Era meglio il libro : la lista definitiva di tutte le citazioni in Ready Player One

Avete capito che mi è piaciuto Ready Player One? No??? Si tratta di quel libro scritto da Ernest ClinAHAHAHAHA – No. Vabbè, niente, volevo iniziare con una vena umoristica. Lo so, lo so. È un mese intero che lo tiro in ballo con il pretesto dei videogiochi e vi pigio i maroni nel pestello. Il punto è che c’è un bel po’ di cose da dire. Il film ancora non lo abbiamo visto ma a giudicare dai trailer potrebbe essere benissimo una merda. Ci sono le astronavi, i robottoni, i videogiochi arcade, la DeLorean, i supertizi e i laser. Bello eh?! Se non fosse per Spielberg quasi quasi mi fiderei. Ho come il dubbio che la trama verrà stravolta o, in qualche modo, depotenziata. E proprio la trama è il punto importante: nel libro è abbastanza incasinata. Ecco perché ho pensato di ripercorrerla per benino in modo che vi sia ben chiara nella mente quando farete l’inevitabile paragone col film e, magari, v’incazzerete.
E adesso una sigla che non c’entra un cazzo ma piace ai diversamente giovani.

Ready Player One di Ernest Cline, per quelli di voi che non l’hanno ancora lettHAHAHAHA… Vabbè, dai, giuro che adesso smetto. Comunque, dicevo, che è il libro nerd definitivo. Durante il dipanarsi della trama fa riferimento a un sacco di cose, per lo più film, videogiochi, telefilm, dischi, e giocattoli che si piazzano temporalmente tra e intorno agli anni ’80.
Rileggendo il libro per la seconda volta mi sono accorto che tutto quel citazionismo selvaggio alla fine confonde un po’ il lettore. Cioè, oh. Succedono talmente tante cose e se ne nominano altrettante che alla fine uno non ha ben chiaro come ha fatto ad arrivare alla parola FINE.
Ecco. Voi lo sapete, io non sono normale. Mi sono accorto che gran parte delle citazioni presenti tra le pagine sono riferite a materiale pubblicato sul blogghino, e quindi, in un delirio anche un po’ autocelebrativo, ho provato a ripercorrere il cammino di Perzival fino alla conquista dell’Egg specificando ogni nerdata con appositi link e rimandi video per chiarire il tutto. Sono abbastanza certo di aver dimenticato qualche citazione, ma è perché ho elencato solo quelle utili al fine di trovare l’Egg di Halliday. Sentitevi liberi di aggiungerle nei commenti. Partiamo? Partiamo.

Nel percorso per la conquista della prima chiave, quella di rame, la prima citazione veramente importante è riferita a LA TOMBA DEGLI ORRORI, un modulo di Advanced Dungeons & Dragons considerato tra i più letali mai scritti da E. G. Gygax. Ho trovato un bellissimo articolo scritto da MATTIA sul suo blog: L’ORTO DI GROGNARD. Credo che trovare una spiegazione migliore di come ha fatto lui sia impossibile su questo piano temporale.

 

Perzival segue il cammino della Tomba degli Orrori al termine del quale trova il temibile Re Acererak, un Demi-Lich che lo sfida a vincere due partite su tre a JOUST. Videogioco, questo, al quale ho dedicato parecchie ore-vita in gioventù, ed anche questo splendido, ma che dico splendido…questo INCOMMENSURABILE articolo sul blogghino.
Perzival vince la sfida con il Lich e ottiene la chiave di rame insieme all’indizio per trovare la corrispettiva porta di rame da aprire.

Ciò che cerchi è nascosto nel trash
Nel più profondo di Daggorath

 

Dall’indizio abbiamo una duplice citazione. La prima riferita all’home computer TRS-80, e la seconda al videogioco DUNGEON OF DAGGORATH. Questo porta il gunter a cercare la riproduzione della città natale di James Halliday e, soprattutto, il suo computer TRS-80, che ai bei tempi che furono veniva affettuosamente chiamato TRASH 80 dagli utenti.
Il Trash 80 è stato il primo computer di Halliday e per raggiungere la prima porta è necessario farlo attraverso il gioco Dungeons of Daggorath. Il gioco che ha entusiasmato Halliday in gioventù e lo ha spinto a diventare un programmatore di videogiochi.
Anche in questo caso c’è un bell’articolo esplicativo scritto dal vostro affezionatissimo blogger di quartiere e consultabile cliccando proprio QUI.

