Chi non corre è perduto : Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a farsi

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In principio era Buckner & Garcia: Di Pac-Man Fever e la monetizzazione del tie-in discografico

I videogiochi, nei primi anni ’80, innescarono una vera e propria rivoluzione culturale. La gente correva nelle sale giochi con le tasche piene di spiccioli e ne usciva completamente alleggerita, con gli occhi rossi e gli abiti puzzolenti di fumo. Si. Certo. Poi c’erano quelli che in sala giochi il fumo ce lo andavano a comprare, ma questo è solo un inutile dettaglio. Stavo dicendo che la venuta di un nuovo videogioco rappresentava un vero e proprio evento, roba che talvolta ne parlava perfino il telegiornale, con un Paolo Frajese buonanima ancora bello, pimpante, e in alcuni casi (molto rari)...

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Keith Moon: If you don’t like it, you can just fuck off!

Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui l’anima migra dal corpo e comincia a volteggiare, libera e bella come lo shampoo, in una nube fosca di pensieri e riflessioni che si inseguono tipo un cane che si morde la coda. Tu sei lì alla guida della tua macchina, che percorri una strada che avrai già percorso ventordicimila volte, (e quasi sicuramente la percorrerai altrettante nei prossimi anni) e ti scappa il vezzo di schiaffare a manetta un pezzo degli WHO. Allora cominci ad ascoltare “Baba O’Riley”. Dici, BELLA! Alzi il volume tanto, MA PROPRIO TANTO TANTO, e...

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John Carter: Come emigrare su un altro pianeta, dare pizze e lezioni di vita a tutti e vivere felici

Come si fa a capire se un film Disney ha fatto un buco nell’acqua o meno? Semplice. Si entra nel Disney store più vicino e si guarda sugli scaffali. Se si trova poco o nulla della pellicola in questione, allora vuol dire che il budget non è stato coperto e il film è stato un fiasco. Fidatevi. È così! Provate a chiedere a chiunque abbia cercato il disco di TRON LEGACY (il frisbee luminescente, NON l’album dei Daft Punk. Quello è stato assunto dal Dio dei dischi belli) e vi confermerà questa semplice ma fondamentale regola: se il prodotto tira,...

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Atari enhanced games for mobile: Ricorda e piangi

Tra i riccioli di Robert Plant e il balletto sincopato dei fratelli Righeira si inserisce la storia della società videoludica più famosa del mondo: Atari. Sì, perché volendo essere sinceri la Atari esiste e prospera anche ai giorni nostri come produttore di console games per tutte le più popolari piattaforme del mercato, c’è solo un piccolo dettaglio: la Atari di adesso, anche se porta lo stesso nome, NON è assolutamente la stessa società fondata da Nolan Bushnell nel lontano 1972. Sì, va bene, Nolan alla fine è rientrato dalla finestra e siede nel consiglio di amministrazione dal 2010, ma NO!...

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World War Z: Gli zombie non uccidono. Reclutano.

Partendo dal presupposto che, di per sé, il concetto stesso di zombie sia una grossissima puttanata presa in giro dal punto di vista fisico/chimico/ROTFL, ho letto questo libro con il piglio sornione di uno che si sforza di sospendere la sua incredulità per capire se il fantomatico libretto ( scritto dal figlio di Mel Brooks, mica pizza e fichi! ) fosse solo un’enorme, ennesima montatura pubblicitaria. Dopo un inizio titubante, pagina dopo pagina, ne sono rimasto letteralmente ingabbiato. Quello che mi ha meravigliato sopra ogni cosa è stata l’imponente mole di informazioni e ricerca bellico/strategica che l’autore ha saputo portare...

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Super Mario Bros per ATARI VCS : Assoluti momenti Amarcord

Al tempo degli 8 bit, Super Mario Bros è stato una meraviglia ludica e un iper-successo commerciale che ha fatto godere il mondo. Basta vedere come Shigeru Miyamoto e il suo reparto risorse aziendali abbiano infilato robe tipo baffi, cappello, o la tavolozza dei colori dell’idraulico più popolare del mondo in praticamente TUTTI i prodotti targati Nintendo. Dopo un quarto di secolo Sprybug, programmatore di talento, ha deciso di dimostrare al mondo che è possibile ottimizzare ulteriormente il gioco lanciando un Demake di Super Mario Bros per il gloriosissimo (e mai dimenticato) Atari VCS. La demo comprende solo il mondo...

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In viaggio con papi ( Lost in TamarroLand )

Sei un abitudinario, e come dice Elio: leggi la targhetta sopra l’ascensore: qual è la capienza, quanti chili porta, poi si apre la porta e non lo sai già più. Tutte le volte che rientri a casa dalle vacanze, scarichi Giga e Giga di cartucce con dentro le immancabili fotografie. Cominci lentamente a reinserirti nella realtà e, come in iTunes, scatta la sincronizzazione automatica. Solo che la maggior parte delle volte ‘sta maledetta sincronizzazione fallisce. C’è sempre un’errore, un bug che impedisce alla procedura di terminare correttamente! Che cos’è? Ti domandi. Quel piccolo bug, insignificante e allo stesso tempo fastidioso,...

