Chi non corre è perduto : Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a farsi

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Stasera polpettone: KRULL. Il film, il videogioco arcade e quello per VCS

Ovvero: quello che non si fa per una figa. Krull era uno di quei classici film che rendevano le piovose domeniche pomeriggio al cinema un po’ più sopportabili. Niente di che come aspettativa, però poteva anche essere bello, in caso contrario, quando si usciva dal cine magari era tornato il sole. Da quei tempi nutro ancora dell’affetto, nonostante tutti i suoi difetti e la pesantezza della storia in sé. L’idea non era poi malaccio: fare un film dove potessero convivere il genere fantasy e quello fantascientifico usando un elevato budget di produzione. Fighissimo, no? Finalmente qualcosa di nuovo! Basta con...

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The Dallas Quest: L’avventura che convertiva Dallas nel simulatore di San Francesco

Non ero un fan di “Dallas” ma negli anni ’80 questa serie televisiva divenne un inevitabile fenomeno pop, onnipresente nella vita delle casalinghe di Voghera e, per decantazione, nella vita dei loro brufolosi figli. “Dallas” in sé non era altro che una soap opera interminabile su un gruppo di persone ricche sfondate dedite agli intrighi, le manipolazioni, e a trombarsi a vicenda da qualche parte nello stato del Texas  (non mi è mai stato chiaro in quale città). Nel 1984, il telefilm era diventato talmente popolare da meritarsi il successivo passo logico: essere trasformato in un videogames, possibilmente per Commodore...

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Ma poi ho camminato tanto: Per il potere di grayskull di Alessandro Apreda, la recensione

…e fuori, c’era un gran rumore, che non ho piu pensato a tutte queste cose. Lucca. Un posto imprecisato tra le colline della Valfreddana. Steso sul mio divano posso udire chiaramente il rumore degli alberi sferzati da raffiche di vento e acqua gelida. Per le strade buie, ormai ridotte a torrenti di fanghiglia, si affrettano pochi mezzi, per lo più della protezione civile. Niente di nuovo. Tutto nella norma se sei uno abituato a trascorrere i tuoi freddi inverni in questa casa. Il problema è che adesso siamo alla fine di Luglio e la caldaia è appena entrata in funzione....

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The future is so bright: La rivincita dei Nerds e il valore imprescindibile di una gara di rutti

Ah, che tempi quelli in cui non era bello essere un nerd. Quando non era di moda e nessuno ambiva a diventarlo. In verità neanche sapevamo il significato della parola. Nel 1984, andammo direttamente al cinema senza avere idea di cosa significasse quella oscura espressione inglese. Tanto, per quanta gente c’era che capiva l’inglese, non avrebbe fatto nessuna differenza. Ci spiegarono che in italiano doveva suonare tipo “secchione”, ma noi, con tutto l’impegno di questo mondo, tipi del genere a scuola non li avevamo mai visti. Eravamo troppo impegnati a pestare quelli delle prime classi per farci caso. Fatto sta...

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Alla fine John muore: Recensione del libro e salsa di soia

Hey corridori! Ho finito il libro! Vi ricordate di quella volta che vidi il film? No? Fottesega. La questione è che mi sono sparato le 518 pagine dell’edizione ebook in circa 2 mesi e adesso penso di meritarmi una festa, o un pizza party, vedete voi. Va bene tutto purchè ci sia anche una torta gelato e quei cappelli divertenti a forma di cono che fanno sembrare tutti dei perfetti imbecilli. Se poi volete portare anche le squillo per me va bene. Farò come Tom Hanks in “Bachelor Party” e rimarrò stoico in attesa di mia moglie, ché io sono...

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Lupin III – La pietra della saggezza: Il primo film di Lupin

Allora, non credo che mi serva dirvi chi sia Lupin III. Già si è aggirato nei dintorni quando scrissi quella cosa di Miyazaki e del lasergioco riciclone. Questo di cui mi accingo a parlare è stato il primo lungometraggio animato ispirato al nostro ladruncolo del cuore, ed è certamente un pezzo di storia degli anime in generale. Non solo è stato uno dei film più belli del franchise, ma è stato anche seminale per quanto riguarda la diffusione delle giapponeserie fuori dal bacino di utenza prettamente Nippo. Unitevi a me nel lato oscuro della forza, e nel rivedere, analizzare e...

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I video sporcaccioni degli anni ’80 che a rivederli adesso ti fanno quasi tenerezza 2

Uelà. Riapre le porte l’antro del vecchio sporcaccione e, come anticipato nella prima parte di qualche mese fa, ci sono ancora molti video sporcaccioni da poter mostrare, basta solo trovare il tempo per fare il punto e aver voglia di riassaporare quelle pulsioni animalesche tipiche della pubertà. La verità era che i videoclip promozionali e i filmati in generale erano stati elementi marginali nel mondo della musica per gran parte del ventesimo secolo, ma poi accadde qualcosa di impensabile e totalmente imprevedibile per tutti: arrivarono gli anni ’80. Nel corso di quella decade questi mini-film incontrarono una massiccia diffusione ed...