Secondo voi, ora che lo ha trovato, il protagonista è pronto per passare attraverso il primo gate e procedere con la ricerca della chiave di giada?
No. Ancora no, cari corridori. Perzival deve prima completare un “Flicksync” del bellerrimo film anniottantissimo: Wargames. Solo dopo averlo fatto può ottenere l’indizio necessario per trovare la chiave successiva. Per completare il Flicksync, voi mi insegnate, occorre che interpreti la parte di Matthew Broderick e reciti PERFETTAMENTE tutte le sue battute durante il corso di Wargames.
Siccome a Wargames ho dedicato ben due articoli sul blogghino; uno al film originale e l’altro al suo indegno sequel, sai che faccio? Ve li linko tutti e due qui sotto. Cliccate sulle copertine. Tiè.

Dopo aver completato il Flicksync, sugli enormi monitor del NORAD compare l’indizio successivo che conduce Perzival a una dimora da tempo abbandonata.

L’edificio in questione è la casa bianca dove si svolge l’avventura testuale Zork I. Dio, che tempi che erano quelli, corridori,  quando i videogiochi erano interamente basati sul testo e si doveva mettere l’iperguida all’immaginazione.
L’impresa di Perzival consiste nel raccogliere diciannove trofei nascosti nel paesaggio di Zork, dopodiché soffiare nel fischietto di Capitan Crunch. Il fischietto si trasforma direttamente nella chiave di giada. Ma che ve lo dico a fare? Ho scritto un articolo a riguardo esattamente QUI.
Dopo aver completato Zork, Perzival acquisisce la chiave di giada ricoperta da un involucro di carta stagnola.

Inizialmente non sa che farsene e la Quest per l’Egg subisce una battuta d’arresto durante la quale il nostro eroe si regala una fuitina sul pianeta Archaide per andarsi a giocare la partita perfetta a un cabinato di Pac-man.

 

Non serve dirvi che l’impresa riesce perfettamente ma non offre alcun aiuto, nell’immediato, ai fini della localizzazione della porta di giada. Servirà invece più avanti, per la porta di cristallo. Che dite? Non sapete cosa sia Pac-man? Allora ve lo spiego: Pac-man è un videogioAHAHAHA. Si, vabbè. CLICCATE QUI.


Nel momento in cui Perzival pronuncia la parola “unicorno”‘, l’involucro della chiave comincia a piegarsi da solo nel palmo della sua mano. Piega che ti ripiega assume la forma di un unicorno. QUELL’unicorno che poi è una delle immagini più iconiche del film Blade Runner.

La missione continuerai se il test affronterai

Questo è l’indizio per trovare la porta che con tutta probabilità è nascosta in una di quelle macchine Voight-Kampff che servono a individuare i replicanti nel film. Perzival deve trovare una riproduzione esatta dell’edificio Tyrell, mettere le mani sulla macchina al suo interno e inserirci la chiave di giada. Ecco comparire la porta!

Dopo essere entrato nel secondo gate, Perzival vive il videogioco Black Tiger in prima persona e deve riuscire a finirlo. A me Black Tiger piace parecchio ma non sono mai riuscito a trovare abbastanza informazioni fresche e decenti per poterci scrivere sopra un articolo veramente interessante, per questo motivo vi invito direttamente a giocarlo cliccando sull’immagine qui sotto.

Una volta arrivato ai titoli di coda di Black Tiger e superata la porta, Perzival ottiene un altro indizio per trovare l’ultima chiave, quella di cristallo. Compare una stella all’interno di un cerchio rosso incandescente. Avete indovinato cos’è? Buon per voi. Io no. Per questo sono andato su youtube e ho scoperto i RUSH con 2112… E sono ancora qui che ringrazio.

