Il rispetto per gli anziani: ricorda Mazinga Z mentre aspetti Mazinga Z Infinity

L’avrò scritto mille volte: Se vi intrattenete sulle pagine di questo blog, nella maggior parte dei casi è perché leggete roba di quando eravate bambini. È indubbiamente così. Non ci piove. Io e voi, cari corridori, siamo cresciuti in un periodo in cui la nostra merenda a base di pane e nutella – il pasto più importante della giornata – era accompagnata da una scarica di cartoni animati giapponesi tra i più belli mai creati da mente umana. Goldrake, Il Grande Mazinga, Daitarn 3, Gundam, Jeeg Robot d’Acciaio, Mazinga Z, Supercar Gattiger e basta, che se no mi metto a piangere. Poi, grazie alla inesauribile fame di soldi della Toei Animation, il 31 Ottobre andremo al cinema a vedere un film di Mazinga Z tutto nuovo, che sembra uscito proprio da uno di quei pomeriggi passati in salotto davanti al televisore. Robottoni contro mostri. Figatona! E a noi scende la lacrimuccia facile, chiaro. Ma quello che ci chiediamo è: e i bambini di oggi? Coloro che sono cresciuti senza la guida spirituale della Toei Animation, cosa se ne fanno di un film del genere? Probabilmente niente. E allora, visto che noi siamo gli unici a cui interessa, mi rinfresco la memoria con una veloce retrospettiva.

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Venti minuti nel futuro: la fulminante parabola di Max Headroom

Se negli anni ’80 non eravate vivi; Ok. Ci sta. È un problema vostro.
Se negli anni ’80 non eravate neanche abbastanza vecchi per ricordare cosa vi stava accadendo intorno; Ok. Bene. Forse è meglio così.
Negli anni ’80, comunque siano andate le cose per voi, c’era Max Headroom, e il punto non è se ve lo ricordiate o no, il punto è che impersonava e allo stesso tempo TRASCENDEVA il decennio in cui era stato creato.
Quando poi si ricavò il suo spazio fisso in TV, Max Headroom diventò una sorta di celebrità strisciante, un personaggio che faceva figo citare e mostrare, ma creava imbarazzo spiegare e giustificare. Il suo mezzobusto comparve sulle copertine delle riviste, fece da testimonial per la Coca-cola, innescò discussioni da un continente all’altro. Ma al di là del folklore, della sua pseudo-CGI posticcia, c’è un aspetto di lui forse meno ricordato ma altrettanto interessante: raccontava di un mondo futuro in cui il ruolo dei media sarebbe diventato preoccupante e, col senno di poi, tremendamente attuale.
Vai Max! Facci ballare!

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La vecchiaia non e’ cosa per signorine : Buon Compleanno Atari 2600

A grandissima richiesta, torna il mese di Atari!
Lo so cosa vi state chiedendo: Richiesta di chi? C’è mai stato un mese di Atari prima? Perché non un mese di Intellivision, allora? Oppure il mese di SuperNintendo, la settimana del Mega Drive, il giorno della PlayStation, il nanosecondo del Vectrex? Pochi discorsi, corridori. Settembre è il mese di Atari, punto e basta. Fatevene una ragione.
Adesso concentratevi perché vi sto per dire una cosa importante: esattamente l’11 Settembre 1977, la console meglio ricordata di casa Atari veniva messa in commercio; si chiamava Atari VCS. Quest’anno l’Atari VCS segna il suo 40° compleanno, e anche se a voi giovini (con i blue jeans) la cosa non interessa, noi vecchi di merda festeggiamo perché la sua influenza è molto più profonda di quanto si possa immaginare e il suo nome rimmarà scolpito nella storia dei videogiochi.
Quello che sto dicendo è che quando la civiltà crolla, le uniche cose che sopravvivono sono gli scarafaggi, Keith Richards, e l’Atari 2600 (soprattutto i suoi joystick).
Sigla.

