Pensavo fosse Jack Kirby invece era un calesse: Le side art del prototipo di Defender

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jack_kirby_birthdayOK, sapete chi è Jack Kirby, vero? Ed evitate di rimanere lì come dei pesci lessi, indecisi se fare gli gnorri andando avanti con la lettura o fare un fulmineo copia/incolla interpellando Google. Beh, se non lo sapete sappiate che dovreste saperlo, cari i miei BABBANI che non siete altro. Jack Kirby è stato uno dei più grandi disegnatori di fumetti del secolo scorso e se è vero che l’imitazione è la forma più sincera di ammirazione, di ammiratori ne ha avuti e ne ha ancora parecchi.
Ne ha avuti anche alla Williams Electronics quando sfornarono il prototipo di DEFENDER, ma del resto come poteva sfuggirci a noi di RGM che siamo sul pezzo dalla mattina alla sera sempre a fare le pulci ai giochini vecchi? Alla fine stiamo parlando di colui che è stato incoronato “RE dei fumetti” ad honorem, mica pizza e fichi, eh?! Ora però non ditela troppo in giro questa cosa che sennò lo spirito del Re potrebbe aversela a male e tornare di notte per torcere i pollicioni dei suoi incauti imitatori.

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Ditemi chi è che mi segno l’indirizzo

Jack Kirby è probabilmente la figura più importante quando si parla di fumetti americani. La sua carriera è durata mezzo secolo e anche se è diventato popolare per il suo lavoro sui super-eroi, in vita ha disegnato praticamente di tutto, ogni stile del fumetto: l’horror, la fantascienza, il romanticismo, il fantasy, la guerra, il western, e probabilmente altri che mi sto dimenticando. E non si contentò neanche di disegnare e definire questi generi una volta soltanto, no. Li definì e ridefinì varie volte fino a quando, con 76 inverni sul groppone, nel 1994 il suo cuore s’inceppò e ci salutò tutti con quella mano magica che si ritrovava.
Il suo stile subì delle naturali modifiche durante il corso della carriera, ma a tutti rimane bene in mente quello super eroistico fatto da figure pesanti e molto dettagliate, con muscolature robuste e spesso complicate. Le sue macchine, come del resto i suoi sassi (sempre presenti in molte vignette), diventarono quasi uno studio della composizione astratta, tanto erano intricati.

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Avete capito cosa intendo? Adesso vi siete fatti un’idea di quale fosse lo stile Kirbyano? Aspè, ve ne faccio vedere un’altra così rendo meglio l’idea.

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Disegno di Kirby. Colori di Royer.

Ancora non vi è chiaro? Via, allora ve ne metto ancora un’altra, dopo però basta, eh?!

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Orbene corridori, adesso che avete dato un’occhiata allo stile del Re. Adesso che avete notato quelle linee di fuga, quei riflessi metallici e quelle particolareggiate ombreggiature, cosa direste se vi trovaste davanti a questo?

1079073_10203024778157591_1418309471_oE questo…

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Tie Fighter?! Cosa c’entrano i Tie fighter con le sentinelle di Thor?

Ve lo dico io cosa direste. Vi affrettereste a dire che è uno dei millemila fumetti di Kirby, che lo stile è quello, I RIFLESSI METALLICI sono quelli! Che, orcozzio, è più facile che Burlesconi sposi Ilda Boccassini che questo NON sia opera del Re.

E la sapete una cosa? SBAGLIATE.

La prima volta avete sbagliato quando avete detto che era un fumetto, perché in realtà è questo cabinato qui sotto:

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Trallallà, le side arts sul cabinato europeo di DEFENDER, trallallà

E la seconda volta quando avete detto che è Jack Kirby, perché in realtà il disegnatore si chiama COSTANTINO MITCHELL e nel corso della sua carriera ha disegnato numerose side arts per cabinati e, soprattutto, flipper. Certo è che questo Costantino, che già dal nome potrebbe essere benissimo un discendente di uno dei nostri compaesani, aveva una grande ammirazione per Jack Kirby perché alla fine il Re faceva spesso capolino nel bel mezzo delle sue opere. Roba proprio da copia/incolla senza ritegno. Chissà come l’avrebbe presa Jack se l’avesse saputo. Vedete un po voi:

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Sulla gettoniera di alcuni Defender c’è il doppio copia incolla Kirby/Star Wars

Nel caso sopra, Mitchell si è proprio superato. È riuscito a scippare materiale sia dal franchising di George Lucas che dal portfolio di Kirby, ma tutto questo non poteva essere una mossa rischiosa? Già mi immagino le scene di panico nell’ufficio legale della Williams Electronics. Gente che si precipita giù al reparto artistico con la bava alla bocca, urlando «NOOO!» e sbattendo la testa contro il muro più vicino mentre si immagina la causa in tribunale che la Lucasfilm avrebbe intentato nel giro di 3..2..1… ADESSO! Per la cricca di Lucas non sarebbe stata una novità, avevano già asfaltato molte altre piccole aziende colpevoli di copiare materiale relativo a Star Wars. Una più, una meno, non avrebbe fatto molta differenza.
Questa cosa però, cari corridori , forse non la sapremo mai visto che in rete mancano fonti a riguardo e nessuno presente alla Williams di quel tempo ci può dare delle risposte. Fatto sta che le side arts per il cabinato amerrigano di DEFENDER sono diverse da quelle europee, vedete voi:

La versione amerrigana

La versione amerrigana riparatrice

Insomma, il buon Costantino potrebbe aver commesso uno dei suoi più grandi EPIC FAIL componendo questa side arts, ma mancando qualsiasi conferma ufficiale alla cosa, tutto quanto rimane una mia personale supposizione. Intanto, visto che si è parlato tanto di DEFENDER, ve lo mostro in tutta la sua splendida anniottantudine, che rinfrescarsi la memoria con l’aereo difensore fa sempre bene.

Vi lascio con questa bella pagina di Leo Ortolani tratta dall’albo tributo num.33 “io e il Re”. Si iù gais.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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