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Gli stronzissimi vecchietti di Silvio Dona’

Dice, ma perchè ci stai tartufando i maroni© con tutte queste recensioni di libri? Semplice. Perchè sono in FERIE. Periodo in cui la maggior parte delle persone si dedica notoriamente a non fare un cazzo niente e/o fare tutte quelle cose che si sono ripromesse di fare durante l’anno ma non hanno mai avuto tempo per farle e si sono accumulate. Appunto per questo, quando è scattata l’ora X e la ditta ha chiuso i battenti in un fuggi fuggi fantozziano, a casa mi attendeva una cospicua pila di vari libri. Dai titoli ruggenti di autori affermati ai titoli miagolati...

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Le montagne della follia e tutti quelli che dovrebbero essere citati per plagio

Che H.P. Lovecraft ( accapì per praticità) fosse stato un tipo un po’ sfigatello è ormai cosa nota. Fondamentalmente era uno schivo disadattato, perennemente incline all’esaurimento nervoso. C’è da dire, però, che la sua poca fiducia in se stesso e nell’umanità tutta fu notevolmente aiutata da una consistente dose di sfortune e MALOCCHI che picchiarono duro sul suo capoccione e lo resero parecchio affine a Leopardi. Dopo questo velocissimo cappello, tanto per rincarare la dose, si deve anche ricordare che IN VITA non riuscì MAI a pubblicare un romanzo. La sua rivalutazione e il conseguente successo è stato tutto POSTUMO e...

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Alessandro Apreda: Il suo regno per un Oreo

Avete presente quella canzone di De Gregori che fa: […]Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane, l’avrei distrutto con la fantasia, l’avrei stracciato con la fantasia. Ecco. Si intitola “Rimmel”, e da quando ho finito di leggere il libro di Alessandro Apreda questa strofa mi rimbalza nella testa come fosse all’interno dello schema di gioco di PONG. Non credo che De Gregori abbia a che fare con Apreda per moltissime ragioni, soprattutto anagrafiche, ma mi piace immaginare che quando scrisse quella canzone stesse pensando ad un tipo come lui. “ È che poi – al destino non...

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Il momento e’ delicato: A Niccolo’, basta con la Pleistescion

Questo libro di Ammaniti non è brutto. Non si merita un aggettivo così impietosamente negativo. Questo libro di Ammaniti è ALLARMANTE! Ebbene sì. Mi costa doverlo ammettere, tenendo conto che lui è uno dei miei scrittori preferiti. No, che dico UNO? Diciamo pure che è quello che preferisco SU TUTTI, ma questa volta non gliela posso far passare liscia, mi sento truffato. Partiamo con il presupposto che su 16 racconti presenti nella raccolta, forse meno della metà sarebbero stati degni di pubblicazione. Sembra quasi che, da un pezzo a questa parte, il mio autore preferito stia raschiando il fondo del...

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Ammettilo. Ti mancavano i Duran Duran!

E così ti trovi lì, in piedi con lo sguardo fisso e quel mezzo sorriso ebete di uno che ha notato un vecchio conoscente ma non è ancora sicuro se è lui o non è lui. Guardi il palco e sopra ci vedi una band che suona, pure bene, delle canzoni che conosci alla perfezione. E questo nonostante tu non abbia mai comprato un loro singolo album. Come fai a sapere i testi? Come fai ad intonare le melodie fino all’ultima nota? La risposta è semplice, povero vecchio matusa. Sono i Duran Duran, e tu sei uno di quelli che,...

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Il contratto editoriale capestro: una simpatica tradizione

Oggi due notizie importanti: La prima è che ho ricevuto una proposta editoriale completamente free. La seconda è che l’ho rifiutata. Sei matto! direte voi. No. Il motivo di tale rifiuto sta tutto tra le righe di un contratto di 8 pagine e 39 clausole. Una lunga lista di obblighi e condizioni dettate all’autore e quasi nessun diritto.[pullquote]un contratto di 8 pagine e 39 clausole[/pullquote] Quello che mi ha convinto definitivamente a rifiutare non è stato il punto che prevedeva che gli vendessi l’anima e che firmassi in calce col sangue. No, quello no. In fondo che differenza vuoi che...

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STICCON 2012: Manuale di sopravvivenza per domatori di leoni a una convention di fantascienza

C’è un particolare, all’inizio di questa storia, che ricordo solo io. Siamo in macchina, sto guidando, a fianco c’è Marika, mia moglie, siamo giovani e belli, e ridiamo e scherziamo, a un certo momento sento la mia voce che dice: « A me la convention di Star Trek non interessa ». Quattro anni dopo, mi sveglio in un fosso senza un rene, con indosso la divisa di Star Trek e una figlia. Raccontare cosa sia successo in questi quattro anni non è facile. Io poi mi dimentico sempre tutto. Comincerò quindi dalla fine, dall’ultima convention di fantascienza alla quale la...

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Cosa bolle in pentola: Eravamo soltanto amici

Finito. È pronta la stesura definitiva del mio terzo romanzo. Si intitola ” Eravamo soltanto amici “, di seguito la sinossi: Nella sonnolente cittadina di Riovaggio, quattro amici d’infanzia si ritrovano alla soglia della mezza età per un evento speciale: il matrimonio di uno di loro. Marco, il futuro sposo, chiede ai suoi amici di accompagnarlo a Madrid dove convolerà a giuste nozze con il suo uomo. Inizia così un rocambolesco viaggio in camper e la reciproca riscoperta. Di tempo ne è trascorso dall’epoca dei giochi all’aperto. Michele è un ricercato uomo d’affari, Gianni un piccolo spacciatore di provincia, Tommaso...