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Sempre insieme, eternamente divisi : Ladyhawke

Nei primi anni ’80, i film fantastici di cappa e spada godono di un discreto successo. Hollywood si dà un bel po’ da fare in quel senso, e tutti ci ricordiamo di Conan Il Barbaro nel 1982, e Krull nel 1983, tanto per citare due dei numerosi titoli. Senza contare che anche noi italiani facciamo uscire in sala la consueta marea di pellicole fotocopia a basso budget che cavalcano l’onda e contribuiscono a prolungare il fenomeno.
Ma quando non sono gli italiani a produrli o interpretarli, quei film vengono spesso girati qui da noi, nei nostri posti belli (che ne abbiamo tanti) poi spacciati per la Francia Carolingia, ché così fa più figo, dice. Ladyhawke è uno di questi. Ha un discreto successo ed è uno dei più atipici del ciclo. Si sceglie di sottostimare violenza ed effetti speciali in favore di una storia classicissima e principalmente rivolta agli adolescenti, ovvero, sangue e magie praticamente inesistenti (l’elemento della stregoneria è rappresentato con le dissolvenze, pensate un po’), ma un grandissimo bagaglio di buoni sentimenti, romanticismo e gag che fanno presa sul giovane pubblico.

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Buon Compleanno Atari 2600 : Il mese di Atari su Atom Radio

L’evento più atteso della storia è tornato, l’11 settembre 2017 la console Atari 2600 compirà quarant’anni, e nulla sarà più lo stesso.
Chi sarà in ascolto su Atom Radio, e nello specifico chi sarà in ascolto ogni lunedì di quel mese alle ore 19, potrà avere il privilegio di sentire I Cugini Del Terribile che faranno il punto della situazione sulla storia di Atari. Cosa è stato, cosa è cambiato, cosa non va bene, di quante vasche idromassaggio dispone attualmente Nolan Bushnell, e quanto sia opportuno aspettarsi da Atari Box. Continua a leggere

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Hai paura della morte? Kiefer Sutherland no. Flatliners Linea Mortale

In TV vanno di moda le serie ospedaliere coi dottori, la gente le ama, e insieme alle serie procedurali coi poliziotti non posso pensare ad un’altra professione che sia stata tanto sfruttata televisivamente fino all’assoluto sovraccarico. Sul grande schermo, però, la musica cambia. Il mondo della medicina non è mai stato rappresentato con l’adeguata competenza e, col passare degli anni, il miglior film a tema medico rimane sempre e comunque Frankenstein.
Visto questa grossissima Sindrome di Lazzaro che colpisce tutti i blockbusters degli anni ’80 per farceli riavere redivivi al cinema adesso, mi è parso il momento giusto per andarmi a rivedere questo Flatliners Linea Mortale del 1990, che al tempo vantava una Julia Roberts in piena ascesa da Pretty Woman, un Kiefer Sutherland in piena ascesa da una vagonata di teen movie anniottantari, un Kevin Bacon nell’anno di Tremors, e un Baldwin a caso. Non so se il remake/reboot di prossima uscita si meriterà di essere visto, fatto sta che se aveste paura di morire sappiate che Kiefer Sutherland non ce l’ha per niente, e Joel Schumacher vuol portare di moda pure l’aldilà.
E adesso una canzoncina a tema:

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Perdona i tuoi nemici, ma non prima di averli impiccati : La rece di DENTE PER DENTE

