Chi non corre è perduto : Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a farsi

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I figli so’piezz’e’core

Chi ha figli saprà che i nostri giovani virgulti, specialmente in tenera età, amano fare sempre le stesse cose. Ripetere meccanicamente le stesse azioni, gli stessi rituali. In pratica sono abitudinari, e se si soffiano il naso devono controllare quello che hanno prodotto, quanti chili pesa, e se c’è pericolo per l’ascensor. Nell’ottica di questo potenziale loop infinito, si dipana la vita del genitore odierno. Ed ecco quindi che, con il mio mini-me di sesso opposto, mi cimento in un classico evergreen della paternità: la narrazione della prima favola. Dopo un primo imbarazzo iniziale, con la mente in confusione sull’opportunità...

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The Walking Dead season one: differenze rispetto al fumetto originale in versione bignami

Dunque, premetto che la prima serie del telefilm è di 6 episodi e verte sulle vicende svoltesi in Atlanta. Quest’arco narrativo si colloca esattamente nei primi 6 numeri del fumetto. Bene, voi direte: i 6 fumetti corrispondono ai 6 episodi! Ovviamente NO. La produzione è riuscita a discostarsi dalla trama originale e ad infarcire la torta di mele americana anche con questi miseri numeri. Vediamo le differenze: 1) Morgan Jones e suo figlio Duane, i vicini di casa di Rick, sono asserragliati in casa e ci vogliono rimanere. È solo Rick quello che vuole raggiungere a tutti i costi Atlanta....

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Retrogaming Mario Merola effect: come le musichette dei videogiochi ci hanno bucato il cervello

C’era un tempo in cui le sale giochi erano molto più di un luogo prettamente ludico, erano centri di aggregazione sociale. Negli anni ottanta il videoregistratore ce l’aveva il tuo amico ricco ( quello che poi di lì a poco ti avrebbe rinnegato e avrebbe sposato una Miss qualcosa), il campionato c’era solo la domenica e le coppe il mercoledì. Burlesconi era ancora allo stadio pupale ma già faceva intendere che si sarebbe propagato rapidamente. La playstation era una visione indotta dall’abuso pesante di stupefacenti. C’erano invece gli home-computer che, per quanto potenti per l’epoca, riuscivano a malapena ad emulare...

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Gunther: Epic fail al Blue Oyster

Il tuo pusher di fumetti truculenti si avvicina e ti dice: «Ma tu lo conosci Günther?» «No», rispondi. E già pensi al pastore tedesco di nonna ADA che un giorno mangiò quella dannata polpetta. «Come fai a non conoscerlo? Dai, dai. Cercalo su Google» Le tue dita si muovono meccanicamente sulla tastiera, convinto che a breve incrocerai lo sguardo con il terzino sinistro del Bayer Monaco. E invece, dopo un nanosecondo internettiano ti ritrovi davanti agli occhi… QUESTO Ma non basta. Noncurante e ignaro perseveri, clicchi sul link e finalmente alla fine, SOLO ALLA FINE, capisci. Sei piombato nel sito...

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The walking dead S3: qui il carisma si vende a badilate

La serie televisiva di “The Walking Dead” non è assolutamente niente di speciale, è soltanto una della STRA-ULTRA MIGLIORI SERIE TELEVISIVE DEGLI ULTIMI CENTOCINQUANT’ANNI. Va bè. Sorvolando sulle differenze rispetto al fumetto originale, sui personaggi che dovrebbero morire e invece non muoiono, su quelli che ci sono e non ci dovrebbero essere, sulla capacità che ha avuto il precedente showrunner, Frank Darabont, di infarcirmi lo scroto riuscendo a imbastire un’intera seconda stagione su un arco narrativo che nel fumetto durava 3 o 4 miseri numeretti, The Walking Dead COMUNQUE mi piace assai. E la ragione di questa mia passione, questo...

