Ralph Supermaxieroe: L’importanza di leggere il libretto delle istruzioni

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Desideri essere invulnerabile, invisibile o addirittura onnipotente? Allora posa quella boccia di grappa e sappi che la tua recondita aspirazione è stata già elaborata in un soggetto televisivo di inizio anni ottanta. Sì, i mitici anni ’80. Quel periodo sfavillante e colorato in cui si viveva nella paura di morire per una guerra termonucleare, i terroristi libici li trovavi anche sotto i sassi, e variegate nuove malattie sembrava dovessero sterminare il genere umano in un nanosecondo, ma era bellissimo lo stesso.
Ma torniamo al tuo sogno, quello di essere un supereroe. La cosa si può fare, non è un problema. L’unico inconveniente è che i tuoi tanto agognati poteri saranno completamente incontrollabili. Hai capito bene, INCONTROLLABILI. Come hai detto? Vuoi sapere il perché? Hai perso il libretto delle istruzioni, FESSO! L’unica cosa che ti avrebbe potuto insegnare come usare le tue straordinarie qualità è scomparsa come le felpe della Best Company.
E adesso che fai? Non ti resta che provare e riprovare finché non impari ad usarli bene questi poteri, un po’ come andare in bicicletta o sui pattini. Ti devi fare le ossa (rotte).

Un bel giorno sono lì che lavoro e comincio a canticchiare una canzone:
«…Believe it or not,
I’m walking on air…»
Su internet gugoleggio “Ralph supermaxieroe” scoprendo che praticamente tutto l’emisfero boreale ha scritto un pezzo amarcord su di lui e quella fantastica serie che davano sulle TV del Piersilvio quando ero Ggiovane anch’io.
Vaffancuore all’esclusiva, penso. Ma quella canzoncina ancora mi opprime e proprio non mi lascia in pace. Sgomita per farsi spazio nella mente. Adesso è lì che sta quasi per venire alle mani con la sigla di “Cheers”.

Vaffancuore anche all’originalità, penso. Mi scappa di fare un pezzo su Ralph Supermaxieroe ed eccolo qua.

Sul paradosso un po’ grottesco del supereroe cialtrone si basava la serie televisiva “The Greatest American Hero” (il più grande eroe americano) andata in onda in Italia con il titolo “Ralph SuperMaxiEroe” intorno alla metà degli ’80. In pratica precedendo “Hancock” di almeno vent’anni.

Il supereroe politicamente scorretto

Il supereroe politicamente scorretto

La trama: Ralph Hinkley (William “Surf Or Die” Katt) è un insegnante in una scuola per ragazzi disadattati e durante una gita scolastica si imbatte, insieme all’amico agente FBI, Bill Maxwell, nel classico disco volante farcito di alieni.
I grigi, invece di rapirlo e farne vari tagli alimentari a scopo didattico, gli regalano un bel costumino rosso fiammante. Lo scopo di questo dono è permettere a Ralph di salvare il mondo dall’autodistruzione.
Nessuno sa perché gli alieni scelgono proprio Ralph, probabilmente per il suo alto senso della giustizia e le sue barbosissime giacche di tweed con le toppe al gomito, ma la cosa importante è che il costumino del potere è calibrato esclusivamente sul suo corpo, ed è fornito di un apposito libretto di istruzioni che può permettere al novello eroe di usarlo correttamente.
Purtroppo, però, Ralph perde un primo manuale per strada e, successivamente, anche un secondo tomo d’istruzioni mentre testa il costume provando a rimpicciolirsi a livello microscopico e dimenticando di portarlo con sé tornando alle dimensioni normali.
Da queste tremende gaffe interplanetarie prende il via tutta una serie di telefilm incentrata sui goffi tentativi di Ralph per riuscire ad usare al meglio i poteri del costume e contemporaneamente risolvere i mali del mondo.

A peggiorare questa situazione già di per sé critica, contribuisce anche l’amico Agente FBI che in ogni telefilm amerrigano ce n’è sempre uno che passa e s’impiccia dei fatto degli altri (oh questi agenti FBI sono sempre a spasso a non far niente, peggio dei vigili). L’agente vorrebbe usare il costume per rinchiudere tutti i criminali della terra e guadagnarsi la stima dei suoi superiori.
“The Greatest american Hero” andò in onda per la prima volta negli USA sulla rete ABC, dal 1981 al 1983 con 3 serie per un totale di 42 episodi.
Dopo la prima messa in onda del pilot, il 18 marzo 1981, la DC comics intentò una causa contro la produzione per via della somiglianza del costume di Ralph con quello degli eroi di casa DC (Superman, Batman, Flash, ecc.) tuttavia il giudice decise in favore della serie televisiva che quindi continuò ad andare regolarmente in onda.
Durante la seconda stagione la DC tornò nuovamente all’attacco, accusando Ralph di assomigliare troppo a Superman. Stavolta la produzione dovette fare alcune modifiche al serial per poter proseguire.

Anche Alan Moore ha da dire la sua

Nel 1986 i presupposti per una quarta serie del telefilm tornarono in essere e alla NBC venne proposto di produrla, così cominciò la lavorazione di un pilot.
Purtroppo William Katt non volle coinvolgersi più di tanto e si rese disponibile solo per girare il primo episodio. La produzione decise allora di ripiegare facendo indossare il costume a una donna e chiamando il nuovo serial “The Great American Heroine”. Tuttavia, una volta visto il pilot, la NBC abbandonò il progetto e quell’unico episodio fu mandato in onda solo da una cordata di piccole TV private.

GAH 04
Pensavate fosse finita? Neanche per idea. Nel 2009 Ralph ha vissuto una nuova reincarnazione abbastanza zingara sotto forma di web-serie. Sei episodi sono visionabili sul tubo e il primo è qui sotto:

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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