I Prototipi Atari: Potenzialita’ sprecate e disastri scampati negli anni ’90

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563b790088a142c4819ba153bc81dd6e_6Se gli anni ’70 furono pionieristici e gli anni ’80 vantarono una vera e propria esplosione di prototipi, questo non significa che gli anni ’90 furono da meno.
La Atari Games, così rinominata dopo la sua scissione dalla divisione home computer e console, cercò in tutti i modi di restare agganciata alla nuova tendenza del mercato: I giochi di botte, o più comunemente definiti PICCHIADURO.
I ragazzi del Fuji-logo vendettero cara la pelle e spararono tutte le cartucce a loro disposizione, beccando qualche centro, per carità, ma nel complesso restando sempre in affanno, all’inseguimento di qualcun’altro che stava tenendo le redini del mercato dettando le regole.
Alla fine del decennio Atari Games non esisteva più, completamente assorbita dalla WMS Industries (ex-Williams Electronics) e inscatolata dentro la sussidiaria Midway Games West.
Con quest’ultimo post termina il nostro spericolato viaggio nel far west dei prototipi Atari e ci resta il ricordo di un’azienda che c’ha provato, c’ha creduto, ma alla fine ha dovuto mollare. Lunga vita ad Atari.

anni 90

Anni ’90

Un altro progetto sequel che rimase in scatola a causa della crescente popolarità dei giochi di combattimento fu “Marble Madness II – Marbleman” del 1991. Questo gioco differiva dal suo predecessore per un unico grande aspetto, si usava un joystick invece della trackball. Questo perchè i commerciali di Atari Games ritennero che l’uso della trackball nel gioco originale ne avesse limitato la popolarità e le conseguenti vendite.
Si poteva giocare fino ad un numero di tre giocatori contemporaneamente e c’era un nuovo personaggio “supereroe” di nome “Marbleman”. Il player aveva anche nuove abilità come l’invisibilità e il volo, e pure la possibilità di giocare alcuni livelli simil-flipper. Il gioco venne messo da parte per dare la precedenza a “Guardians of the Hood”, che non fece troppo male e fu uno dei pochi giochi picchiaduro che l’azienda rilasciò.

Il 1992 vide un paio di giochi finire direttamente nel dimenticatoio. Il primo “Atari Arcade Classics” era stato creato per celebrare i 20 anni di Atari e comprendeva le nuove versioni di “Centipede” e “Missile Command”, ribattezzati per l’occasione “Super Centipede” e “Missile Command II”. Entrambi i giochi erano giochi co-op a più giocatori, anche se la cosa non era una reale novità visto che la versione per Atari 7800 di “Centipede” già lo prevedeva. Alla fine il progetto non andò in porto e lo stesso hardware di “AAC” venne riciclato per un gioco di puzzle chiamato “Dr. Sparkz Lab” poi cancellato anche lui.

Super Centipede

Super Centipede

Dopo l’uscita di “Street Fighter” nelle sale giochi, il genere dei giochi picchiaduro diventò la grande torta di cui tutti volevano una fetta. Atari sviluppò un certo numero di giochi di combattento che si conclusero con un nulla di fatto, a partire da “CyberStorm” nel 1993. Non si sa molto di questo gioco tranne che il player sarebbe stato un robot al quale si potevano danneggiare le gambe e le braccia in maniera separata dal corpo.

Cyberstorm

Cyberstorm

A volte i giochi sono semplicemente troppo strani per essere giocati, ma la parola “strano” potrebbe essere un termine poco azzeccato per questo gioco del 1993 chiamato “Beat head”. Era un po’ come giocare in 2 a “Q*Bert”, però con la musica brutta e la grafica da incubo di un ubriaco. La premessa che ci stava dietro poi era a dir poco bizzarra.

Nel 1989, i ragazzacci di Atari ebbero un certo successo sul mercato con il simulatore 3D “Hard Drivin'”, e nel 1993 prepararono il terzo episodio della saga dal titolo “Hard Drivin’ Airborne”. Nel gioco si poteva fare salti enormi durante i quali l’auto si trasformava in aliante. Il cabinato rifletteva questo cambiamento. Fornito di un monitor da 33 pollici aveva una forma più da aereo che da auto. Inoltre aveva anche un sistema di ventilazione interno per gli effetti speciali in modo da dar meglio l’impressione del volo.

hdair-781x1024Lo sviluppo da zero dell’hardware 3D era un’impresa costosa per tante aziende, Atari Games compresa. Per risparmiare un po’ i ragazzi di Atari decisero di modificare le schede delle console da casa, potenziandole per utilizzarle nella progettazione dei giochi da sala giochi. Nel 1994, presero l’Atari Jaguar e dopo avergli aumentato la RAM e sostituito il processore, cominciarono ad utilizzarla progettandoci sopra i nuovi titoli arcade. Il nuovo hardware dopato fu chiamato COJAG e fece girare giochi popolari come “Area51” e molti altri giochi purtroppo inediti.

Immagine di una scheda 'CoJag' del gioco 'Freeze' (prototipo mai rilasciato), (c) 1996 by Atari Games.

Immagine di una scheda ‘CoJag’ relativa al gioco ‘Freeze’ (prototipo mai rilasciato), (c) 1996 by Atari Games.

Se siete cresciuti negli anni ’90, probabilmente avrete sentito parlare di “Beavis and Butthead”, e questo anche se non riuscivate a vedere le frequenze di MTV sul televisiore di casa. Un concreto numero di giochi basati sul cartone animato di “B & B” vennero rilasciati per varie console da casa, ma ad un certo punto si decise che era il momento giusto anche per un gioco arcade. Atari Games provò a realizzarlo utilizzando l’hardware del 3DO, un sistema home video games piuttosto costoso, modificandolo. Alcuni cabinati prototipo vennero prodotti, ma alla fine della fiera il gioco non fu mai terminato.

La metà degli anni ’90 furono il periodo in cui i giochi di combattimento “uno contro uno” erano all’ordine del giorno e dopo “PitFighter”, Atari Games trovò un certo successo con il gioco di combattimento tra dinosauri, “Primal Rage”. Un paio di anni dopo, nel 1996/97, “Primal Rage II” era in corso d’opera come sequel ma venne infine cancellato. Avrebbe avuto un layout con sei pulsanti tipo “Street Fighter II” e si poteva selezionare un personaggio umano che poteva trasformarsi in uno dei dinosauri del primo gioco come parte del proprio combo d’attacco. Gli adoratori umani erano ancora presenti, così come la violenza, ma il tutto con grafica molto migliorata.

Beh, spero vi sia piaciuto questo ampio sguardo sui tanti prototipi di Atari. Ovviamente non li ho elencati tutti, ma del resto in alcuni casi si sa talmente poco sul loro conto che il net non restituisce nulla e ho preferito soprassedere. I prototipi sono una finestra aperta su quello che avrebbe potuto essere il mercato dei videogames, anche se a volte era evidente che il concetto stesso alla base di quei giochi proprio non avrebbe funzionato. È per questo che sono rimasti tali. Saluti dal tempo che fu e buon Natale a tutti.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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