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I laser games e noi che spendevamo fior di monete per vedere il lieto fine

Ho fatto file talmente lunghe che voi umani non potreste neanche immaginare. Ho partecipato a mischie che avrebbero sciroccato chiunque, ma non ero in un campo profughi e neanche in un carro bestiame, ero in sala giochi ed il surrogato di Lobo accanto a me aveva come unico superpotere la potente puzza delle ascelle. Solitamente la folla si radunava intorno a un grosso totem dai colori sgargianti che sovrastava in altezza tutti gli altri coin-op. Nella calca le visioni si alternavano: malefici nani pelosi brandivano grossi coni gelato che, sciogliendosi, imbrattavano la mia maglietta preferita. IMPRECAZIONI! Sensazioni uniche. L’estrema meraviglia...

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Last Resort e i millemila eredi di Lost

LAST RESORT è l’erede di Lost…E Stamaccioni è l’erede di Mourinho. Perdonerete la mia diffidenza che, tengo a precisare, non ha alcun fondamento calcistico, ma seguo il mondo dei serial televisivi da abbastanza tempo da poter dire che, fino ad ora, gli eredi di Lost sono tutti uguali:  tutti cancellati dal palinsesto per bassi ascolti. Ma partiamo dall’inizio, proprio da Lost, quel mitico telefilm dove un gruppo di personaggi cool e incredibilmente assortiti veniva inscatolato in un jet di linea e scaraventato in malo modo su un’isola misteriosa dove succedevano cose ai confini della realtà. È stata senza dubbio la...

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Iron Sky: Io li odio i nazisti dell’illinois

Io ho visto Iron Sky e sono sopravvissuto. Dopo averne letto in lungo e in largo sul web, dopo aver saputo che era un progetto semi-indipendente sostenuto in buona parte dal contributo di numerosi fan sparsi in tutto il mondo, dopo aver saputo che NON era una produzione americana, dopo che BLA BLABLA. Io ho visto Iron Sky. Ovviamente l’ho anche visto perché, dai tempi di Indiana Jones, mi porto sempre dietro questa cosa dei NAZISTI. In un film, un cattivo che si rispetti DEVE essere anche un po’ nazista, se poi è proprio uno di quelli originali con i...

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Le mirabolanti peripezie di King Pong e di un sacco di altra gente che non aveva capito niente

Forse vi aspettate un barbosissimo libro zeppo di fatti freddamente riportati, statistiche, e gente con nomi impronunciabili? SBAGLIATO. “ ZAP! The rise and fall of Atari” è tutt’altro. Intanto il suo autore, un misconosciuto Scott Choen che ha lasciato il suo tratto indelebile sul panorama letterario come un acquarello sotto la pioggia, prima di scriverlo aveva al suo attivo solo alcune pubblicazioni scandalistiche e ( forse, ma la memoria potrebbe ingannarmi ) un romanzo di LESBICHE. E questo ha contribuito fortemente a dare un taglio alla “Novella 2000” a tutto il libro. L’argomento che tratta, la storia della casa video-ludica...

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Buckner & Garcia: Una boiata ti rendera’ ricco

I videogiochi, nei primi anni ’80, innescarono una vera e propria rivoluzione culturale. La gente correva nelle sale giochi con le tasche piene di spiccioli e ne usciva completamente alleggerita, con gli occhi rossi e gli abiti puzzolenti di fumo. C’erano poi quelli che in sala il fumo ce lo andavano a comprare, ma questo è solo un inutile dettaglio. Stavo dicendo che la venuta di un nuovo videogioco rappresentava un vero e proprio evento, roba che talvolta ne parlava perfino il telegiornale, con un Paolo Frajese buonanima ancora bello, pimpante, e in alcuni casi (rari) sorridente. In mezzo a...

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Keith Moon: If you don’t like it, you can just fuck off!

Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui l’anima migra dal corpo e comincia a volteggiare, libera e bella come lo shampoo, in una nube fosca di pensieri e riflessioni che si inseguono tipo un cane che si morde la coda. Tu sei lì alla guida della tua macchina, che percorri una strada che avrai già percorso ventordicimila volte, (e quasi sicuramente la percorrerai altrettante nei prossimi anni) e ti scappa il vezzo di schiaffare a manetta un pezzo degli WHO. Allora cominci ad ascoltare “Baba O’Riley”. Dici, BELLA! Alzi il volume tanto, MA PROPRIO TANTO TANTO, e...

