Vivere e morire a Pastrengo : Quelli che i Videogiochi 2016 – il reportage sul campo

quelli-che-i-videogiochiGli dei del Videogioco sono severi ma giusti. Sono loro che dobbiamo ringraziare per i cabinati arcade, gli ambienti fumosi, i pusher, e i suonini che piacevano tanto a noi giovani dentro. Adesso gli dei del Videogioco regnano sereni nei salotti di mezzo mondo e su tutti gli smartphone della Terra, ma hanno ancora i loro araldi che camminano tracotanti tra di noi. Gli amici Alessandro Bolgia e Andrea Massarotto di RETROCAMPUS GARDA sono certamente due di questi. Loro, illuminati nel cervello dall’abbagliante sfavillio di 50 marquee accesi, sono coloro ai quali dobbiamo rendere grazie per l’evento ” Quelli che i videogiochi …”. Tons and tons of cabinati arcade uno più bello dell’altro che così tanti insieme non si erano mai visti.
All’evento si sono esibiti per gli astanti: Pac-man, Space Invaders, Donkey Kong, tutti i laser game di Don Bluth, e tantissimi altri. Un enorme Live-Aid a carattere videoludico per sostenere e aiutare la causa: evitare l’estinzione completa delle sale giochi.
Al termine, un manipolo di coraggiosi ha pensato bene di rendere grazie agli dei del Videogioco immortalando il momento con una foto a metà strada tra il sacro e il profano.

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L’ultima cena del retrogaming

Ora che ci siamo tolti di mezzo le presentazioni, parliamo di ” Quelli che i videogiochi …”, che lì per lì, a sentirlo dire così, potrebbe venir frainteso come qualcosa di triste e algido con Simone Ventura, ma invece è un grande evento che fomenta le turbe e che si svolge, da un anno a questa parte, a Pastrengo; un microscopico comune di 3092 anime ( così mi dice Wikipedia) famoso in tutta Italia per le sue sterminate coltivazioni di FOMENTO.

Un esempio di trasmissione del Fomento

Un esempio di trasmissione del Fomento

Pastrengo non è nuova al Fomento, ne ha fatto una specie di tradizione storica da rinnovare negli anni, e lo trasmettere alle nuove generazioni in modo che non si dimentichino mai di essere vivi. «Perché?» Vi chiederete voi. Per due semplici motivi: primo – c’è da pagare le tasse; e se ti passa la voglia di essere vivo, poi dopo non riesci a pagarle bene. Secondo – c’è da tenere bene a mente il ricordo delle sale giochi arcade, e senza il relativo Fomento che comportava l’esserci stati dentro, non si può combinare un cazzo.
Il Fomento, tra l’altro, Pastrengo lo detiene dai tempi dei moti del ’48, quando i carabinieri, per il solo fatto di essere proprio lì, già si fomentavano andando a fare il culo agli austriaci. Ecco perché la dicotomia tra Fomento e Pastrengo si rinsalda più che mai con eventi come ” Quelli che i Videogiochi …”. Perché c’è una sala giochi! Una grossa sala giochi aperta al pubblico e completamente libera dall’impiccio di infilare le monetine nei cabinati. Tu, ignaro lettore quarantenne che non sei mai stato a Pastrengo, sì, proprio tu, non devi fare altro che liberarti dai brutti pregiudizi che i tuoi cattivissimi genitori supercristiani ti hanno inculcato da piccino e venire a giocare senza vergogna alcuna. Puoi portarci i tuoi figli così imparano l’importanza del coordinamento occhio/mano. Puoi portarci la moglie così stacca un attimo dai dannati giochini su facebook. Perché anche se hai quarant’anni a Pastrengo c’è quel Fomento per le puttanate tipico degli anni ’80, di quando io, tu, tutti noi ci fomentavamo per le cose più assurde e frequentavamo quei protocentri sociali che erano le sale giochi. Ti ricordi? Non mi dire che te lo sei dimenticato!? Le sale giochi erano le centrali nucleari del Fomento, non puoi negarlo. E allora perché non sei venuto a Pastrengo, eh?! Saresti ringiovanito dentro, come è successo a me.

 

Mi tocca farti rosicare mostrandoti le belle foto che ho fatto lì. Tutte quelle belle immagini traboccanti Fomento e personaggi di pregevole fattura come i cabinati a cui giocavano.
Da dove potrei iniziare? Non so. Forse dalle due persone che hanno reso possibile l’impresa? Credo di sì. Per prepararti al prossimo evento ( perché intimamente TU SAI GIÀ che verrai, non opporre resistenza) dovrai sapere chi sono Alessandro Bolgia e Andrea Massarotto, e siccome adesso io non ho voglia di scrivere nuovamente chi sono ché si è fatta una certa e mi sono rotto, ti invito calorosamente a cliccare sul link associato ai loro nomi in modo che tu possa andarti a leggere il fantasmagorico articolo che ho scritto su di loro e Retrocampus quasi un anno or sono.
Ora, dopo che ti ho detto queste cose e tu le hai bellamente ignorate, il motivo perché ciò è accaduto è uno solo: vuoi vedere le foto, o perlomeno dei filmati di Quelli Che I Videogiochi. Ebbene, nipote mio, eviterò di spararti fuori dal mio blog con il piedone meccanico e ti accontenterò mostrandoti l’angolino dei Laser games.