C’è un antico proverbio Klingon che dice: «la vendetta è un piatto che è meglio gustare freddo. Ed è molto freddo, nello spazio.»
Ecco. Come tutte le trilogie che si rispettino, anche la trilogia dei libri di Francesco Muzzopappa ha un terzo capitolo, e parla giustappunto di vendetta.
Dente Per Dente si presenta già bene così, dal titolo che lascia poco margine a qualsiasi tipo di fraintendimento.
Sfiga vuole che di Dente Per Dente mi siano arrivate prima le recensioni positive che la possibilità di leggerlo. Peggio ancora, le recensioni positive non erano solo tali ma anche al superlativo: bellissimo, intensissimo, non potete capirissimo! Quattro stelle e mezza. Cinque! Novantundici stelle! E infine, la chicca: Per capirlo davvero dovete leggerlo due volte!
Dunque, a parte tutto il bel dire, quella del «va letto due volte» è un po’ la frase preferita di chi non capisce i libri alla prima e cerca di dare la colpa a qualcun altro perché non trova nessun valido motivo per darla a se stesso, però, ecco, finalmente sono andato in ferie e così me lo sono letto. Oh, ragazzi, che forte questo Muzzopappa. Oltre che essere un bravo scrittore il suo libro non è difficile da capire, ma manco per sbaglio.
Sigla.

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Lottare per la supremazia Videoludica : la prima console war fra Atari e Intellivision

Ah, la vecchia scuola dei videogiochi. Che bei tempi di pionieristiche scazzotate erano quelli, vero? Qui in Italia lo scontro tra titani avvenne a partire dal 1982, e almeno inizialmente i due colossi che si spintonavano erano l’Atari 2600 e l’Intellivison di Mattel. Ognuno di noi, ragazzini neanche tanto brufolosi, ha avuto un compagno di classe ricco o un cugino agiato in possesso di un Atari o un Intellivision, e se per caso questi due soggetti si incontravano per strada, la zuffa era assicurata. Entrambi sarebbero stati disposti a giurare sui propri parenti fino alla terza generazione ( tranne le mamme. Quelle no. Le mamme si dovevano lasciar stare) che il proprio sistema di gioco era migliore dell’altro. Che i giochi che giocavano su uno erano migliori di quelli che si potevano giocare sull’altro. Ma quanto di vero c’era in questo? Quando cantavano le lodi della loro console, i fan di Intellivision erano soltanto dei palloni gonfiati oppure l’Atari 2600 aveva veramente tutti questi brutti giochi? Gran parte dello scontro si giocò sul campo del marketing, e lì, cari corridori miei, contro Atari non ce n’era per nessuno.

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Date un premio a quest’uomo : ho finalmente visto SPLIT

Oh, grazie a Dio, l’ultimo film di Night Shyamalan è venuto bene. Lo so. Adesso state pensando a come si pronuncia il cognome di questo regista, vero? Ve lo dico io: si pronuncia SCIAMALAN, me l’ha detto in confidenza Google Translate. È un regista sopravvalutato, è vero. È un regista che ha vissuto tempi migliori, è vero anche quello. Io, ad esempio, ero uno di quelli che quando leggeva i titoli: «Shyamalan è il nuovo Spielberg!» quasi quasi ci credeva, poi il tempo è passato, i passi falsi sono stati innumerevoli, e nel mio immaginario Shyamalan è diventato una figura sempre più simile a LENTINI ( o DONNARUMMA, se torna meglio a voi giovani), cioè: più che altro un fenomeno montato dai media che purtroppo delude sul campo.
FERMI! Non sto cercando di convincervi che SPLIT sia il thriller psicologico più spaventoso di sempre, perché semplicemente non lo è. Dico solo che, dopo il convincente THE VISIT, il grande talento di James McAvoy riporta in serie A un regista che si era un po’ appannato.

Intanto, nel 2002…

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Una ragione per vivere e una per morire : i trailer del Comic-Con 2017

A San Diego il Comic-Con 2017 è ufficialmente finito e lo ha fatto col botto. Mai come quest’anno ci arrivano così tante grandi novità dal settore dell’intrattenimento, e infatti eccole! Maledetti nerd assetati di emozioni che non siete altro, eccole qui! A questo giro non ho saputo resistere tanta era la carne al fuoco, e così ho immortalato l’hype in questo articolo paraculo e ruffiano come pochi.
Cominciamo, via. Continua a leggere

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