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John Carter: Come emigrare su un altro pianeta, dare pizze e lezioni di vita a tutti e vivere felici

Come si fa a capire se un film Disney ha fatto un buco nell’acqua o meno? Semplice. Si entra nel Disney store più vicino e si guarda sugli scaffali. Se si trova poco o nulla della pellicola in questione, allora vuol dire che il budget non è stato coperto e il film è stato un fiasco. Fidatevi. È così! Provate a chiedere a chiunque abbia cercato il disco di TRON LEGACY (il frisbee luminescente, NON l’album dei Daft Punk. Quello è stato assunto dal Dio dei dischi belli) e vi confermerà questa semplice ma fondamentale regola: se il prodotto tira,...

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Atari enhanced games for mobile: Ricorda e piangi

Tra i riccioli di Robert Plant e il balletto sincopato dei fratelli Righeira si inserisce la storia della società videoludica più famosa del mondo: Atari. Sì, perché volendo essere sinceri la Atari esiste e prospera anche ai giorni nostri come produttore di console games per tutte le più popolari piattaforme del mercato, c’è solo un piccolo dettaglio: la Atari di adesso, anche se porta lo stesso nome, NON è assolutamente la stessa società fondata da Nolan Bushnell nel lontano 1972. Sì, va bene, Nolan alla fine è rientrato dalla finestra e siede nel consiglio di amministrazione dal 2010, ma NO!...

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World War Z: Gli zombie non uccidono. Reclutano.

Partendo dal presupposto che, di per sé, il concetto stesso di zombie sia una grossissima puttanata presa in giro dal punto di vista fisico/chimico/ROTFL, ho letto questo libro con il piglio sornione di uno che si sforza di sospendere la sua incredulità per capire se il fantomatico libretto ( scritto dal figlio di Mel Brooks, mica pizza e fichi! ) fosse solo un’enorme, ennesima montatura pubblicitaria. Dopo un inizio titubante, pagina dopo pagina, ne sono rimasto letteralmente ingabbiato. Quello che mi ha meravigliato sopra ogni cosa è stata l’imponente mole di informazioni e ricerca bellico/strategica che l’autore ha saputo portare...

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Super Mario Bros per ATARI VCS : Assoluti momenti Amarcord

Al tempo degli 8 bit, Super Mario Bros è stato una meraviglia ludica e un iper-successo commerciale che ha fatto godere il mondo. Basta vedere come Shigeru Miyamoto e il suo reparto risorse aziendali abbiano infilato robe tipo baffi, cappello, o la tavolozza dei colori dell’idraulico più popolare del mondo in praticamente TUTTI i prodotti targati Nintendo. Dopo un quarto di secolo Sprybug, programmatore di talento, ha deciso di dimostrare al mondo che è possibile ottimizzare ulteriormente il gioco lanciando un Demake di Super Mario Bros per il gloriosissimo (e mai dimenticato) Atari VCS. La demo comprende solo il mondo...

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In viaggio con papi ( Lost in TamarroLand )

Sei un abitudinario, e come dice Elio: leggi la targhetta sopra l’ascensore: qual è la capienza, quanti chili porta, poi si apre la porta e non lo sai già più. Tutte le volte che rientri a casa dalle vacanze, scarichi Giga e Giga di cartucce con dentro le immancabili fotografie. Cominci lentamente a reinserirti nella realtà e, come in iTunes, scatta la sincronizzazione automatica. Solo che la maggior parte delle volte ‘sta maledetta sincronizzazione fallisce. C’è sempre un’errore, un bug che impedisce alla procedura di terminare correttamente! Che cos’è? Ti domandi. Quel piccolo bug, insignificante e allo stesso tempo fastidioso,...