Riprendetevi i crisantemi: Atari ritorna e ti vende anche i dildo

tarababcockatari-enducedeuphoria01n

Ché tu eri lì tutto mogio nella consapevolezza che la casa videoludica più ganza della tua adolescenza non si sarebbe mai più fatta viva neanche a fargli le MACUMBE e, giusto un paio di giorni fa, ti eri fatto una ripassata generale di quei giochini che ti segnarono la crescita tipo CENTIPEDE, CRYSTAL CASTLES, GAUNTLET; che tra versioni casalinghe e miliardi spesi nei coin-op ti ci potevi comprare un atollo. E adesso ti piove sulla testa ‘sta notizia che non sai come prenderla. Che non sai se è un bene o un male. Che ogni cosa che ha avuto un inizio dovrebbe avere una fine (Signor Anderson), e questa ce l’ha avuta eccome, pure troppe volte.

 

Atari è tornata. Ancora?! Eh sì, avete capito bene. Ancora.
Dopo il crollo totale del 1983 e lo scisma con sbolognamento da parte della Warner nel 1984, il marchio iconico è passato da diverse mani senza mai riuscire a rinverdire i vecchi fasti ed anzi, sprofondando puntualmente in un baratro di brillanti prospettive mai realizzate.
“Atari Interactive” era una delle ultime incarnazioni. Divisione americana della casamadre francese, aveva dichiarato fallimento all’inizio dell’anno scorso, ma adesso, con gli euro dei francesi a ripianare tutti i debiti è di nuovo pronta a ributtarsi nella mischia.

fasilq-sm1

Cristo sì. A me tutti gli euro!

Sul sito ufficiale della società, che nel frattempo è rimasta con soli 11 dipendenti a New York e 3 a Parigi, è stato pubblicato un comunicato ufficiale riguardo alla cosiddetta “Comeback strategy” e si parla di molte cose.
A parte i vari bla-bla-bla su quanto sia iconico il marchio Atari e quanto fashion possa diventare, si parla di convertire i giochi classici per varie piattaforme, principalmente quelle mobili come iOS e Android, ma anche PC, online e altri mezzi digitali. Fino a qui ci possiamo stare. Magari dispiace che non vedremo mai più un gioco Atari su console, ma lo possiamo capire. Vabbuò. Forse è anche meglio.

Sì. È decisamente meglio

Sì. È decisamente meglio

Poi, al di là del rilancio dei suoi titoli nostalgici, la società cercherà di capitalizzare su altri mercati in rapida crescita come i casinò on-line e YouTube. Quest’ultimo vedrà l’apertura del canale “ATARI TV” che dice pubblicherà contenuti video esclusivi dei quali, sinceramente, nessuno al momento sente un’impellente necessità.
Il brand Atari verrà dato in gestione a conto terzi come se piovesse. In particolare si sta pensando a nuovi non troppo specificati “dispositivi indossabili” come possono essere i google glass.
Infine, si cercherà di raggiungere un nuovo tipo di pubblico, con un occhio di riguardo alle comunità gay, lesbiche, bisex e trans.

edikascel5

Ecco.

Ora, siccome si parla di una Comeback strategy, si parla di dispositivi indossabili, e si fa esplicito riferimento alla comunità LGBT…Vuoi vedere che Atari si mette a vendere i DILDO!?

2600dildo

 

Giuro che non vi sto prendendo per il culo. Il comunicato ufficiale è QUI. La traduzione in italiano QUI.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

2 Responses

  1. Metalredstar ha detto:

    Forse, a sto punto, sarebbe stato meglio se fosse rimasta morta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *