Gli Anni Segreti di Nick Banana, ovvero : “Moriremo tutti sotto uno Tsunami di merda”

NickBanana_cover_lowMoriremo di Internet? Non credo.
Anche se in molti tentano fortissimamente di farcelo credere, non credo proprio.
Dell’importanza di questo media ne avevo già parlato tempo addietro all’interno della recensione di un libro senz’anima, ma poiché tutte queste creature della grande rete continuano a fuoriuscire propagandosi in giro come metastasi ed assurgendo a ruoli sempre più ingombranti, mi sembra arrivato il momento di affrontare seriamente la questione “INTERNET” anche attraverso la lettura di un fumetto scritto e diretto da uno che, grazie a internet, riesce a manipolare la materia di cui sono fatti i sogni. Lui è Nicolò Zuliani (con una “c” sola nel nome, mi raccomando di non commettere mai questo FATALE errore) e la materia di cui sono fatti i suoi sogni è LA MERDA.
Adesso, visto che lo abbiamo in archivio, beccatevi il booktrailer!

Amici! BANANA. C’è qualcosa che faccia più ridere della parola “banana“? Sì! Ve lo dico io cosa. Un personaggio di nome “NICK BANANA“ protagonista di un fumetto tutto suo. L’ho comprato l’altra sera (quale altra sera? Non sapete neanche quando sto scrivendo «l’altra sera», quindi non potete avere idea. Assumete quindi che si tratti di una generica altra sera, non questa) alla fumetteria in Via Battisti (quale via Battisti? Ci sono migliaia di vie con quel nome in altrettante città. È una generica via Battisti anche in questo caso)  dove ho rincontrato il mio vecchio amico Mizio con cui facevo il figurante in teatro e usavo stordirmi con le ddroghe (quali droghe? Vabbè via, lasciamo perdere che avete capito), il quale mi ha interrogato riguardo al fumetto che stringevo tra le mani, e una volta letto il titolo si è messo a ridere come un matto.
Quando ha smesso l’ho ringraziato per avermi permesso di entrare in contatto con cotanto buonumore, poi l’ho legato, imbavagliato, cosparso di pece e piume, tramortito a colpi di mattarello e offerto in sacrificio sull’altare alla dea della risata facile, chiedendole di avere anch’io quel suo stesso buonumore stampato in faccia fino al giorno in cui dovrò per forza tirare le cuoia.

Partiamo bene quindi, ma partiamo dall’inizio, dai.
Adesso vi narrerò la bellissima storia che ha permesso a Nicolò di innamorarsi perdutamente del mondo del fumetto e di tutti i suoi derivati. Siete pronti?
Bon, cominciamo.

Anzitutto chi è Nicolò Zuliani?

Eccolo. Ha un che di Gary Coleman

Ebbene amici, Nicolò Zuliani, in arte NEBO, è un blogger che scrive di molto, ma di molto bene. Partito sulla defunta piattaforma di Splinder, pian-piano, storia dopo storia, articolo dopo articolo, si guadagna la sua nicchia di afecionados. Oh, intendiamoci, a quel tempo ancora non si parlava di grandissimi numeri ma, in proporzione ai blog più frequentati, di un qualcosa di più simile a un circolo ARCI, che per quanto tale è comunque un circolo ARCI molto più numeroso del mio, per dire.

ARCI o non ARCI, il Nebo è uno scrittore molto in gamba, fresco e divertente. Con il suo stile ruvido e intriso di un cinismo con uno sconfinato amore per la topa, riesce a divertire perculando le manie, i tic e, soprattutto, le idiozie dell’umanità tutta.
Diciamo pure che quando intravede uno spiraglio di demenza nella sua quotidianità e/o nella cronaca nazionale o internazionale, il Nebo ci si tuffa a capofitto stile giappo-banzai, lo amplifica, lo rielabora, lo esaspera, e riusce a scriverci sopra storie divertentissime che attingono direttamente ai più bassi istinti umani.
In poche parole: STIMA per quest’uomo che riesce dove in molti falliscono.

