolo. Non che fosse brutto, anzi, alla fine è pure meglio di questo, ma ogni volta che ne sento parlare non posso fare a meno di tornare alla cocente delusione di quel giorno ormai lontanisssimo…

    • Simone Guidi ha detto:

      Cose che potevano succedere solo in un’epoca pre-internet, ovviamente. A raccontarle adesso sembra di essere scemi. I ragazzi di oggi ti guardano con due occhi così come a dirti: “Tu guarda questo com’è ANTICO”.
      Dannati bimbiminkia. Adesso certi problemi sono scomparsi, non c’è più il rischio di sbagliarsi. Volendo non c’è più neanche la possibilità di farlo così come non ci sono più le videoteche per rimanerci fregati dentro. La vita, dopotutto, è diventata più facile, ma al contempo è anche più triste perché non potrò più annusare quel tipico odore di “videoteca” che si respirava solo lì dentro.

  2. Ste84 ha detto:

    Se c’è una cosa che mi diverte fare è recuperare vecchi film come questo e vedermeli cercando di tornare ai bei tempi in cui, imbracciando con fierezza una chitarra elettrica giocattolo, saltavo sul divano guardano il video della coverona dei Doctor & The Medics di Spirit In The Sky imitando le mosse del chitarrista.
    Ovviamente, per quanto io senta di essere sempre un giovincello, è impossibile regredire a comando fino ad avere di nuovo 10 anni (anche se a volte sarebbe bello), e quindi inevitabilmente il giudizio finale è quello di un 32enne che ha a che fare per la prima volta con questi filmacci.
    Il mio metro di giudizio è questo, se il film mi piace lo stesso nonostante l’età e non avendolo mai visto da bambino (senza essere quindi condizionato dai dolci ricordi di quei tempi spensierati) e se rimango impermeabile a qualunque maccosa, agli effetti speciali vetusti, ecc… allora si tratta davvero di un bel film. In caso contrario si aprono mille considerazioni.
    Premetto che Explorer è uno dei film della mia infanzia, che l’ho amato e lo amo tutt’ora e che Navigator l’ho visto solo credo 4 o 5 anni fa, non ricordo nemmeno… bè, già per questo il povero Navigator mi parte in netto svantaggio… ma io l’ho trovato, oggettivamente, davvero brutto. Credo che sia uno dei film che ho ripescato negli utimi 10 anni che mi sia piaciuto meno.
    Per dire, forse il paragone non regge perchè parliamo sempre di metà anni ’80 ma generi diversi, ma io ho visto abbastanza recentemente per la prima volta due film di Stuart Gordon ovvero Re-Animator (’85) e From Beyond (’86) e li ho trovati stupendi, tanto che li ho già rivisti e da lì mi sono fatto quasi tutta la filmografia del regista (una graditissima sorpresa quanto mi sono piaciuti i suoi film!).
    Qua abbiamo un bambino protagonista col quale non sento nessun feeling, una storia che non mi prende, forse perchè trita e ritrita già ai tempi di E.T., e niente, tutto mi ha lasciato indifferente.
    No no, io ne sono convinto, sto Navigator… a l’è propi brut! 😀

    ps: ovviamente mi spiace per la grama storia del protagonista e credo che questa cosa mi renda Navigator ancora più triste di quanto già non fosse…

    • Simone Guidi ha detto:

      Allora, caro Ste, io a parte Robot Jox, di Stuart Gordon non ho visto nient’altro. Questa cosa mi disturba perchè sia lui che Brian Yuzna hanno tirato fuori diversi must-see degli anni 80/90. In particolare, appunto, mi manca la trilogia di Re-Animator con il grande Jeffrey Combs che poi avrei scoperto solo dopo, in Star Trek DS9 ed Enterprise. Sicuramente vedrò Re-Animator, non so quando ma lo farò. In quel caso conto su un tuo valido commento a riguardo 😉
      E questo Navigator…Eeeeh. Questo Navigator dopo tanto puzzo alla fine l’ho trovato poca cosa (pensa che io non l’avevo MAi visto prima, neanche ai tempi). Non brutto ma, come ho specificato sopra, innocuo. Come hai detto tu è un qualcosa che è rimasto (giustamente) impresso nelle retine dei bambini anniottantari ma la sua immagine è sbiadita col crescere di quella stessa generazione. È più una cosa emozionale che oggettiva, non so se mi spiego. Aveva un valido motivo di esistere e di far sognare quel pubblico in quel preciso momento storico. Adesso, a 30 anni di distanza, quel pubblico lo riguarda e rimane un po’ MEH senza riuscire neanche a giustificarlo. Con Explorers non ho avuto la stessa impressione. Explorers, se pur stereotipato ( com’è giusto che fosse) mi è parso carino e godibile ancora oggi, non certo MEH. Non so perchè. Forse l’emozione di rivedere River Phoenix così piccolo e lontano anni dal morire marcio, credo.

      • Ste84 ha detto:

        Povero River meglio che non ci penso!
        Di Re-Animator ho i primi due, mi manca il terzo che recupererò a breve, e mi sono strapiaciuti entrambi. From Beyond anche lui mi ha conquistato alla grande così come Dolls che è davvero un gioiellino.
        Restando sull’horror o giù di lì, menzione di merito anche per Il Pozzo E Il Pendolo, Castle Freak e Dagon. E devo ancora recuperarmi King Of The Ants e Stuck… insomma di roba che mi piace ne ha fatta parecchia, da amante dell’horror rientra tra i miei resisti preferiti sicuramente, uno dei pochi secondo me che ha saputo pescare a piene mani da Lovecraft in maniera dignitosa.
        E poi una cosa la devo dire… W Barbara Crampton, vera musa di Gordon assieme a Combs, che in quegli anni era davvero una bellezza, vedere in particolar modo From Beyond per credere!

        • Lorenzo ha detto:

          In realtà, i film più belli erano quelli che non avevi visto. I giochi più belli quelli a cui non avevi giocato. Sentirne solo parlare e vederne qualche sporadica fotografia sulle pagine di un giornalino faceva galoppare l’immaginazione. Oh, comunque hai infilato in una sola riga “hai tempi” ed “innoquo” 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *