Paradigmi dal manuale del vampiro modaiolo : Ragazzi Perduti

Correva l’anno 1987 e Twilight, con quella checca isterica di Edward Cullen, era ancora il sogno bagnato di uno sceneggiatore sotto Prozac. Negli anni ’80 non si scherzava per niente. Erano i giorni in cui gli uomini erano uomini, gli alieni erano alieni, i vampiri erano… Urgh… VAMPIRI! Ogni singolo film che usciva al cinema proponeva un manipolo di celebrità teenager impegnato a cercare tesori, vendicare mentori, stirare gente cattiva e, occasionalmente, blastare mostri. Se poi il manipolo di teenager proprio non c’era, di teenager ne bastava solo uno (ma belloccio) che si trasferiva con la famiglia in California per via delle esigenze lavorative del genitore separato, e il gioco era fatto. Incontrare un bullo stronzo che ti menava e un anziano giapponese che ti insegnava il Karate, era un vento. Finire per scontrarsi con una banda di teenbiker vampiri guidati da un terribilissimo Kiefer Sutherland, una giacchettata. Perché, come tutti sanno, nessun film degli anni ’80 avrebbe senso se la gente smettesse di andare in California. Il problema è la California, ragazzi. Solo quella.

Tutti gli anni ’80 in un sassofonista solo

Negli anni ’70 i vampiri non erano per niente ganzi. Non se ne andavano in giro fingendo di essere dei diciassettenni modaioli. Non avevano capelli phonati con lacca e spuma fissante. Non si sbriciolavano o sembravano fumogeni da stadio quando capitavano sotto la luce del sole. Per avere tutte queste bellissime cose abbiamo dovuto aspettare gli anni ’80, e ancora stiamo tutti qui a ringraziare.

buonasera

Eh sì. Erano proprio bei tempi quelli. Giorni pre-Twilight dove Buffy era solo l’ennesima pepata di cozze sbafata da Joss Whedon, Blade un fumetto di quarta linea, e la televisione non aveva ancora calcato la mano con i vampiri emo in crisi di identità.
In particolare, nel 1986, l’anno prima che Ragazzi Perduti arrivasse nei cinema del belpaese, c’erano giusto una manciata di buone prestazioni degne di essere ricordate, tipo le tette spaziali di Mathilda May in Space Vampires, e L’Ammazzavampiri che pare essere il candidato numero uno alla prossima recensione di vampiri sul blogghino.

Ci vediamo presto, Peter

Ma com’è successo che un film come Ragazzi Perduti arrivasse nel cinema Goldoni vicino a casa nostra? Grazie per la domanda, gentile e attento lettore. Ti rispondo subito calando un bel Richard Donner di briscola sul tavolo.

Donner, che già si era fatto ben notare con il Superman del 1978, in quel momento si stava ancora godendo il successo travolgente del suo I Goonies e, dopo aver reso quotidianamente omaggio a Steven Spielberg per la ghiotta occasione concessagli, si dilettava leggendo sceneggiature. Un giorno si trova sottomano quella scritta da Janice Fischer e James Jeremias, due autori già scaricati dal regista Richard Franklin, e legge di ragazzini vampiro che non invecchiano mai, situazioni di ridere, e riferimenti neanche tanto velati alla favola di Peter Pan. Basta così, pensa : AGGIUDICATO!
Lo script si intitola Ragazzi Perduti, proprio come l’allegra banda di Peter Pan, e lui intende farne un degno compagno di I Goonies, però coi vampiri. Ma accade che,  nonostante le sue buone intenzioni, Donner sia comunque già preso nella lenta produzione di un altro filmettino che farà molto parlare di sé: Arma Letale, e non è che gli rimanga poi così tanto tempo libero. Che fa allora? Chiama Joel Schumacher e gli chiede di dare un’occhiata allo script.

Mmmh…Fammi dare un’occhiata, Rick

Schumacher odia Ragazzi Perduti nella sua interezza, ma ama il titolo e quel rimando al Peter Pan dei giovani ribelli che si rifiutarono di crescere. Decide di partire proprio da lì ed è convinto che farne qualcosa di più adatto a un pubblico adolescente sia la soluzione migliore. Per cui, via i bambini vampiro e benvenuti adolescenti selvaggi sulle motociclette, via il collegamento esplicito a Peter Pan e benvenuto a un approccio più sexy, ammiccante, e, soprattutto, modaiolo. Calchiamo la mano sull’orrore ma cerchiamo di blandirlo con la leggerezza e lo humor.
Una volta preso in consegna il progetto da Donner, e ottenuto il permesso di Warner Bros per fare quello che cazzo gli pare, Schumacher osa e si prende dei gran rischi quando scopre che il budget è quello che è, e le grandi star, senza un regista rinomato e i big money, non ti si filano manco scannati.
La necessità, quindi, impone un cast di sconosciuti, o perlomeno di rampanti, dove il nome più spendibile, così su due piedi, risulta essere Corey Feldman.