Nebo quando legge una puttanata su Dagospia

E i fumetti? NO. Quelli ancora no, in quel momento non gli passavano neanche per l’anticamera del cervello, ma era solo questione di tempo perché, diversi anni prima, Nebo aveva incontrato l’uomo della sua vita ma non se n’era accorto. Non vi sto a dire che fu subito amore vero. Ovvio che no. Capirete anche voi che certe cose richiedono il loro tempo e almeno un invito a cena, ma il seme dell’idillio era gettato. Quell’uomo con il quale Nebo aveva legato fortissimamente forte era il Roberto nazionale, il buon Roberto Recchioni. E qui sotto ho pure la fotografia della carismatica unione trafugata dagli archivi della SPECTRE Recchioniana.

True story: Onore e Rispetto

Per dovere di cronaca vi informo che sono entrato in possesso anche di una lettera d’amore che Nebo ha scritto al Rrobe. Una roba che picchia giù duro e che mi è costata una grossa cifra quando Tom Ponzi me l’ha passata incontrandoci in un posto isolato. Beh, niente di ché, è ordinaria roba da San Valentino. Però è giusto per farvi capire che non mi invento niente (o perlomeno mi invento poco, ecco).

Comunque, dicevo, tramite l’amicizia con Roberto, Nicolò aveva un gancio all’interno dello sfavillante mondo dei fumetti. Un mondo che lui però ancora non capiva fino in fondo, che esisteva sì, ma non reputava rilevante, e per certi versi neanche rispettava tanto, ma del resto oh, la figa è figa. Chi sono io per dargli torto?

E adesso veniamo al dunque, che a questo punto vi sarete anche franti gli zebedei leggendo questo pippone su di lui.

Sull’onda della popolarità del Movimento 5 Stelle, Nebo, sul suo blog, dà vita a un personaggio molto controverso e carismatico: Nick Banana. Nick è il Guru della comunicazione che sta dietro a Casaleggio e soci; è lui quello che tira i fili del movimento, è lui il vero leader e la mente a capo del M5S, e ovviamente è una persona spregevole, cinica, barbara e spietata. Un uomo disposto a tutto pur di conseguire il risultato e pienamente consapevole di tutti quei meccanismi che servono a manipolare il gregge degli elettori.

03138Le storie di Nick Banana riscuotono un gran successo. Nick indubbiamente piace. Il blog subisce una feroce virata politica e si specializza nella propaganda contro i cinque stelle. I visitatori politicamente affini vengono attirati come mosche, le visite aumentano, i commenti aumentano, pure il Rrobe lo linka, e in men che non si dica il circolo ARCI non c’è più. Adesso Nebo, come tutti i grandi blogger che si rispettano ha la sua propria arena piena di spettatori urlanti che non aspettano altro che gli venga fornita la libbra di carne quotidiana di estrazione pentastellata.

04130E a questo punto che succede? Nick Banana, questo personaggio così simile ad un Gesù Cristo indemoniato, è l’ariete del blog (ma anche ARIO è un’altro personaggio da 10 e lode, diciamocelo). Indubbiamente funziona e la gente ne vuole sempre di più. Quale miglior modo per capitalizzare il personaggio se non quello di farne un fumetto? Le idee ci sono, le potenzialità pure, gli agganci nel mondo dei comics anche…E allora DAJE! Famolo ‘sto fumetto no?! Pronto Roberto? Sei in casa?

1037E infatti adesso sono qua che stringo fra le mani il fumetto “NICK BANANA : GLI ANNI SEGRETI”. 138 pagine di “Bananate” all’ennesima potenza.
La trama? Un pretesto.
È satira? Forse.
Se per satira si intende sodomizzare con un cetriolo chiodato il culo del Movimento Cinque Stelle, direi di sì.  Diciamo che l’intelaiatura di tutta l’opera è un immensa perculata dei pentastellati, ed anche se la pubblicità ce lo spaccia come una satira su M5S e PD, Matteo Benzi e il suo Partito Confuso vengono usati di volta in volta come leva, come puntuale occasione per snocciolare le perculate nei confronti degli antagonisti, per poi giungere ad un finale dove i vincitori sono uguali ai vinti e l’unico comune denominatore per tutto è LA MERDA.

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CHE NE PENSO

Tecnicamente un buon prodotto. Molto bella la copertina di LRNZ, che si dimostra essere sempre un artista che non delude mai. Buoni i disegni di Daniele “Kota” di Nicuolo. Bella lì anche per i testi di Nebo, perfettamente in linea col suo stile ferocemente ironico e dissacrante.

