Prince Alter Ego : una storia di romanticismo e di nerchia

Bittorrent mi ha fulgidamente dimostrato che c’è un Dio giusto e benevolo. Lo so perché venerdì scorso mi sono ritrovato a fissare il file compresso contenente “Prince : Alter Ego”, il fumetto del 1991 che ha come protagonista il principe di Minneapolis. Erano 4 mesi che stava in coda. La rievocazione di un dio egiziano comprendente un sacrificio umano mi avrebbe preso meno tempo. Quando ho capito che era arrivato è stato bello, tra un po’ piango.
Prince era un artista iper prolifico e intelligente, stuzzicante e sexy, era nato così e così è rimasto fino al momento della sua morte. Ogni tanto ci ripenso e mi manca terribilmente.
Così, mentre il dolore e lo shock per la sua morte sono attualmente compressi in una file .rar sul mio desktop, mi sembra un buon momento per guardare questo  fumetto su di lui. Andiamo a ballare và.

Originariamente pubblicato da Titan Books in Gran Bretagna nel 1991, e poi ripubblicato da Piranha Musica / DC Comics, dopo averlo letto vi posso dire che “Prince : Alter Ego” ci presenta il capricciosissimo Prince nei panni di una specie di supereroe, ma non è chiaro se abbia poteri sovrumani o simili, anche perché il fatto che venga riconosciuto da ogni singolo personaggio nel corso del fumetto non può essere considerato un superpotere, altrimenti dovremmo affidare il destino del mondo a Rovazzi.

In questo fumetto, fondamentalmente, si è preso Purple Rain con tutto il suo carico di tamarraggine anni ’80, lo si è pastorizzato, e poi mescolato con qualche ingrediente di The Dark Knight Returns. Quello che è venuto fuori va servito rigorosamente freddo e si chiama, appunto, “Prince : Alter Ego”.
Scritto dal temibile Dwayne McDuffie, supportato dallo scoppiettante tratto di Denys Cowan e Kent Williams, Alter Ego è uno stravagante/strambo viaggio tra muse che la danno via facile, doppelganger cattivissimi, e guerre in nome del rock.
Ma prima di penetrare a fondo nella trama (che già Prince penetrava molto di per sé), vi sbatto giù questa immagine del principe rifinito in viola che cavalca la sua moto anch’essa viola, indubbiamente in arrivo bello diretto da Purple Rain.

Bei tempi

Il principe arriva in città così, con in testa di scrivere la sua canzone definitiva. Il problema è che, anche se vorrebbe farlo, gli manca l’ispirazione. Infatti, se ne va agli studi della Paisley Park dove mancava da tipo una vita e dice a tutti di andarsene a casa che non è serata. I New Power Generation ci rimangono male e lo guardano storto.

Ma perché a Prince manca l’ispirazione, secondo voi? Dai, che ci arrivate. Se siete dei bravi fan lo potete immaginare. Va bè, ve lo dico io. A Prince manca l’ispirazione perché manca la figa ( eò. È così. Non ci possiamo fare niente). E infatti qui l’ispirazione ci viene proposta come incarnata in una bellissima fanciulla dai facili costumi di nome, appunto, MUSA. Lei e Prince prima filavano alla grande. Ora, chissà dove è andata a finire? Eccola qui sotto.

Questo è Prince, ragazzi. Non c’è niente da fare. Nel suo mondo la Musa è una ragazza che non solo sa trovare le rocce nel mezzo di un fiume, ma è anche in grado di trasformare il desiderio sessuale in ispirazione musicale. E mentre lui si ricorda i bei tempi andati del romanticismo e della nerchia, a Minneapolis sta girando brutto. I fratelli si rivoltano uno contro l’altro, le bande che erano amiche sono diventate nemiche.
A Prince questa cosa non piace e si sente in dovere di metterci bocca. Basta una sua parola per placare gli animi ( per la precisione 22 parole dal momento in cui arriva).

Grande Prince. La prossima volta ti mandiamo a fare un giro in Palestina

Ma perché tutto questo accade? L’ispirazione che non c’è più, gli amici che si menano. Questo è davvero strano e non casuale, ma…UH…Ecco il colpevole! Prince entra in un locale e ci trova il suo vecchio amico d’infanzia, Gemini! Che già il nome chiarisce il fatto che sia il gemello di Prince, però non è uguale a Prince. Cioè, è uguale ma è diverso. Aspè, forse è meglio se ve lo faccio vedere. È nell’ultima vignetta a destra qui sotto.

È Jimi Hendrix palestrato

Visto? Il cattivo è lui. E la cosa brutta-brutta è che Musa adesso è la sua nuova fidanzata.  Viene fuori che Gemini, prima amicone di Prince (suonavano anche insieme), divenne vittima del suo stesso successo. Prima invidioso del principe e poi fautore di un rock aggressivo e furente, Gemini venne esiliato in un manicomio a causa di un (sottinteso) abuso di droghe e alcol che gli fece perdere il lume della ragione. Il punto però non è questo. Il punto è che la musica di Gemini tira fuori il peggio dalla gente, da tutti, Prince compreso. Cioè, più si ascolta la sua musica e più si diventa MALVAGI, uuuh (brivido).

