Donne che limonano lupi: Volenti o nolenti, quella casa nel bosco e’ il nuovo SCREAM

Quella casa...per aria

Quella casa…per aria

Come al solito ci arrivo sempre dopo. Da qualche parte l’avevo letto, in giro per il net, che questo film era da vedere, ma siccome l’horror non mi tira più da un po’(ho detto l’HORROR!) e c’ho una moglie che non ha dormito una settimana dopo aver visto il terzo film di HARRY POTTER, riuscire a guardarlo mi sembrava quantomeno problematico.  Poi un’afoso sabato pomeriggio di luglio, inaspettatamente, mi ci schianto sopra sulla solita SKY, e la congiunzione astrale mi viene incontro sorridendo, a braccia aperte per darmi un bacino in fronte. Mia moglie è tornata a lavorare (di sabato) e mia figlia dorme beata sul lettone. SONO SOLO, in mutande, e con il condizionatore acceso. Ho pure birra fredda e noccioline. UN PAPA, sono. Cazzo. Un fottutissimo Papa. E quando mi ricapita? È giusto approfittare della situazione altrimenti è un peccato da dannazione eterna. Mi spalmo sul divano e ci faccio un nido tipo RAGNO guardandomi il film.
Ecco. Adesso che l’ho visto non solo penso che la sua visione dovrebbe essere obbligatoria, ma sostengo che sia anche brillante, divertente, spaventoso, e molto moltissimo paraculo. Ma non basta. È intelligente, zeppo di citazioni e, soprattutto, lo SI PUO’ GESTIRE anche se l’horror non lo si sopporta. E allora che razza di film horror è? Boh? Che ne so? Ma credetemi, sicuramente è già un CULT. Giurin-giurello sulla stanza delle teste mozzate del Governatore.

È veramente difficile per me riuscire a parlare di questo film senza spoilerare qualcosa, cercherò di contenerti ma non prometto niente a nessuno, quindi occhio che se qualcuno legge si potrebbe rovinare la sorpresa. (No. Io l’ho detto, poi fate voi)

Mega-Bong o pinta di birra?

La premessa di base di questo film è quella di utilizzare tutti i più banali cliché visti nei film del genere ridicolizzandoli oltremodo, e questa cosa inizia proprio dai protagonisti. Cinque amici che guarda caso sono:

  1. L’atleta testosteronico bravo e allevato a torta di mele amerrigana.
  2. La bionda stupida portatrice sana di zoccolaggine che ovviamente la darebbe via al cane (ma anche un lupo impagliato potrebbe andare bene) e in questo caso la da in pasto all’atleta di cui sopra.
  3. Il buffone strafatto di canne che fa ridere e che ricorda tanto Shaggy di Scooby Doo.
  4. La ragazza buona e sincera, presumibilmente vergine, che si fa sempre un sacco di problemi e scrupoli ma alla fine è sempre lì, in prima fila.
  5. Il tizio intelligente e fors’anche belloccio, ma con iniziativa pressoché uguale a zero.

I nostri eroi decidono di prendere un camper per andare a passare un weekend in una capanna in mezzo al bosco, ma ovviamente laggiù li aspettano orrori indicibili. Quali orrori, vi chiedete? Beh, questo dipende dall’oggetto che raccoglieranno in un misterioso piano seminterrato della capanna.

La colpì il suo sorriso e il suo profumo muschiato

Lì per lì sembra il tipico film dell’orrore, ma in realtà non lo è. Sì, perché quando in un film dell’orrore entrano in ballo GLI ANTICHI tutto sfugge un po’ di mano e l’aria si fa rarefatta. E dato che questi vecchissimi Dei camminarono sulla terra in epoche remote portando morte e distruzione per poi finire imprigionati sottoterra, uno si domanda anche se sia il caso di andare a dargli noia a questi tizi, ché poi magari s’incazzano anche. L’unica cosa che li tiene intrappolati nel profondo sono i sacrifici umani rituali, ma il sangue di pecora e le vergini gettate nei vulcani non bastano più. Gli Antichi sono cresciuti, si sono adeguati ai tempi, e quindi si annoiano a morte, per questo adesso non chiedono solo un semplice sacrificio, ma uno vero e proprio spettacolo.
Ed ecco che entrano in gioco dei centri operativi segreti, pieni di impiegati mezzemaniche e ingegneri specializzati, dove gli adepti degli antichi possono e devono organizzare il miglior show possibile per intrattenere le loro divinità, soddisfacendole in modo tale che non si indispongano troppo e gli salti il grillo di devastare la Terra.

Colletti bianchi per fermare la fine del mondo

Durante tutto il film mi sono goduto questi cambi di scena tra quello che accade alle povere 5 vittime nel bosco e quello che accade all’interno del centro operativo. Mi sono proprio divertito. Certo, quei poveri ragazzi venivano orribilmente uccisi da una famiglia di redneck zombie, ma il tutto veniva mitigato da quello che succedeva negli uffici, con gli impiegati che facevano le scommesse su quali tipi di mostri sarebbero entrati in azione.

 

Ciò che rende questo film così incredibilmente super-fantastico è la metafora. Come? Non l’avete capita la metafora?
Gli Antichi, così come gli uomini, erano abituati a trovare soddisfazione in cose semplici; in un canto, una danza, una pecora, una ragazza gettata in un vulcano, appunto, ma adesso non è più così. Adesso anche loro hanno sviluppato gusti più esigenti, desensibilizzati da decenni di show-business spazzatura. Anche loro, come noi, guardano film horror uno dopo l’altro, alla ricerca della scena di morte che li impressioni di più.
Guardare questo film è un’esperienza illuminante. Non solo è divertente, ma spiega cosa succede in ogni altro film horror e da un senso a quelle volte che ho notato un personaggio prendere una decisione stupida e ho pensato: «Perché diavolo avrebbero dovuto dividersi?». Ecco. Adesso so il perché.

Adesso, finalmente, capisco. E mi è chiaro come funzionano tutta quella caterva di film horror che mi sono sorbito in gioventù.
Quella Casa Nel Bosco, poi, è soprattutto una commedia proprio perché prende in giro i classicismi dell’ horror: quando i protagonisti sono intrappolati da una voragine gigante e qualcuno dice: «Che cosa dovremmo fare adesso? Saltare?», si ottiene uno dei più grandi EPIC FAIL della storia del cinema. L’atleta sente la parola “salto” e ha un’illuminazione. Lui, ovviamente, da bravo atleta quale si ritrova, è bravo a saltare. Tira giù la motocicletta dal retro del camper e fa un discorso ispirato. Tornerà per loro. Tornerà con un esercito per salvare tutti, tranqui, fidatevi. È una di quelle scene viste e riviste in migliaia di film. Prende una bella rincorsa. Tutti lo guardano con speranza e ammirazione. Parte a bomba. Salta e…

EPIC FAIL

Il punto di tutto questo è che questo film è geniale, VA VISTO, e va visto soprattutto se si è appassionati di horror per poter cogliere tutte le millemila sfumature. Poi, a parte ridere, c’è anche una mega scena splatter/gore che non può non piacere ai cultori del genere. Succede quando qualcuno preme il classico bottone “BOMBA LIBERA TUTTI”. Giudicate voi.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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