Il problema ragazzi miei…Il problema è: A) La mole e B) Il messaggio.

A) LA MOLE
Centotrentotto pagine di merda a spruzzo contro una qualsiasi compagine politica sono decisamente troppe. Sì, è vero, qualche schizzo inzacchera anche qualcun’altro, ma via orsù, la cisterna dell’autospurgo è dedicata a un’unica latrina.
IL FUMETTO È PESANTE. Tutto diventa pesante se si tiene troppo al lungo la stessa linea con la stessa intensità, e qui oh, non si allenta il colpo per 138 pagine!
Già la prefazione di Alessandro Apreda fa presagire questa cosa, e assume tragicamente un il vago sapore di una richiesta di indulgenza. Roba tipo: «Bella raga, sono Ale. Tranquilli, questa è satira. Vi giuro che lo è. Anche se pesta duro sempre sulla stessa linea, vi giuro che è satira, e se non credete che sia satira allora non sapete cos’è la satira» Grazie al CLACSON Ale, sai quante cose non so nella vita? Adesso ci devo aggiungere anche la satira.

B) IL MESSAGGIO
C’è qualcosa che stona nel fatto che un certo tipo di critica all’internet provenga da chi quell’internet lo cavalca quotidianamente, da chi sfrutta le bassezze e le meschinità che la rete amplifica a suo diretto vantaggio per poi essere il primo a criticarle. Ecco, per me questa si chiama IPOCRISIA, non satira.
Forse sembro stronzo (e in parte lo sono) ma quello che voglio dire è che chiunque abbia un debito di riconoscenza così forte verso internet e il suo popolo (ignorante o acculturato che sia) non si dovrebbe permettere di criticare così aspramente quel sistema. Voglio dire, non perché non lo possa fare, ma perché è un po’ come sputare nel piatto dove si mangia, suona un po’ come l’incendiaro che vuole fare il pompiere, non credete?

Alla fine, dopo aver letto il fumetto, il lettore può tranquillamente riassumerlo con la seguente formula:
La politica è merda, perché la gente è merda, perché l’Italia è merda, perché il futuro è merda. Grazie assai Nebo, avevo proprio bisogno di darti 6 euro per tenermelo bene a mente. Mo’ me lo segno.

PER CHI E' QUESTO FUMETTO

A) I fanboys della sinistra che adesso stanno con Renzi perché vince.
B) Tutti quelli che trovano moltissimo divertente mettere i gattini sui profili dei politici.
C) Quelli che tanto viviamo in un paese di merda dove non esiste speranza di fare qualsiasi cosa.
D) Tutti quelli che vedono Dan Bilzerian come un modello di vita da imitare.

E adesso scusate ma devo tornare nel mio circolo ARCI. Stasera c’è la tombola dei troiai e le arene sono roba da Blogstar.

GIUDIZIO

MEHPotenzialità sprecate

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

3 Responses

  1. Denis ha detto:

    Doveva fare una satira su tutto il sistema politico,è normale che i politici non si mettano nei “panni degli altri”,non capisco neanche se fanno qualcosa visto che sono sempre in tv.
    Ma perlomeno in Italia con tutte le sue schifezze non ho visto morire nessuno di fame o non curato,se le cose funzionassero non andrebbe bene lo stesso per “alcuni”.

  2. Catapulta in fiamme ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    Ho acquistato e letto quest’albo: a mio parere quest’opera può essere inserita nella stessa categoria mediatica in cui sono compresi i tanto citati video di gattini su Youtube.
    E’ difficile classificarla come satira politica.
    Non fa ridere, nessun’idea originale; a me sembrano battute sentite in un talk show a caso da quando il M5S è in parlamento.
    I comportamenti (dei politici) che dovrebbero essere “smascherati”, messi in luce prendendoli per il culo, qui non sono contemplati.
    Potrebbe piacere a chi trova divertenti programmi tipo Striscia la Notizia , le Iene e simili.
    ho speso 6 € in edicola, ci sono rimasto male..anzi proprio di m…a

    • Simone Guidi ha detto:

      Difficile chiamarla satira, difficile trovare un senso che non sia l’odio politico. Peccato, Nebo scrive bene e gli altri disegnano meglio, ma 6 euro per una cosa del genere sono un vero ladrocinio.

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