Mi piacevano le cose colorate : Raspberry Beret di Prince e le cose che non sapevi

bd10f3201356649d03b891d05a1a812cAl giorno d’oggi la fenomenologia del tamarro  funziona così: se una cosa è di moda, il tamarro la fa sua estremizzandola a dei livelli talmente assurdi da fargli fare il giro e renderla ancor più di moda. Negli anni ’80 NO, non funzionava così. Negli anni ’80 i tamarri erano direttamente la moda. Si conciavano, si truccavano, salivano sul palco con le pettinature da donna per fare i concerti e si mettevano dei vestiti che disarmavano il pubblico, lasciandolo sospeso in stasi tra imbarazzo e genuina invida.
Uno di questi tamarrazzi era proprio il signorino qui di fianco, Prince Roger Nelson, in arte Prince, che ti sfornava un album all’anno cambiando look al triplo della velocità di Madonna, e ti suonava dei pezzi talmente appiccicosi e orecchiabili che a risentirli dopo trent’anni ancora l’anca freme.
Raspberry Beret è uno di quei pezzi. Certo, ci sono un sacco di altre canzoni nel suo repertorio che si possono apprezzare di più, però questa mette proprio di buon umore forse a causa del suo video talmente colorato e kitsch che uno non smette mai di guardarlo per coglierne le mille sfumature. Andiamocelo a vedere và.

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Cari corridori, anche stavolta si ritorna di nuovo dalle parti di Minneapolis. Laggiù dice ci bivacca ER PRINCIPE della musica pop che durante gli anni ’80 ha fatto detonare tanti miniciccioli quante patate di giovani pulzelle. E appunto dopo avervi chiarito le idee riguardo all’entità di queste ultime, svelato l’arcano intorno alla sua colonna sonora di Batman, mi sembrava il caso di cominciare a snocciolare i pezzi più rappresentativi del suo repertorio che tanto hanno fatto ballare noi ragazzetti anniottantari di allora.
Certo, anche Michael Jackson ci ha fatto ballare alla stessa maniera, forse di più, ma il problema è che lui ha ancora una fan-base troppo accanita per i miei gusti, e se scrivessi delle cazzate a riguardo, dopo ‘sta gente commenterebbe minacciandomi di morte o facendo MACUMBE contro quello che resta della mia famiglia, e ciò è male. Molto male.

Sopra: discutendo con un fan di Michael Jackson

Sopra: discutendo con un fan di Michael Jackson

Qualsiasi irriducibile fan di Prince vi dirà che Raspberry Beret, pur essendo un pezzo del 1985, potrebbe far benissimo ambo in truzzaggine con Mountains, altro suo grande successo dell’anno successivo, e forse anche terno in spensieratezza con Manic Monday scritta nel 1984 e però concessa in dono da Prince (insieme alla sua ragguardevole nerchia) alla cantante delle Bangles, Susanna Hoffs, nel 1986. Questo perché lo stile del principe durante gli sfavillanti eighty era comunque un marchio di fabbrica riconoscibilissimo da un sordo a distanza di chilometri. Nel decennio successivo si perse un po’ in sperimentazioni funky spesso azzardate, ma a suo favore rimaneva sempre quel valore aggiunto di tamarraggine che non lo ha mai abbandonato, rendendolo un’icona indelebile agli occhi dei quarantenni di oggi.

 

Tutte e tre le canzoni sopra citate sono infatti sognanti melodie pop con arrangiamenti sontuosi e interazione vocali tra il principe e le sue coriste femminili ( le sempre apprezzate Wendy & Lisa), con testi irrimediabilmente romanticoni e una sottile aria psichedelica Beatlesiana alla “Sergent Pepper Lonely Heart Club Band” che pervade l’ambiente. Personalmente credo che quello fosse il periodo migliore di Prince, quando era accompagnato dalla sua fedelissima band e si firmava “Prince & the Revolution”. Ma vediamocelo finalmente questo video và, che a trovarlo sul net ho dovuto pure sudare.

 

Ecco. Ora che l’avete visto potete capire perché io amo questo video. Perché è una pura e semplice canzone pop suonata in mezzo alle nuvole da un tipo anch’esso vestito di nuvole, e che non fa concessioni altrimenti. Inoltre, mentre la narrativa del brano è piuttosto scontata (Prince incontra una ragazza dolce che indossa il citato berretto color lampone, si piacciono e si scopano a sangue in un agriturismo), il testo viene cantato con indubbia passione, forse perché mentre lo faceva, Prince ci rivedeva la storia delle sue mille scopate in giro per il mondo durante quel frenetico periodo.
Il video poi non solo è divertente e spensierato in sé, ma utilizza anche un taglio esteso della canzone con un’apertura funk aggiunta all’originale che dà impatto quando la melodia finalmente sfonda.

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Il video ovviamente è datatissimo e pieno di quei trucchetti tipici dell’editing anni ’80, ovvero l’uso grossolano dello schermo verde con una sovra-impressione fatta da cani, però proprio il fatto di avere uno sfondo animato che illustra simpaticamente il racconto della canzone e si fonde con tutta la band vestita un po’ zingarotta e un po’ “fuckyeah eighty” è un bello spettacolo.

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Sì-sì. Vedere Prince & the Revolution in mezzo a dei ballerini scatenati vestiti con le spalline di Mazinga e che fanno pure il battimani alla canzone è semplicemente fantastico.

Ma oltre a questo, nella caciara generale che impazza sul palco, è possibile distinguere dei volti che poi, negli anni a venire, avrebbero intrapreso una loro propria carriera e qualcuno ce lo possiamo ritrovare anche adesso, tipo questo qui sotto:

n_aDice: Chi è?

Ecco. Quel peracottaio lì, vestito di bianco con lo scialle di nonna Abelarda e dei lunghi dreadlocks non è altro che Pat Smears.

Dice: E chi è Pat Smears?

LUI!

È LUI!

Il quarto componente fantasma dei Nirvana prima e chitarrista dei The Foo Fighters adesso, era stato inizialmente rifiutato al provino del video, poi Prince lo vide innamorandosi dei suoi lunghi dreadlocks e non ci fu più storia. Lo posizionarono proprio dietro di lui in modo che si vedessero bene durante tutta la canzone (ti è andata bene Pat, se gli stavi davanti era peggio. Ah-Ah)

Poi abbiamo anche una bella topa che porge la chitarra all’inizio, eccola:

Jackie Swanson

Jackie Swanson

Nel 1985 la Swanson fece il suo debutto professionale nel video del Principe. Lei e Prince erano amici, e a vedere come ben si presentava probabilmente lo erano anche da parte di fava. Lui le scrisse addirittura una canzone intitolata “Palomino Pleasure Ride”, poi nel 1987 la Swanson fece il suo debutto nel film “Arma Letale” recitando nei panni della tipa che si suicida all’inizio buttandosi sul cofano di una macchina. Per l’occasione fece un vero volo in caduta libera dall’altezza di 35 metri, piombando su un grosso airbag. Successivamente si ricavò il suo angolo di notorietà recitando nella sit-com Cheers e quello fu il suo apice.

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Ma se ci fate caso, sempre all’inizio c’è una ballerina asiatica tarantolata con un vestito giallo alla Beatles, molto discretamente gnocca anche lei ovviamente, e certo, altrimenti non sarebbe stata in un video di Prince, che domande (tse!).

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Beh, lei è Cheryl Song. Una che ballava in giro per i video di quei tempi là e che già in “Beat it” di Michael Jackson aveva recitato nel ruolo della zoccola orientale.

Ah, tanto per ribadire il concetto informo i naviganti che il nostro piccolo principe dal grande pene nero, nonostante l’anagrafe e una pettinatura imbarazzante, ha inquadrato nel mirino miss Zooey Deschanel, ovvero la protagonista del telefilm “New Girl”. Dichiarandosi apertamente un fan sfegatato della serie ha chiesto di apparire come guest star nel ruolo di guru spirituale della Deschanel per migliorare il suo rapporto con il fidanzato. Ovviamente la produzione l’ha accontentato, e sono sicuro che anche Zooey un pochino l’ha fatto.

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Dannazione. Ti dovevi posare più giù

Concludendo, questo è un piccolo video tamarro, ma che riesce ad espandere il fascino di una grande, grande canzone, e serve anche da maledetto promemoria sul perché Prince meritasse di essere in cima al mondo nel ’85.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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