Wolfenstein – Nazi Zombies: la recensione senza spoiler di OVERLORD

Nei film ci sono delle situazioni ricorrenti che non invecchiano mai. Ci sono dei cliché che seppur abusati non ci stanchiamo mai, ma proprio mai di vedere. Per esempio: ci fa sempre piacere vedere un eroe che sta soccombendo e poi all’ultimo secondo riesce a salvarsi la vita; rimaniamo sempre meravigliati di fronte a una principessa Disney che riesce ad intonare una nota particolarmente alta; tiriamo sempre un sospiro di sollievo quando i due amanti perduti, dopo indicibili peripezie, finalmente si riuniscono. Ma diamine, corridori, nessuno di questi momenti è paragonabile alla più grande gioia del cinema in assoluto: vedere i nazisti prendere dei severi calci nel culo in mille modi diversi, sempre nuovi, innovativi, e preferibilmente molto dolorosi.
Prodotto dall’omino J.J. Abrams (GeiGei) e diretto da Julius Avery (uno che nella vita ha fatto un solo film, millemila corti, e ora pare andrà a dirigere il reboot di Flash Gordon), Overlord ha pure rischiato di far parte del franchise incasinato di Cloverfield ma l’ha scampata per il rotto della cuffia, nonostante tutto è un prodotto che offre un’enorme quantità di morti naziste in misura tale da eclissare tutti i suoi difetti. Io che poi per i nazisti cinematografici ho sempre avuto una discreta fascinazione, come potevo lasciarmi scappare l’anteprima di Overlord al Lucca Comics & Games 2018? No, non potevo. Leggete che vi racconto…


Vi precipito subito in situazione senza tanti fronzoli: siamo alla vigilia del D-Day e un plotone di paracadutisti riceve l’ordine di paracadutarsi dietro le linee nemiche nella Francia occupata dai fottuti nazisti. In una sequenza di apertura tesa e sbalorditiva come solo il GeiGei style sa regalarci, il loro aereo viene abbattuto e la squadra a malapena sopravvive. La missione di chi riesce a ritrovarsi vivo è, comunque, sempre quella: distruggere una torre radio tedesca che disturba le trasmissioni alleate sulla Normandia, ma quando i soldati raggiungono il loro obiettivo, scoprono che sotto l’antenna si nasconde un oscuro segreto. Uuuh.

Allora, diciamo subito che la base segreta dove i nazisti stanno compiendo esperimenti umani creando creature contorte è la stessa premessa di dozzine di storie a fumetti di Capitan America e dei videogiochi di Wolfenstein, ma nonostante questo l’inferno dei laboratori nazisti che la mente distorta di Avery ci mostra sono forse il momento più esaltante del film.
Overlord si presenta nella sua prima mezz’ora come un ottimo war movie, dove la tensione resta sempre altissima e i rimandi ai manierismi di quanto già visto in “Salvate Il Soldato Ryan” sono costanti, poi, una volta focalizzato l’obiettivo e incontrati fisicamente i fottuti nazi, il film svolta in una thriller abbastanza divertente con elementi seppur leggeri di body horror con un sacco di spaventarelli uno dietro l’altro, di quelli che si annunciano con il volume dell’audio che s’impenna in sala, oppure con la faccia del mostro a 2 centimetri da quella del protagonista che nel frattempo s’era un’attimo distratto per via di uno scricchiolio.
L’ultima parte di Overlord è forse la più debole a livello narrativo (perché abbastanza scontata) ma molto soddisfacente a livello di massacro dei nazisti; piena di soldati che attaccano da tutte le parti e schizzi di sangue dappertutto sembra proprio il film di Wolfenstein; durante questa parte vengono pronunciate le battute più divertenti e i nemici vengono massacrati con gioia. Il tutto mentre vengono sperimentate morti decisamente creative e soddisfacenti, tanto soddisfacenti da suscitare l’applauso a scena aperta del pubblico presenta all’anteprima.

Teschio Rosso vs Capitan America

Come già detto, il terzo atto di Overlord è di sicuro il più divertente ma anche il più scontato, un po’ perché ci sono situazioni telefonate con un’interurbana da almeno una settimana, e un po’ perché deve scendere a patti con la sua questione morale: da una parte c’è il protagonista che si rifiuta di uccidere qualcuno senza una reale necessità, dall’altra c’è il co-protagonista disposto a sacrificare tutto e tutti  pur di compiere la missione.
Ecco. Secondo voi, cari lettori, occorre porsi di questi problemi in un film coi nazisti? Il problema con Overlord è proprio questo: suona dannatamente strano raccontare una storia in cui i protagonisti imparano a non ricorrere a metodi immorali durante una guerra quando sono incorniciati da almeno 45 minuti di nazisti che muoiono male. Probabilmente sarebbe stato meglio evitare di porsi certe domande, permettendo ai personaggi di annientare i cattivi con serenità perché.. Beh, loro sono nazisti, no?! E Bastardi Senza Gloria non era un film così male, vero?

Concludendo, Overlord non è certo un capolavoro ma è un film divertente dall’inizio alla fine. Il suo plot è stato usato e riusato in mille b-movie coi nazisti zombie ma qui il cast e il budget di realizzazione sono notevoli. Il film è pieno di tensione, body horror, spaventarelli, e le finacce intrise di sangue dei peggiori cattivi della storia. Sul finale c’è pure un bel momento di fuga in stile Indiana Jones, cosa volete di più per una serata di svago? Un Lucano?

 

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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