Alla luce dei fatti, il mondo si divide in due categorie: quelli in fissa con i retrogames, e quelli che scavano nei videogiochi di ultima generazione. A occhio e croce tu sei uno che scava, e quindi ti rimando direttamente all’ultima immagine della sfilza sotto, dove un affabile Marco Marabelli ti scorterà cortesemente all’uscita a calci nel culo.

Con Marco Miccoli. Uno dei principali esponenti della comunità delle console Atariana

Come Rocky con Marco Miccoli. Uno dei massimi esperti italiani in materia di console Atari 8bit

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Con Maurizio Miccoli (IUR). Redattore della rivista VIDEO GIOCHI e CVG della Jackson

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Come Rocky con Damiano Colombari. Boss monomandatario di se stesso per conto della MANOSOFT

Marco Miccoli predisposto a buttare fuori dal blog quelli che scavano

Un arrogantissimo Marco Marabelli predisposto a buttare fuori dal blog quelli che scavano

Ma siccome di quelli che scavano è pieno il mondo, e, ahimè, sono anche più numerosi dei retrogamers hardcore come noialtri, tocca spiegarti per filo e per segno quello che ti sei perso in modo tale che, con molta fiducia negli dei dei Videogiochi, il prossimo anno tu non ripeta l’errore di non venire.
Un freddo elenco ti consegna alla realtà dei fatti. Quest’anno ti sei perso, nell’ordine:

Buongiorno alla mattina

Buongiorno alla mattina

14563514_545482055649565_5562578002091766655_n1) Un auditorium intero inzeppato di circa 30 e rotti cabinati, più 2 flipper, e diverse tavolate di retroconsole. Tutte le macchine erano a crediti illimitati. Tutte le console liberamente accessibili. C’era pure un Bar interno. Hai capito cosa ho detto? UN BAR. CRISTO, UN BAR! Gestito dal barista più hipster e ganzo del blocco antisovietico. Questo tipo qui sotto che solo a vederlo fa già simpatia.

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«Mi devo complimentare con voi retrogamer perché siete proprio degli eccellenti alcolisti» (true story)

Come potete notare dalla foto d’archivio, il nostro barista qui sopra, che per ovvi motivi finanziari chiamerò DOTTOR SALASSO, era giustamente molto felice. I retrogamer gli avevano finito tutta la birra, sia in fusti che in bottiglia, e lui se ne stava lì a rimirarci mentre facevamo la schiuma dalla bocca.

Enrico Zanetti con il mini cabinato di Nibbler fatto da Marco Marabelli

Enrico Zanetti con il mini cabinato di Nibbler fatto da Marco Marabelli

2) L’ex-campione mondiale di Nibbler, Enrico Zanetti, che si collegava via Skype con l’ex-campione mondiale di Nibbler, Tim McVay. Adesso il record è di Rick Carter che con 52 ore di gioco e 1,4 MILIARDI di punti lo detiene con fierezza, ma resta il fatto che sia Zanetti che McVay siano anche loro attori nel film documentario “Man vs Snake”. Enrico e suo fratello mi concedono una foto prima che il suddetto mi stenda con un round kick volante.

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Poi si è girato verso di me e, PEM!

3) Francesco Romeo che iniziava a giocare a Bomb Jack alle 10.30 di sabato mattina e finiva alle 6.30 del giorno dopo, battendo il record mondiale. Marabelli ha certificato l’evento in diretta dormendo col sacco a pelo on stage.

record del mondo

Record del mondo! YEEEE!

4) Tanta ma tanta gente. Il pienone. Tanta al punto che sabato pomeriggio, a un certo punto, tra macchine accese e tutto, l’auditorium si era trasformato in una sauna. Per i completisti segnalo anche la presenza di figa. Non molta, sia chiaro, ma per essere in un ambiente ostico al genere, possiamo tranquillamente dire che Quelli che i Videogiochi ha avuto successo anche sotto questo punto di vista.

E allora? Verrai il prossimo anno? Cos’altro devo fare? Mandare una foto al VERNACOLIERE?

Già fatto

Già fatto

A breve un Podcast de I CUGINI DEL TERRIBILE per suggellare definitivamente l’evento, con interviste on stage, suoni, odori, mortaretti, e il BOSS ROBOT funzionate dentro. Per il resto, bah. Chi frequenta questo ambientaccio del Chi non Corre è Perduto già lo sa. Sarò pure una persona strana, ma non credo di essere l’unico. Venite a Quelli Che I Videogiochi. Baci.

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