Naturalmente un affronto del genere non può restare impunito. Vada pure per i cazzotti e la gente che si pesta, ma la figa no. LA FIGA N-O. A Prince si chiude la vena e salta sul palco intenzionato a consegnare a Gemini una complilation di schiaffazzi. Gemini, essendo cattivo, ovviamente ne busca, ma essendo anche un SITH sotto mentite spoglie, invita Prince a continuare a menarlo fino a ucciderlo. Prince, da buon Jedi zen quale si ritrova, sceglie di non infierire, anche perchè ci dice che «Non si può sconfiggere la malvagità diventando come lei». Gemini se la ride di brutto, pesca una provvidenziale moto parcheggiata sul palco tra le tastiere e la batteria, e fuggia via sghignazzando facendo ulteriormente notare a Prince che adesso Musa se la pipa lui.

Adesso c’è la rituale scena dell’inseguimento. I punti bonus di McDuffie si incrementano quando il lettore nota il suo sottile riferimento a Batman nascosto nei dialoghi dei due antagonisti. Alla fine possiamo dire quello che ci pare su questo fumetto, ma McDuffie ha scritto Batman, mentre Prince ne ha composto perfino la colonna sonora. Una cosa del genere era il minimo.

L’inseguimento va a signorine allegre che fanno la vita mentre accade una cosa che provoca un’extrasistole nel cuore di tutti i fan. La moto viola di Purple Rain va distrutta! Piangiamo tutti. Il principe si ritrova quindi appiedato, ma questo non gli impedisce di rimorchiare. Con o senza moto, il nostro eroe porpora si catapulta nel letto della sua ex, Musa, che sembra pentita del suo flirt con Gemini e rivuole suonare il chitarrone di Prince.

Siamo agli sgoccioli. Gemini si rivela essere il male puro, in contrasto con la bontà innata e l’autocontrollo zen di Prince. Pure i New Power Generation cadono in balia del cattivo. Musa infatti ha finto facendo il doppio gioco per Gemini. Ha tenuto nel lettone Prince tutta la mattina in modo da fargli saltare l’appuntamento con la band, e loro se la sono legata al dito andando a suonare per il nemico. Non ci sono dubbi: Gemini è proprio un cattivone, un nemico spregevole in ogni modo.

Poi mena anche le donne…

E così, mentre la moto distrutta di Purple Rain magicamente ricompare, Prince si reca più incazzoso che mai al concerto di Gemini per la resa dei conti finale. Trova ad aspettarlo un sacrificio rituale in piena regola. Gemini ha imbastito un’esecuzione sul palco e la vittima è proprio lei: MUSA.
Piombando sul palco con la moto e tutto, il nostro eroe viola salva la sua bella e questo convince Musa che forse, dico forse, Gemini non sia poi questo gran partito che lei credeva che fosse. Per sdebitarsi la donna salva Prince da un trappolone attentamente congegnato con la chitarra elettrica.

Ed è qui che il vero spirito di Prince si afferma. Come alla fine di un grande musical che si rispetti, tutto gira su una battaglia finale a colpi di musica. Sia Prince che Gemini schitarrano il medesimo brano ma la gente preferisce il tocco delicato e caritatevole del Principe. Perché il vero potere sta nella purezza della sua musica, la trascendenza del messaggio, il rifiuto delle negatività e dell’orrore. Questo è il potere della musica, ragazzi, mica pizza e fichi, eh!?
Gemini viene battuto, la gente carica il palco e cerca di fargli la pelle, ma Prince lo difende impedendo la sua uccisione, perché Prince è buono, è santo, è zen, e poi, cazzo, «Non si può sconfiggere il male diventando come lui».

Ed è qui che tutto finisce. Prince riguadagna il palco con la sua band di nuovo schierata con lui. I New Power Generation hanno visto la luce e definitivamente capito da che parte stare. Musa è di nuovo innamorata di lui e sta in prima fila in mezzo al pubblico a ballare come una forsennata. Il pubblico gode. E la musica continua… Volete un finale eighty meglio di questo?

Peccato che i fumetti non trasmettano i suoni, altrimenti starebbero ridendo tutti.

GIUDIZIO

Molto simile a Prince stesso, questo fumetto è completamente fuori di testa, ma lo è in un modo così assurdo da risultare perfino gradevole. Anche se è del 1991, Prince: Alter Ego è un residuato bellico degli anni ’80, e lo è quando ricorda ai suoi lettori che il potere della musica può convincere la gente a fare qualsiasi cosa, che la musica aiuta le persone a trovare uno scopo nella vita. Attraverso la musica si raggiunge anche Dio. Se leggiamo questo fumetto come una sorta di manifesto stravagante per la sua visione del mondo, esso dimostra che ogni uomo può trascendere il suo lato oscuro e abbracciare la vera saggezza interiore. Oppure, in alternativa, fondare un impero galattico e sterminare tutti i Jedi della galassia. Se riuscite a trovarlo, leggetelo. È un fumetto scontato ma divertente.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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