Chi non corre è perduto : Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a farsi

0

I prequel a fumetti dei film di STAR TREK: Countdown to Darkness e’ piu’ inutile del goniometro

Nel 2005, il franchising di Star Trek era sull’orlo del baratro. L’ultimo film uscito al cinema risaliva a 3 anni prima e considerando che riuscì appena a coprire le spese raggranellando qualcosina, si può dire che era stato un mezzo fiasco (o perlomeno quello che aveva guadagnato meno in assoluto). Alla televisione le cose non andavano meglio. La serie prequel “Enterprise” proprio non riusciva a decollare e procedeva zoppicando. Alla fine venne chiusa repentinamente, forse nel suo momento migliore. Sembrava veramente la fine. NO MORE STAR TREK nè al cine nè alla TV. Poi da LOST ti arrivò quest’ometto con...

0

La musica di John Carpenter: Non c’e solo il tema di Fuga da New York

John Carpenter, per chi andava al cinema negli anni ’80, ha rappresentato molto più di un punto di riferimento. I suoi film erano attesi e celebrati da orde di ragazzetti che non vedevano l’ora di saltare dalla paura sulla seggiolina della galleria, oppure, galvanizzarsi ammirando uno dei suoi classici eroi, inconsapevoli ma sboroni, che piacevano tanto. Dal Kurt Russel di Jack Burton e Jena Plenskeen, fino ad arrivare al Roddy Piper di Essi Vivono, Carpenter amava rappresentare l’eroe proletario che svolgeva (quando ce l’aveva) un lavoro modesto, oppure direttamente un reietto, uno degli ultimi della società che veniva pescato dalla...

4

STICCON 2013: I bomboloni, le schiave di Mudd e quel nerd di David Messina

Io, mi sa che non ce la faccio. Ma anche Marika, mi sa che non ce la fa. Se lo scorso anno cominciavo a scrivere il post sulla STICCON in questo modo QUI, quest’anno è andata un pochino meglio, certo, ma ciò non toglie che se la bambina ha un anno in più, anche i suoi genitori ne hanno altrettanti in più, ed ecco che “Diventare Matusa”, quel programmino di cui parlavo alla REUNION, entra in esecuzione sempre più spesso minando seriamente il mio approccio alla manifestazione. Quando questo accade mi faccio forza pensando che questo evento, per due Nerdoni...

0

Atari’s golden age: Le SECONDE 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Pensavate che fosse finita? Che tutto si sarebbe risolto con un solo, unico post? Naaa. Poveri illusi. Atari è un macigno troppo ingombrante sul percorso della storia videoludica per essere rimosso così facilmente. Molte altre cose sono accadute e altrettante si sono perse nelle nebbie del tempo. Ecco il secondo elenco dei segreti, o presunti tali, di Atari. Enjoy yourself and remember: Have you played Atari today? Many thanks to Atari Museum for info and happiness

0

Atari’s golden age: Le prime 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Nei suoi primi 12 anni di storia, prima del radicale riassetto del 1984, l’Atari era diventata una delle più grandi, sgargianti e influenti aziende della storia. Aveva avuto i suoi incredibili successi e i suoi imbarazzanti fallimenti, ma forse, più di ogni altra cosa, aveva avuto i suoi segreti. Questo perchè nel 1976, quando il padre fondatore Nolan Bushnell vendette baracca e burattini alla Warner Communications, l’Atari subì un vigoroso giro di vite. Il nuovo direttore, Ray Kassar, era uno abbastanza fissato con la sicurezza e i dipendenti furono invitati a firmare accordi di riservatezza, ricevendo tessere magnetiche d’identità per...

0

C’era una volta Totem Comics: Il fantastico Gods’ Club di Marcel Gotlieb

A casa mia, ieri sera, internet non funzionava. Certe volte accade anche questo a uno come me che si attacca a quell’antennone Wi-Fi che la regione Toscana ha piazzato nella valle perché sennò col piffero che Telecom ci portava la fibra e tutti quelli che poi la sfruttavano. Era quindi un momento di riflessione, di ricerca delle proprie radici. Ecco quindi che, per agevolare la conseguente seduta sul cesso che ne sarebbe derivata, mi son messo a scartabellare tra le mie vecchie cose, in quello scatolone con dentro i pochi fumetti rimasti. Superstiti da anni di traslochi e selezioni qualitative...

0

Intervista col vampiro

Guarda quest’uomo. Questo tipo di quarant’anni suonati con la maglietta indecente che fissa accigliato il suo cellulare. Secondo te cosa sta pensando? Te lo dico io, DI TUTTO! È lì che aspetta che lo chiami Demetrio Brandi da Radio Massarosa Sound e si augura che quando il telefono squillerà, lui sarà in grado di darsi un contegno, una parvenza credibile di serietà. Magari evitando di balbettare o sbiascicare discorsi senza capo nè coda. Magari evitando di andare in paranoia pensando che ha mangiato da poco e un riflusso gastrico o un ruttino gli potrebbero scappare fuori quando meno se lo...