Corey! Ehi! Stiamo parlando di te!

Feldman, giovanissimo attore promettente, arriva da una striscia positiva composta da due apparizioni nella saga di Venerdì 13, Gremlins, e Stand By Me. Ma è soprattutto il suo ruolo nel film de I Goonies e i suoi allacci con Richard Donner a fargli ottenere la parte di Edgar Ranocchi, uno dei due Fratelli Ranocchi, sedicenti ammazzavampiri.
Schumacher non ne è molto convinto. Per lui Corey ha troppo la faccia da bravo ragazzo, ma quando si presenta al provino con un potentissimo mullet, vince. Evidentemente il pallino per la moda di Schumacher e un mullet acconciato come si deve erano tutto quello che ci voleva al momento.
Sempre in Stand By Me, c’era questo tizio, Kiefer Sutherland, figlio del leggendario attore Donald, che sembrava molto bravo nel ruolo dello stronzo; sarebbe stato un arrogante capo-vampiro molto efficace. E che Sutherland fosse stronzo, su quello non ci piove. Infatti si rompe il polso a inizio riprese mentre fa a gara con uno stuntman a chi impenna di più con la moto. Schumacher rimedia facendo recitare l’attore con i guanti di pelle per la maggior parte del tempo.

Nuovi vampiri, nuove regole. Questo è ciò che Schumacher vuole. Consapevole che, fino a quel momento, la maggior parte dei vampiri cinematografici aveva aderito alle rigorose regole riportate nel racconto di Bram Stoker, vuole stravolgere un po’ le cose.
Il risultato? Vampiri che sembravano identici alle persone normali, ma i cui volti si trasformano in maschere d’orrore quando ti vengono a cercare per succhiarti. È un’idea ottima e innovativa, tanto ottima che un giovane Joss Whedon ne farà tesoro quando perfezionerà la serie televisiva di Buffy l’ammazzavampiri.

L’ideona

Trasformando i succhiasangue in punk rockers che vivono le loro non-vite ai margini della decenza, della moralità, e della mortalità, Schumacher scardina la tradizione con un grimaldello bello grosso, e getta le basi ideologiche del vampiro moderno, quello che poi, sfortunatamente, è mutato in Edward Cullen.
È difficile dire con esattezza perché Ragazzi Perduti fu un così grande successo. Forse la giusta chimica tra gli attori, il giusto mix di tutto quello che deve accadere per forgiare un blockbuster. A rivederlo adesso, tutti quei vestiti pittoreschi e quei mullet tamarrissimi della moda anni ’80 potrebbero essere più spaventosi dei vampiri stessi. In certi punti fa proprio ridere perché appare inesorabilmente datato, ma nonostante tutto è ancora divertente, è ancora spaventoso, ed ha ancora del mordente (Oh-oh-oh. E cos’altro può avere un film sui vampiri? Oh-oh-oh).
Qualsiasi critica Schumacher abbia ricevuto, venne spazzata via quando il film uscì nei cinema americani il 31 luglio 1987 (trent’anni fa tra pochissimo). Al botteghino USA incassò oltre 32 milioni di paperdollari a fronte di budget di 8 milioni e mezzo, ed è da considerarsi un grosso successo anche in virtù del suo R-rating.

Un pensiero per i detrattori

Ad arrotondare il risultato ci pensa anche una colonna sonora che riesce a resistere nella fascia di ascoltabilità ancora oggi, con Run DMC, INXS, e cover dei Doors che fanno spesso da sottofondo.
Sì. Certo. Adesso la maggior parte dei pezzi possono essere apprezzati solo da persone spirituali. Lo stesso genere di persone che nel 2017 abbia una mentalità abbastanza aperta da riguardarsi un film horror adolescenziale del 1987 con Mouth dei Goonies che gioca a fare il cacciatore di vampiri.

Comunque, sappiate che Schumacher, in quanto modaiolo, ci teneva molto ad avere dei validi pezzi nella colonna sonora. Ci tenne così tanto che, pur di avere gli INXS in batteria, si offrì di dirigergli i videoclip musicali. Infatti, l’anno successivo, il regista diresse il video per “Devil Inside”.

email
Questa voce è stata pubblicata in Al cinema e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *