In gloria di Rat-Man 114 : uno dei fumetti piu’ belli degli ultimi 150 anni

ratman114Io a Leo Ortolani lo conosco da una vita, lui ancora non lo sa ma noi ci conosciamo bene. Sono uno di quelli che lo ha cominciato a seguire dal minuto uno della sua carriera, perchè al minuto zero stavo giusto cercando parcheggio e allora mi ci è voluto il tempo di lasciare la car sullo spazio dei disabili per essere lì a fare il tifo per lui.
Posso dire con un certo malcelato orgoglio di essere tra quelli che possiede il numero 1 di Rat-Man Collection, e non l’ho comprato su ebay a un prezzo vergognosissimo, ma bensì in fumetteria a tempo debito, quando era uscito da, chessò, 5 minuti.
Io a Leo Ortolani gli ho anche stretto la mano ma lui non se lo ricorda. GIUSTAMENTE non se lo ricorda perchè eravamo all’inaugurazione di una fumetteria di Viareggio che ebbe un’aspettativa di vita pari a un gatto sull’Aurelia, e c’era diversa gente che gli stava intorno dicendogli (ancor più GIUSTAMENTE) che era bravo. Io ero lì che aspettavo un po’ defilato da una parte, ben aderente al muro. Mentre aspettavo lo guardavo, lo ascoltavo, e pensavo: «Và questo qui come si pettina» e non capivo, giuro, NON CAPIVO che razza di taglio gli avesse fatto il parrucchiere, intimamente, però, lo volevo anch’io.
Ma basta fregnacce, adesso vi racconto perchè mi è piaciuto tanto il numero 114 di Rat-Man Collection. ‘Gnamo và.

Leo Ortolani è ormai uno dei principali fumettisti italiani, insieme a ZeroCalcare fa parte di quel ristretto ordine dei fumettari jedi che quando pubblicano qualcosa alla fine è sempre un evento, una cosa che merita di essere vissuta, una cosa che tu, corridore mio, proprio non puoi capire, ma intanto compri il fumetto perchè dentro di te sai che, comunque vada, ti soddisferà, comunque andrà sarà un successo. Magari non sempre un successone, ma perlomeno un successino, quello sì. Perchè sai che questi 2 autori, a modo loro, combattono sempre contro la tristezza, i Sith, i matusa e il governo.

Adesso Leo Ortolani è questo bell’omino qui sotto. Prego la regia di postare l’ultima foto segnaletica dell’indiziato.

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Ecco, magari qui è preso particolarmente bene, con i farfallino e tutto ci trasmette quell’impressione giemsbondesca che noi, diciamocelo, invidiamo un po’, però resta il fatto che dietro a quel (vecchio) frac la materia prima c’è tutta. Notate la mascella potente, la barbetta di 3 giorni da salace guascone, e quello sguardo; QUELLO SGUARDO. Lo sguardo di uno che già alla prima occhiata ha capito come farvi ridere. Uno che SA come farvi ridere, che lo vogliate o no.

Dicevo, Leo Ortolani adesso è così, un serio professionista e amante impareggiabile, ma all’inizio ve lo ricordate? Io sì, anche perchè essendo abbastanza vintage all’anagrafe, all’inizio c’ero di già, e quindi ho potuto vederlo quando andava in giro come nell’immagine di repertorio che prego la regia passare qui sotto.

Erano gli anni ’90, signori miei, e se qualcuno di voi sta già pensando che sia troppo facile fare paragoni di questo genere, giocando sulle foto imbarazzanti di ognuno di noi, gli rispondo che sì, è vero, ha ragione, e adesso per solidarietà dovrei postare una vecchia foto imbarazzante delle mie, dove magari sono sfatto sulla branda della camerata con gli obiettori di coscienza barbonissimi, ma non lo faccio perchè io a voi ci tengo, e non vi voglio ferire con spettacoli di bassa caratura e tutto sommato BRUTTI. Ho invece messo la foto di Ortolani giovanotto perchè vi volevo far notare che la mascella potente c’era già, e con lei tutti gli ottimi auspici poi confermati da questo geniale autore.

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Ma adesso passiamo al fumetto perchè ritengo di avervi portato abbastanza a spasso coi discorsi a bischero.
Questo numero di Rat-Man, il 114, mi ha particolarmente affascianto per il villain che ritroviamo sulle sue tavole. Il buon rattino dovrà affrontare IL NORMALIZZATORE, un personaggio che incarna tutti i paradossi e le contraddizioni che regnano incontrastate sui social e nella società italiana in generale.

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Il normalizzatore entra a far parte di quell’enorme pletora di supereroi improbabili che di solito scaturiscono dalla mente di Ortolani. Gente con poteri assurdi e facoltà ridicole tipo JAVANAX, l’uomo che parlava agli animali, ma solo per attaccare loro dei bottoni pesantissimi, oppure i gemelli ACQUAMEN, quello frizzante e quello naturale, e infine L’OSSERVATORE, che a causa della sua età avanzata aveva ridotto il suo campo d’azione ai cantieri edili, ma stavolta Ortolani è andato oltre, è riuscito a creare un personaggio fantastico con solide basi nella realtà, tant’è che per certi versi abbatte qualsiasi confine tra fumetto e vita vera.

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Il Normalizzatore si presenta bene, perfettamente pettinato, ben vestito, e con un sorriso tirato perennemente stampato in faccia. Arringa le folle con quei discorsi qualunquistici che vogliono sentirsi dire. Dietro a una falsa idea di “normalità” si nasconde invece un vero e proprio angelo della morte che dispensa odio, diffidenza, e sospetto verso qualsiasi cosa non rientri nei paramentri della SUA normalità.

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Il normalizzatore è soprattutto cinico e non esita a sfruttare qualsiasi situazione per trarne un personalissimo vantaggio. Ecco, adesso ditemi che questo personaggio non vi ricorda qualcuno che avete visto di recente al telegiornale, oppure qualcun’altro che leggete spesso su facebook. Direi che non ci sono andato troppo lontano, vero?

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Ecco. Per questo vi consiglio di leggere Rat-Man 114. Perchè in questa parabola discendente che ci porterà alla chiusura della testata e alla fine di Rat-Man tra, ahimè, soltanto altri 8 miseri numeri, questo albo rimarrà sicuramente come uno dei migliore dell’ultimo ciclo, fidatevi. Correte in edicola, compratelo, leggetelo e, tranquilli, non mi paga nessuno per dirvelo (e menomale, sennò sarebbe uno scandalo).
Ci vediamo alla STARCON 2016. Aloha.

P.S.
Se qualcuno si sta chiedendo perchè non recensisco più i fumetti di Dylan Dog sul blogghino, sappia che è perchè ho promesso a me stesso che ricomincerò a farlo solo quando leggerò un Dylan Dog BELLO.

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Tu Rat-man, tu sì che sei bello

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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