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Capitan Harlock – Il futuro e’ gia’ passato(menomale): La recensione ritardata e delusa

Fanno un film in CGI su un’icona della tua infanzia, e la cosa ci può stare. L’idea potrebbe essere anche buona, dopotutto. Per un po’ ci credi pure. Quando presentano il film a Venezia vorresti esserci, e all’uscita ufficiale nei cinema italiani spendi anche delle buone parole con tua moglie per provare ad andarlo a vedere, sentendoti rispondere che «LOL, davvero hanno fatto un film su capitan Harlock? LOL. Ma veramente? Giura? LOL. Comunque ci vai da solo a vedertelo.» Tu, ovviamente non ci vai, e scegli (obbligatoriamente) di aspettarlo su mamma SKY, che lei ti vuole bene e ogni...

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Joysticks – Porci con le ragazze: In sacrificio per voi in mezzo a un mare di tette

A questo giro devo ringraziare un po’ di gente. Non era facile reperire questo film. Sul tubo c’è in inglese, il torrente non è pescoso e anche col mulo non c’è verso di arrampicarsi. L’ho trovato in VHS sulla baia (dei porci, in questo caso) e allora abbiamo fatto colletta tra noi debosciati del retro. A sperperare i loro soldini ci hanno pensato Marco Marabelli di Retrogamehistory, Emiliano Buttarelli di Retrogame Machine, Andrea Pastore del Dizionario dei Videogiochi, e il sottoscritto a fare da gran burattinaio del Trash. Grazie a tutti ragazzi. Grazie perchè questo è veramente un film di...

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Longshot – la miniserie: Il fumetto col mullet che ti porta tanta sfiga

Nel 1985, quando Longshot fece il suo debutto nell’universo Marvel con una mini-serie tutta sua, il disegnatore Arthur Adams lo dotò di coltelli da lancio, un occhio fosforescente che si accendeva quando il suo super-potere fortunello carburava di brutto, quattro dita per mano e… un taglio MULLET che levava di sentimento. Sono passati quasi trent’anni, di cose ne sono successe nel Marvel-verso, ma del suo mullet me ne ricordo ancora. Il taglio mullet adesso è fuori moda,  forse c’è sempre qualcuno che se lo fa in qualche posto remoto del mondo tipo Tunguska o Bikini, ma negli anni ’80 era roba...

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La mmerda in barattolo: I Sigue Sigue Sputnik, Atari, e l’album Flaunt It

Negli anni Ottanta sul panorama musicale internazionale succedevano cose terribili, e succedevano SPESSO e IN FRETTA. Ti svegliavi una mattina e ti ritrovavi in testa alla classifica gente come OFF, oppure un qualsiasi altro DJ strano di cui facevi fatica a pronunciare il nome.  Per un mesetto buono-buono non sentivi parlare altro che di lui mentre tutte le emittenti radiofoniche infilavano a forza (senza vasellina) il suo pezzo nella tua personale compilation/cassettina che ti facevi da tenere in macchina. Poi, di colpo, così come era venuto, OFF era scomparso! Di colpo, da un giorno all’altro, come se non fosse mai...

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‘O famo con du’ spicci: Capitan Fathom, Space Angel e Clutch Cargo

Quando noi vecchietti scaviamo nel profondo della memoria, scopriamo cose che avevamo scelto di dimenticare. Cose che un tempo ci avevano affascinato ma che erano obiettivamente orripilanti. Scopriamo i mostri. In particolare mi riferisco a dei cartoni animati statici e super-impostati, realizzati con il minimo di animazione che più minimo non si può: “Clutch Cargo”, “Space Angel” e “Capitan Fathom” erano i loro nomi, e noi ce li siamo sciroppati a nastro sulle emittenti locali dei primi anni ’80 mentre stavamo seduti sulla poltrona del salotto con la testa al posto dei piedi. Questi cartoni sono adesso elevati allo status...

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Riprendetevi i crisantemi: Atari ritorna e ti vende anche i dildo

Ché tu eri lì tutto mogio nella consapevolezza che la casa videoludica più ganza della tua adolescenza non si sarebbe mai più fatta viva neanche a fargli le MACUMBE e, giusto un paio di giorni fa, ti eri fatto una ripassata generale di quei giochini che ti segnarono la crescita tipo CENTIPEDE, CRYSTAL CASTLES, GAUNTLET; che tra versioni casalinghe e miliardi spesi nei coin-op ti ci potevi comprare un atollo. E adesso ti piove sulla testa ‘sta notizia che non sai come prenderla. Che non sai se è un bene o un male. Che ogni cosa che ha avuto un...

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Dylan Dog come se fosse antani: I raminghi dell’autunno

1)«Il numero della svolta» 2)«Un punto fermo dal quale ripartire» 3)«Finalmente un buon numero di Dylan Dog dopo anni di mediocrità» Per me va bene la numero 3. L’accendiamo? Sì via, accendiamola. Anzi, diamogli proprio fuoco con l’ausilio di una tanica di benzina e un buon zippo, ché se proprio devo entrare in ballo è giusto che lo faccia da SMANIERATO quale sono. Del resto questo è un argomento delicato, altrimenti tutta questa maretta sul net per l’albo di Dylan Dog pubblicato questo mese non ci sarebbe stata. Il numero 333, “I raminghi dell’autunno”, ha tirato su più polvere di...