The magicians Star Wars: La recensione senza spoiler di Animali Fantastici – I Crimini Di Grindelwald

Due anni fa, J.K. Rowling ci presentò la sua personale idea di un mondo magico popolato da maghi e affollato da una marea di animali ganzi e incantati. Era il 2016 quando Animali Fantastici E Dove Trovarli uscì al cinema, e il prequel di Harry Potter venne proiettato alla vigilia delle elezioni presidenziali americane sembrando quasi una profezia sul futuro delle nostre vite: da una parte un’avventura stravagante con tante bestie strane e su chi le insegue per un qualche motivo, dall’altro una versione favola della nascita del fascismo e di come provare a fermare il suo leader. Adesso, alla luce dei fatti, risulta abbastanza chiaro quale parte del film si sia effettivamente realizzata e quale no. Tutto questo mi passava per la testa mentre attendevo che iniziasse Animali fantastici: I Crimini Di Grindelwald.

Vi risparmio la premessa di quanto il primo capitolo di questa nuova saga mi abbia effettivamente colpito dicendovi che NO; non mi ha colpito granché. Cioè, oh, ammetto che nel prequel di David Yates ci siano diversi momenti brillanti e spira parecchia di quell’aria che abbiamo già respirato nei sette film dedicati a Harry Potter, ma molto di tutto quello che rimane ( ed è troppo) lo considero abbastanza fuffa. Voglio dire, ho percepito il film più come un enorme spot per promuovere pupazzetti di mostri strani piuttosto che qualcosa con un minimo di spessore (volendo dare spessore a un film dove la gente vola a cavallo delle scope e riordina casa agitando la bacchetta magica).

Da questo secondo capitolo, quindi, non è che mi aspettassi molto di più. Sapevo che il regista era lo stesso. Sapevo che gli sceneggiatori erano gli stessi. Sapevo che ci sarebbero stati gli SNASI e una largamente anticipata volontà della produzione di tessere i rapporti con la saga precedente a maglie più strette. La somma di tutti questi addendi mi aveva già dato un risultato pari a zero hype, quindi mi sono accomodato sulla mia poltroncina con serenità e ho dato un’amorevole carezza alla mia giovanissima figlia che con tanta emozione stringeva forte il suo Snaso di peluche.

 

Animali Fantastici: I Crimini Di Grindenwald inizia spedito con la spettacolare fuga di Grindelwald per poi impantanarsi clamorosamente in una lentezza disarmante. Almeno per tutto il primo tempo buono buono ci mostra una sfilata di personaggi vecchi e nuovi che si presentano porgendo il biglietto da visita allo spettatore e mostrando le slides in powerpoint su chi siano, da dove vengano, e cosa abbiano intenzione di fare da lì alla fine del film.
Ovvio. Non si può parlare di noia in un film come questo per il semplice motivo che è pieno di gente che agita bacchette magiche e accadono cose meravigliose, ma di lentezza o mancanza di una reale novità rispetto all’impianto pregresso degli otto film precedenti, quello sì.

Poi, mentre il primo tempo finisce e tu sei lì già scomodo sulla seggiolina perché ti fa male il culo e non trovi più la posizione, ecco che si spengono di nuovo le luci e appare Jude Law che si mangia il film.
Law interpreta il giovane Silente e lo fa immensamente bene, interrompendo il siparietto delle presentazioni e dando finalmente una ragione di essere agli eventi narrati. Di colpo la seggiolina non è più così scomoda e lo spettatore si appassiona alla storia credendo che da quel momento in avanti il regista abbia cambiato marcia e si cominci finalmente a derapare in curva, ma invece non è così.

Dopo lo spiraglio di luce offerto da Jude, il secondo tempo si incaglia nuovamente, e stavolta non si impantana semplicemente, no, si schianta contro un clamoroso muro fatto si SPIEGONI® in cui tutti i personaggi sembrano sentire l’urgenza di chiarire con chi siano imparentati e che tipo di legame potrebbero avere con qualche altro personaggio già visto nella saga originale: Tizio è figlio di caio, però lo è di secondo letto. Caio è parente di Sempronio però Sempronio non sapeva di avere parenti. Tutte cose così. Due palle al cazzo che non vi dico nella spirale della Beautiful dei maghi, in attesa di una conclusione che si palesa sotto forma di Royal Ramble magica, dove i fuochi d’artificio e gli scoppi grossi si precano e lanciano lo spettatore in un caleidoscopio di effetti speciali.

Il finale del film è quello che ci offre il gancio per il capitolo successivo ed è anche una deriva Star Warsiana molto esplicita. Si scopre che la forza scorre potente nella famiglia Silente, e l’ultimissima frase che Yoda pronuncia sul letto di morte è quella che riassume alla perfezione la vicenda narrata in questo nuovo capitolo della saga Potteriana che ormai somiglia troppo a quella di Lucas.

 

CONCLUSIONI

Mi è piaciuto? MEH.
Ammetto che la prestazione di Jude Law abbia riportato parecchio in alto il punteggio del film nella mia scoreboard, però è un po’ pochino. Paradossalmente, anche se da protagonista, il ruolo di Newt Scamander non è mai determinate. Il suo personaggio non è mai al centro della vicenda ma sempre sullo sfondo. Il più delle volte la sua presenza e quella dei suoi stretti comprimari serve per veicolare l’attenzione degli spettatori su eventi che vengono provocati e interpretati da altri.
Inoltre, la grande quantità di spiegoni e introduzioni presenti fanno sembrare Animali Fantastici – I Crimini Di Grindelwald più un nuovo inizio a sé stante che una diretta prosecuzione del capitolo precedente. Dopo la visione, lo spettatore potrebbe tranquillamente considerare Animali Fantastici E Dove Trovarli come uno spin-off della saga in stile Rogue One piuttosto che il primo episodio di quella che adesso sembra dover diventare una trilogia in cinque film ( l’ambiguità è voluta. Ancora non si sa se si fermeranno a tre o proseguiranno fino a cinque capitoli).
Che dire di più senza spoilerare qualcosa? Niente.
Mia figlia era felice e ha definito il film come «uno dei più belli della sua vita». Sono parole pesanti ma anche giustificate dal fatto che abbia solo 8 anni.
A fine visione è pure partito qualche applauso poco convinto dalla platea. Mah.

Che la magia sia con voi. Sempre.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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