2112 è il titolo di un concept album dei Rush. Pubblicato nel 1976, racconta una storia ambientata in un remoto futuro, su un mondo lontano che è stato devastato da guerre talmente feroci da aver cancellato ogni traccia della civiltà tecnologica che le aveva scatenate. Il mondo cantato nelle canzoni è, infatti, un mondo rurale, agricolo e teocratico, dove le persone che lo popolano hanno dimenticato le proprie origini e, soprattutto, la musica. In questo scenario un contadino si avventura in una grotta protetta da una cascata e trova una chitarra, probabilmente abbandonata lì da secoli, impara a suonarla e la porta al tempio. Vi lascio immaginare cosa può succedere, anzi, non occorre che immaginiate, sul canale youtube dei Rush sono disponibili dei bellissimi video a fumetti che illustrano perfettamente la storia.

 

Perzival si precipita nel mondo di 2112, quello disegnato e progettato appositamente dai fan dei Rush su OASIS, e lì trova una chitarra Les Paul con il manico conficcato in una roccia, proprio come la mitica spada della leggenda arturiana. Una volta estratta la chitarra e posizionata su un altare, riceve in cambio l’ultima chiave di cristallo.

Sul corpo stesso della chiave c’è un altro suggerimento: La lettera “A”. La stessa che adorna le porte del Castello di Anorak, l’avatar di James Halliday su OASIS.
Siamo allo scontro finale, tutta OASIS converge su Castel Anorak per guadagnarsi l’accesso alla porta di cristallo e proprio davanti al castello ne succedono di ogni. Dopo l’Armageddon, Perzival riesce a varcare l’ultima porta.

Oltre la porta, Perzival deve sfidare un’altro arcade classico ottenendo il punteggio più alto a Tempest. La settimana scorsa ho giusto indagato a fondo su questo “bollente” gioco. L’articolo è consultabile QUI.

Ultima porta, doppio impegno. È necessario completare un altro Flicksync. Questa volta Perzival è un personaggio nel film: Monty Python e il Santo Graal. E dopo aver superato anche questa prova c’è una stanza nascosta con un Atari 2600 e il gioco Adventure.

 

Congratulazioni Gunter, hai trovato l’Egg di Halliday! Non è stato così facile, eh?! Ecco i tuoi cento miliardi di miliardi di paperdollari e le chiavi di OASIS. Cosa vuoi fare con l’enorme fortuna che hai recentemente acquisito? Non lo sai ancora? Prenditi un po’ di tempo per pensarci, e mentre mediti ascolta la playlist di Ready Player One che Ernest Cline ha sparso su una varietà spropositata di piattaforme. Clicca la cassettina.

 

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2 risposte a Era meglio il libro : la lista definitiva di tutte le citazioni in Ready Player One

  1. Mattia scrive:

    Ciao Simone,

    potevi lasciarmi almeno un commento sull’Orto, in modo da potermi godere la citazione di cui mi onori.
    Per puro caso giungo qui sul tuo blog, giusto perché ho controllato le statistiche e mi è venuta la curiosità.

    Ho letto l’anno scorso “Ready Player One”, e che dire? Sicuramente piacevole, ma forse citazionista oltre misura. Ho quasi l’impressione che l’autore strizzi un po’ troppo l’occhio al lettore, immaginandolo appassionato del settore.

    Il tuo articolo mi ha aperto però gli occhi e chiarito molti aspetti del libro, infatti pur essendo un giocatore di ruolo, sono praticamente digiuno di giochi elettronici.
    Quindi grazie, e speriamo che Spielberg faccia il suo mestiere a dovere.

    A presto!

    • Simone Guidi scrive:

      Ben piovuto qui, Mattia. Hai ragione, un commento te lo dovevo lasciare. È che ho letto il tuo articolo e mi sono detto: «Cazzo, questo sì che sa il fatto suo!» Quindi mi sono lasciato trascinare dall’euforia e ho solo linkato… Non ci credi eh?! Fai bene. La verità è che sono un linkatore mascherato e, preso dalla foga della scrittura del mio pezzo, ho completamente dimenticato le buone maniere internettiane. Perdonami. Perdonami tu, perché se farà un arrosto perdonare Spielberg sarà molto molto difficile 😉

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