Poison – Every Rose Has Its Thorn: Le 8 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

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Poison-poison-28921470-1000-750Corridori, che ci possiamo fare? Lo sapete benissimo che veniamo da quei tempi là, e quindi, quando l’allerta meteo impazza con giornate merdosissimamente uggiose e giusto un attimo prima che l’onda di piena spiani tutto, a cosa può pensare gente come noi? A dove ha parcheggiato la macchina? A mettere in salvo i mobili? All’argine di polistirolo? Tsè. Ma alle POWER BALLAD no?! Quelle canzoni che adesso le sentiamo solo a tarda notte negli spot delle compilation eighty, nella sale d’aspetto dei dentisti, oppure quando i gonfi escono dal karaoke.
Sì, lo so che la maggior parte di queste canzoni sono talmente smielate da far secco un diabetico, e sono zeppe di metafore talmente semplici che sembrano scritte da un bambino di tre anni, ma queste sono le canzoni che AMIAMO, e non riusciamo proprio a fare altrimenti. Come possiamo non amarle? Così piene di tizi che agitano le lunghe chiome al rallentatore e portano alla luce il loro lato più sensibile nascosto sotto chili di fard.
Oggi vi ricordo questa Every Rose Has Its Thorn dei Poison che avrebbe fatto sciogliere il cuore di chiunque. Vamos.

proprio chiunque

proprio di chiunque

Partite da una premessa molto importante: se foste stati in una rock band degli anni 80, fare una ballad sarebbe stato un imperativo assoluto. Roba di cui andare orgogliosi nei secoli dei secoli. Se poi la ballad era pure bella, allora la gente si sarebbe incisa il vostro nome nelle carni, nel senso che si sarebbe tatuata il nome vostro e della vostra band sull’avambraccio, chè farselo da altre parti era giudicato ancora poco virile. E io, cari corridori, mi prendo la responsabilità di mantenere queste canzoni vive nella vostra memoria, così come i loro artisti. Lo faccio per ammore, solo per ammore, sapevatelo, perchè alla fine è così. A voi piace come a me. Ammettetelo (vi scongiuro).

 

1) Il cantante dei Poison, Bret Michaels, scrisse questa canzone in quanto si accorse di avere un bel paio di corna in testa. La leggenda narra che Bred fosse a Dallas e una notte, telefonando alla sua fidanzata che stava a Los Angeles, udì la voce di un uomo in background. Sconsolato come un cervo, prese la sua chitarra acustica, entrò in una lavanderia a gettoni, e mentre era lì ad aspettare il bucato scrisse Every Rose Has Its Thorn.

tristezza

2) La canzone venne rilasciata sul mercato nell’ottobre del 1988 e fu l’unico pezzo dei Poison ad arrivare alla posizione numero uno nella Hit Chart negli Stati Uniti. Si installò in cima alla vigilia di Natale, e lì rimase per le tre settimane successive che la traghettarono al 1989.

3) Secondo il frontman dei Poison, la rosa nel titolo della canzone rappresenta una metafora della sua ormai fiorita carriera musicale, mentre la spina era la metafora di come il prezzo di quel successo fosse stato il sacrificio delle relazioni personali, in particolare quella con la sua ragazza.

4) “Every Rose” è diventato non solo un successo commerciale, ma anche un riferimento nella cultura popolare americana. Nel corso degli anni il brano è stato utilizzato spesso nei film e nelle serie televisive, ed è stato coverizzato in millemila salse. Una delle cover più recenti è quella di Miley Cyrus nel 2010 che, per carità, suonarà anche bene, ma a me sembra che la canti Alvin And The Chipmunks.

Alvin_and_the_ChipmunksTrova la differenza

 

5) Se non vi bastava la versione della Cyrus, c’è comunque da dire che Bret Michaels si guadagna la pagnotta unicamente su questa canzone da decenni. La reincide o la concede in cover a intervalli più o meno regolari di due anni. Ne ha rilasciato perfino una versione speciale cantata dalle sue due giovani figlie (Kidz Bop Kids) con lui che le accompagna con la chitarra. In questa nuova versione edulcorata per bambini, il testo è stato censurato e i due amanti protagonisti della storia si “siedono” insieme invece di dormire insieme e fare bum-bum. Questa è la vita amici, e la parabola che ha seguito una canzone dedicata a una spogliarellista che ha incornato Bret nella seconda metà degli anni ’80.

 

6) Quando i Poison decisero di rilasciare “Every Rose” come terzo singolo dal loro album “Open Up and Say… Ahh!” La casa discografica (la Capitol records) li sconsigliò vivamente dicendogli che una canzone del genere avrebbe messo fine alla loro carriera. Era troppo soft per il sound dei Poison. Iniziava con una chitarra acustica ed era una roba da cowboy tristi.

7) C’era una lotta interna nella band a proposito di “Every Rose”. Il chitarrista dei Poison, C.C. Deville, era sempre stato il metallaro del gruppo e odiava suonarla. La canzone fu una delle ragioni per cui si rifiutò di parlare con Bret Michaels per quasi 5 anni, anche se il fatto che Bret si sia portato a letto la sua ragazza per sei, di anni, non è che abbia aiutato.

8) Nel cartone animato dei Simpson, Otto ha usato questa canzone per fare la proposta alla sua ragazza.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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