2

Super Hornio Brothers: Ron Jeremy e la porno parodia di Super Mario Bros

Voglio raccontarvi una storiella, una di quelle che vengono in mente a tradimento mentre scrivi di qualcos’altro. Tu sei lì che stai battendo i tasti e…TRACCHETE! Scatta l’associazione di idee che non ti abbandona più. Cominci a pensarci. È inutile provare a distrarsi, la mente ci torna sempre sopra e non c’è modo di farselo passare. Poi aggiungici che questa cosa è strettamente legata all’universo femminile, alla loro spiccata sensibilità che si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista, e il gioco è fatto. Adesso capisci perchè questo impellente bisogno di raccontarla? È la storia di una lunga ricerca, cominciata nel...

0

Piu’ brutto era difficile: lo strano caso del film di Super Mario Bros

No-no-no, signori miei. Qui non ci siamo proprio. Certe cose vanno ricordate per benino e io provvederò a rinfrescarvi la memoria. Esattamente 20 anni fa usciva nelle sale americane quel popò di film (nel senso che era un film di popò) che fu “Super Mario Bros”. Il primo film ispirato direttamente a un videogioco. E che videogioco!? Ovviamente Hollywood era in fibrillazione. Grandi aspettative, un investimento non stellare ma notevole, orde di brufolosi sparsi in tutto il mondo che non aspettavano altro. Sulla carta era un successo annunciato. Un grande, immenso calcio di rigore che QUALUNQUE CINEASTA avrebbe saputo realizzare...

0

L’easter egg di Atari Breakout: quelli di google sono dei fottuti geni

Trentasette anni. Tanti ne sono passati da quando tu, A REAL BAMBORETTO, entravi nel fumoso circolo delle bocce vicino casa e ti appolpavi alla rotellina di quel cabinato che sembrava gigantesco. In realtà grosso lo era davvero, ma solo perché eri un soldo di cacio che a malapena arrivava a sbirciare lo schermo col mento poco sopra il paddle. Dopo di giochi così ne hai visti parecchi e in tutte le salse, fino all’ultimo che ricordi con onore e rispetto; quell’ARKANOID che rientrò a pieno nella logica del cartellino appiccicato con il record scritto sopra a biro e una variegata...

0

Si puo’ fare: L’anatomia di Frankenstein Junior e l’anno d’oro di Mel Brooks e Gene Wilder

1974. Quasi quarant’anni fa, molto prima che Walter Veltroni ne facesse uno slogan per un’infelice campagna elettorale, Gene Wilder gridava al mondo la sua scientifica illuminazione nel riuscire ad animare nuovamente la materia inanimata. «SI…PUÒ…FAREEE!». Lui alla fine ci riuscì, Veltroni no. Il buon Gene, in tandem con Mel Brooks, fece un gran lavoro. Il suo “Young Frankenstein” fu campione di incassi e divenne un CULT della cinematografia comica, segnando indelebilmente l’immaginario degli spettatori fino ai giorni nostri. Adesso tutti sanno la reale utilità di un SEDADAVO e sorridono quando pensano di RIMETTERE A POSTO LA CANDELA, di Veltroni invece...

0

L’album BIANGO: Tutti all’inferno con gli onanisti, i comunisti e Gengis Khan

Eccolo finalmente, l’ultimo album di Elio E Le Storie Tese. Uscito, comprato e ascoltato ossessivamente in queste ultime 24 ore, fin quasi a farmi sanguinare le recchie. In generale c’era molta attesa per questo disco, complici anche le riuscitissime performance al Festival di San Remo che hanno funto da cassa di risonanza nazionale non da poco. Adesso dico tranquillamente che il sangue dalle recchie non mi è uscito, e a furia di ascoltarlo posso esprimermi a riguardo con una certa scioltezza. Ebbene PER ME È SI! L’album Biango è un album BELLO. Non bellissimo, c’è stato di meglio, ma neanche...

0

Lassu’ qualcuno ti aspetta

Non parlo mai di politica su questo blog. Cerco di evitarlo accuratamente, non tanto perché non abbia un pensiero politico da perseguire ma perché lo reputo un argomento troppo facile, troppo inflazionato, come quando in estate, durante i mondiali, tutti stanno a parlare della formazione e dell’allenatore.

2

Star Trek e l’evoluzione dei Klingon: Dalla serie classica a Into the Darkness

«Alzi la mano chi non conosce i Klingon.» «Loro! Si, loro due là in fondo! Qualcuno me li sbatta fuori a calci nel culo per favore.» Come si fa a non conoscere i Klingon? Coloro che nella serie classica di Star Trek rappresentavano i nemici giurati della federazione. Coloro che arrivavano SEMPRE ai ferri corti con il capitano Kirk e che gli uccisero addirittura il figlio. Questi sono i fondamentali della fantascienza, ragazzi. Per favore, non mi ci cadete sopra. È come voler diventare dei grandi chitarristi senza conoscere Hendrix. Come pretendere di voler andare al concerto di Vasco senza...

0

L’uomo che visse nel futuro: Come risollevare le sorti della civilta’ futura rimanendo perfettamente pettinati

Io adoro “L’uomo che visse nel futuro” perchè amo le avventure fantascientifiche. A me piace l’idea di poter esplorare posti sconosciuti e incontrare altre forme di vita che siano possibilmente differenti dalla mia. Non mi interessa se poi questi tizi abbiano il naso a trombetta o magari i testicoli al posto delle rotule. Non me ne frega niente. Io adoro le avventure di fantascienza. E dovendola dire tutta mi piace da matti la fantascienza “old-style”, quella fatta dai marziani verdi, i venusiani blu e quelli di giove rossi. Quella con le rocce di cartapesta e i mostri di gomma dura,...